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Pubblicato il: mar 05 Feb 2019
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“Io, Caravaggio”, Cesare Capitani in scena all’OFF/OFF Theatre di Roma 

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“Io, Caravaggio”, Cesare Capitani in scena all’OFF/OFF Theatre di Roma

Da martedì 12 fino a domenica 17 febbraio all’OFF/OFF Theatre di Roma rivive il mito del pittore e dell’uomo Michelangelo Merisi, raccontato in Io, Caravaggio, spettacolo scritto e diretto da Cesare Capitani, in scena con Laetitia Favart. Il testo è ispirato al romanzo “La Course à l’abîme” (Ediz. Grasset), di Dominique Fernandez.

18 luglio del 1610, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, trova la morte a Porto Ercole in circostanze ancora non definite. Quattrocento anni dopo, il 18 luglio del 2010, prende vita lo spettacolo Moi, Caravage al Festival di Avignone.

Dopo una serie di anteprime presso gli Istituti Culturali Italiani di Parigi, tra Rabat e Marsiglia, lo spettacolo Moi, Caravage debutta ad Avignone nel 2010, dove verrà riconfermato l’anno successivo, per poi tornare in scena sui palcoscenici parigini, dal Théâtre Lucernaire al Théâtre de la Gaïté, fino al Théâtre des Mathurins, per poi migrare in tournée tra Svizzera, Italia e ancora in Francia, collezionando circa 500 repliche dalla sua nascita, andando in scena ogni volta con una veste differente. Quello che arriva all’OFF/OFF Theatre il prossimo 12 febbraio, ha debuttato al Festival AstiTeatro nel 2017 e festeggerà proprio la sua cinquecentesima replica.Mai come in Caravaggio, arte e vita si mescolano senza mai dissolversi. La violenza dei suoi dipinti si ritrova nella sua esistenza, e viceversa. La foga con cui l’artista prepara e compie i suoi capolavori che il pubblico vedrà ricrearsi in scena, quasi per magia, sono la stessa frenesia e veemenza con la quale Caravaggio corre verso la sua autodistruzione. Cesare Capitani mette in scena una rievocazione in cui Caravaggio rivive l’infanzia nel piccolo borgo lombardo e il primo approccio alla pittura, oltre che i primi problemi con la giustizia. Fino al suo arrivo a Roma dove sconvolge il panorama artistico con i suoi dipinti pregni di forza ed erotismo. Nonostante la sua gloria, il suo stile di vita è inaccettabile per l’incombente Inquisizione, che non può tollerare il suo amore per le donne e per gli uomini, unita alle sue lascive frequentazioni di prostitute, malfattori e vagabondi che poi riporta nei suoi dipinti in cui li ritrae con le sembianze di santi e madonne. A tutto questo si unisce un carattere violento, irascibile e sempre pronto a tirare di spada o peggio, a mostrar le mani. Condannato a morte per omicidio, il pittore è costretto a lasciare Roma ed errare tra Napoli, Malta e Sicilia. Morirà tragicamente su una desolata spiaggia di Porto Ercole.

 

«Scrivendo “La Corsa all’abisso” – romanzo che tenta di far rinascere la figura di Caravaggio – non immaginavo di vedere un giorno risorgere veramente davanti ai miei occhi il pittore, proprio come me l’ero immaginato, ardente di desiderio, violento, indomito, votato al sacrificio e alla morte. Invece è successo : Cesare Capitani vince la sfida d’incarnare in scena quest’uomo divorato dalle passioni. Diventa davvero Caravaggio. S’appropria del destino del celebre pittore per condurlo al disastro finale». Dominique Fernandez

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