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Pubblicato il: mar 16 Apr 2019
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L’alfabeto di Peter Greenaway, ritratto tenero e ironico sul regista inglese

L’alfabeto di Peter Greenaway, un ritratto tenero e ironico sull’iconico regista inglese, dal 12 al 15 maggioDal 12 al 15 maggio arriva in sala L’alfabeto di Peter Greenaway, un ritratto tenero e ironico sull’iconico regista inglese, tra la sua vita privata e la sua filmografia

L’alfabeto di Peter Greenaway, un ritratto tenero e ironico sull’iconico regista inglese, dal 12 al 15 maggio arriva in sala il nuovo appuntamento con I Wonder Stories. L’artista Saskia Boddeke racconta il marito Peter Greenaway formulando un alfabeto che ne ripercorre vita e arte in un dialogo con la figlia Zoë, detta Pip.

Greenaway, il cui motto è “l’arte è vita e la vita è arte” si confessa attraverso delle pillole che ripercorrono la sua opera e la sua sfera privata: prima pittore, poi cineasta, il regista inglese non smette mai di creare, la sua sconfinata vena artistica entra continuamente in contatto con la quotidianità e così con i suoi affetti principali.

Greenaway -tra i grandi cineasti sicuramente il più amante dell’arte: celebre il suo lavoro sul cenacolo vinciano. E non mancano, nella sua filmografia, omaggi più o meno diretti al mondo dell’arte e degli artisti: The Night Watch è un dramma ironico, esotico e stravagante sulla vita sentimentale e professionale di Rembrandt, al centro del soggetto una delle opere più celebri del pittore olandese, La Ronda di notte, capolavoro che gli procurò fama e rovina al tempo stesso.
Ma tutte le sue pellicole più famose, che parlino o meno di artisti o opere d’arte, sono zeppe di riferimenti colti e raffinatissimi al mondo delle arti: Il ventre dell’architetto (su cui aleggia la figura di Étienne-Louis Boullée), Giochi nell’acqua,  Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, Il bambino di Mâcon, I racconti del cuscino e, ovviamente, I misteri del giardino di Compton House. Quello di Peter Greenaway è un immaginario barocco, sensuale, decadente, in perenne decomposizione, brulicante di vita e di morte.

Come nasce una simile wunderkammer cinematografica? Il documentario di Saskia Boddeke getta un occhio all’interno di questo mondo misterioso e affascinante. Nightwatching di Peter Greenaway

La sua figura, poliedrica e ambigua, viene raccontata con occhio ironico e profondo facendo emergere passioni e debolezze del regista. Passato in anteprima italiana al Biografilm Festival di Bologna, L’alfabeto di Peter Greenaway è un documentario che riflettere sul significato e sul valore della creazione artistica, non di meno sul rapporto tra vita e morte (il ciclo vitale alla creazione artistica è da sempre legato a doppio filo).

 

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