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Pubblicato il: mer 03 Apr 2019
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Il ritorno di Christo. A primavera 2020 impacchetterà l’Arc de Triomphe a Parigi

Il progetto di Christo per l'Arc de Triumph Wrapped (© 2018 Christo)

Il progetto di Christo per l’Arc de Triumph Wrapped (© 2018 Christo)

Il monumento simbolo degli Champs-Élysées sarà ricoperto con quasi 25mila metri quadrati di tessuto blu argentato, realizzato in polipropilene riciclabile, e 7mila metri di corda rossa

Qualcuno credette alle sue parole, quando dopo aver inaugurato The Floating Piers sul Lago d’Iseo assicurò che quello sarebbe stato il suo ultimo grande progetto? Pochi, e infatti quei pochi ora vengono clamorosamente smentiti: visto che Christo – di lui si parla, l’avrete capito – annuncia che nella prossima primavera “impacchetterà” l’Arc de Triomphe a Parigi. Come scrive The Art Newspaper, dal 6 al 19 aprile 2020 il monumento simbolo degli Champs-Élysées sarà ricoperto con quasi 25mila metri quadrati di tessuto blu argentato, realizzato in polipropilene riciclabile, e 7mila metri di corda rossa. Secondo il Centre des Monuments Nationaux, che supervisionerà il progetto assieme al Centre Pompidou, il lavoro sarà “interamente finanziato da Christo attraverso la vendita dei suoi studi preparatori, disegni e collage del progetto, nonché modelli in scala, opere degli anni ’50 e ’60 e originali litografie su altri soggetti. Non riceverà fondi pubblici o privati“. A Parigi l’artista e la compagna Jeanne-Claude lavorarono già nel 1985, avvolgendo di tessuto il Pont-Neuf.

Christo and Jeanne-Claude, The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85

Christo and Jeanne-Claude, The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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