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Pubblicato il: gio 06 Giu 2019
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Da Wannenes Wildt vince tutto, Biagini ruggisce ma i top price sono per gli stranieri Warhol e Albers

Nuova sede e nuovi criteri per l’appuntamento primaverile meneghino di  Modern & Contemporary Art di Wannenes.

Con l’apertura della nuova sede, in pieno centro a Milano nel cinquecentesco Palazzo Recalcati, in via Amedei 8, la maison di origine genovese ha cambiato anche il format della vendita, guardando alle grandi case d’aste internazionali e dividendo i numerosi lotti in due cataloghi: una Evening Sale e Day Sale “all’italiana”.

Questa sera, nell’auditorium di via Cornaggia, a pochi passi dalla sede, i 27 lotti del catalogo serale contenuto ma molto curato, hanno visto diverse aggiudicazioni al di sopra delle stime, ma anche qualche invenduto.

«Siamo assolutamente soddisfatti per quanto riguarda il catalogo dei 27 lotti, quello principale. Sia per quanto riguarda le opere  italiane che quelle  internazionali. Abbiamo avuto diversi exploit. Basti pensare al lotto di Andy Warhol che è stato aggiudicato a 80 mila euro (hammer price). Per cui questa è una idea interessante che pensiamo assolutamente di ripetere, cioè dividere l’asta in due cataloghi uno con opere importanti, una trentina, e  una meno importante con 150 lotti» hanno dichiarato Guido Vitali e Massimo Vecchia (Senior Specialist Arte Moderna e Contemporanea Wannenes).

La Marilyn del 1967 del re della Pop Art ha visto una gara sostenuta tra gli offerenti online, sala e telefoni. La base d’asta di 12 mila euro è rapidamente cresciuta di quasi sette volte: la serigrafia è stata battuta ben a 104.100 euro a un bidder collegato online. Top lot per Joseph Albers.  Homage to the Square, un olio su masonite del 1954 della sua serie più famosa “Omaggio al quadrato” iniziata nel 1949 (semplici quadrati ripetuti e sovrapposti, colorati con diverse tonalità) è stato aggiudicato a 175.100 euro.

Joseph Albers

Joseph Albers

Adolfo Wildt con la Vergine del 1925 – 1930 e la Vittoria, databile agli anni Venti, ha fatto quasi 219 mila euro. Non  è frequente trovare suoi lavori in asta. Si pensi che nel 2018 ne sono passati solo due (da Sotheby’s a Londra). Il delicatissimo volto della Madonna in marmo bianco di Carrara, sapientemente levigato, partiva da una base d’asta di 40 mila euro. Nel giro di poco è stato venduto a un offerente in sala per ben 112.600 euro. Ma il vero show è arrivato con il bronzo a patina verde raffigurante la Vittoria: gara combattuta per questa maschera, contesa con tutti i mezzi disponibili: paletta in sala, telefoni e online. Da una stima minima di 20 mila euro, è arrivata fino a 106.350. Soffiata a un altro offerente al telefono che lanciava il suo bid di 90 mila euro proprio sul colpo di martello. Troppo tardi.

 

 

Ancora molti rilanci per un’altra scultura. La sinuosa leonessa di Alfredo Biagini ha fatto “ruggire” il suo compratore con ben 43.850 euro, da una partenza di 15 mila. Lo scultore, protagonista dell’arte animalier del primo Novecento, ha realizzato il nuovo record mondiale in asta. Il precedente risaliva al 2014 sempre da Wannenes quando un altro bronzo, “Figura femminile”, era stato battuto a 23.560 €. Vola anche l’aeropittura di Tato. Con il suo “Aereo in azione” ha preso quota fino a 11.975 euro  (da 4000).

Alfredo Biagini

Tato

Tato

Tra i nomi immancabili nei cataloghi italiani Alighiero Boetti e Bruno Munari. Entrambi hanno visto ottime performance. La “Composizione” del 1951 di Munari era offerta in catalogo a 2-3 mila euro. Ma la paletta del buyer in sala ha dovuto alzarsi più volte fino all’aggiudicazione di 5.100 euro. Ancora più eclatante il risultato di “Negativo-positivo” del 1953. Il piccolo olio su masonite è stato venduto a 17.600 euro (stima 3-5 mila). I Boetti in catalogo erano 3, due ricami e un esemplare unico di “Faccine”. Quest’ultimo è stato battuto a 32.600 euro. Mentre “Il certo e l’incerto” del 1979 da 11 mila è arrivato a 27.600 e “Il tesoro nascosto” da 9.500 a 23.850.

Bruno Munari, Composizione

Bruno Munari, Negativo-positivo

 

Alighiero Boetti, Faccine

 

Alighiero Boetti, Il tesoro nascoto

 

Si segnalano  anche  i 62.600 euro per il Balla che ha aperto la vendita e i 56.350 del Reticolo di Dorazio del 1967 (stima 15-20 mila).

 

Dorazio

 

Del catalogo della “Day Sale” è da segnalare nuovamente Andy Warhol. Il suo “Black Rhinoceros” del 1983 da 18 mila euro è arrivato a 42 mila.  Una scarna “Natura morta” di Renato Guttuso del 1937 da 2.000 ha fatto 12 mila mentre un’intima scena di “Nudi” di Carlo Levi da 6mila a 9 mila euro.

Andy Warhol

Renato Guttuso

Levi

6 GIUGNO 2019
ore 19:00
Auditorium
Via Cornaggia 8, 20123 Milano

CATALOGO ONLINE

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Autore

- Giornalista pubblicista. Laureata in Scienze dei Beni Culturali (curriculum Storia dell’Arte) con specializzazione in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano.


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