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Pubblicato il: ven 27 Lug 2018
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Lo stile e il segno indelebile di Carlo Carrà questo autunno a Palazzo Reale di Milano

L’autunno di Palazzo Reale si apre con la più ampia e importante rassegna antologica mai realizzata su Carlo Carrà. Dal 4 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.

A trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli dal Comune di Milano, quella di ottobre sarà senza dubbio un’occasione unica per ammirare in centotrenta opere -provenienti dalle più grandi collezioni del mondo- lo stile e il segno indelebile di Carlo Carrà (Quargnento, 1881 – Milano, 1966). Dal divisionismo al futurismo e alla metafisica. Dai cosiddetti “valori plastici”, fino ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà a partire dagli anni venti. E ancora, la produzione degli anni trenta. Insomma, Carrà a 360 gradi.

Carrà

Carlo Carrà
Estate, 1930
Olio su tela, cm 165×120
Museo del Novecento, Milano “Copyright Comune di Milano – tutti i diritti di legge riservati”

Ammirando la selezione di opere del grande maestro del Novecento sarà possibile ricostruire la fitta trama di affinità intellettuali e di rapporti d’elezione che legò Carlo Carrà ai suoi collezionisti e amici del tempo.

Fu, infatti, artista irrequieto, persona dai viaggi significativi che lo portarono già giovanissimo a Parigi e poi a Londra, e di importanti incontri internazionali da Apollinaire a Picasso. Carrà fu inoltre un uomo di grandi aperture culturali e di letture che lo spinsero a svolgere un’attività critica sulle riviste più importanti e di tendenza del tempo: “La Voce”, “Lacerba” e soprattutto “L’Ambrosiano”.

La mostra non proporrà unicamente la produzione artistica del maestro, ma accenderà i riflettori sui momenti più significativi di quella che lui stesso definisce “una vita appassionata”. Saranno infatti a disposizione per la prima volta documenti, fotografie, lettere e numerosi filmati che testimoniano l’intensa vita di Carlo Carrà, di cui in prima persona ci dà conto nelle pagine de La mia vita, l’autobiografia che ha scritto nel 1942.

Carrà

Carlo Carrà
La musa metafisica, 1917
Olio su tela, cm 90 x 66 Milano, Pinacoteca di Brera

La rassegna sarà divisa in sette sezioni ciascuna espressione di uno specifico periodo della vita e dello stile del grande maestro: Tra Divisionismo e Futurismo; Primitivismo; Metafisica; Ritorno alla natura; Centralità della figura; Gli ultimi anni; Ritratti. In tal modo, il percorso espositivo valorizzerà le tappe di una vita interamente dedicata alla pittura.

“La mia pittura è fatta di elementi variabili e di elementi costanti. Fra gli elementi variabili si possono includere quelli che riguardano i princìpi teorici e le idee estetiche. Fra gli elementi costanti si pongono quelli che riguardano la costruzione del quadro. Per me, anzi, non si può parlare di espressione di sentimenti pittorici senza tener calcolo soprattutto di questi elementi architettonici che subordinano a sé tutti i valori figurativi di forma e di colore. A questi principi deve unirsi quello di spazialità, il quale non è da confondersi col prospettivismo; poiché il valore di spazialità non ha mai origini per così dire visive. Questo concetto nella mia pittura è espressione fondamentale.” (Carlo Carrà, 1962)

Carrà

Carlo Carrà
Il bersaglio
Olio su tela, cm 75 x 85 Collezione privata

Carrà

Carlo Carrà
Gentiluomo Ubriaco (1916) Olio su tela, cm 60 x 45 Collezione privata

Carrà

Carlo Carrà
Vele nel porto, 1923
Olio su tela, cm 52 x 67
Firmato e datato in alto a sinistra: “C. Carrà 923”
Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Carrà

Carlo Carrà
Cinqualino, 1939
olio su cartone telato, cm 25 x 30
Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Informazioni utili

Carlo Carrà

Palazzo Reale, piazza del Duomo, 12 Milano

Dal 4 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019

A cura di Maria Cristina Bandera

Con la collaborazione di Luca Carrà

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