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Pubblicato il: sab 26 Dic 2015
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Classifica cinema 2015. Le top 10 della redazione di ArtsLife

La classifica cinema 2015 di ArtsLife. Tempo di classifiche e resoconti anche per gli amanti del cinema.Classifica cinema 2015 streisand yentlCome di tradizione anche quest’anno la prestigiosa rivista di critica cinematografica francese Cahiers du Cinéma ha pubblicato la classifica cinema 2015: per i francesi a questo giro vince Nanni Moretti con Mia Madre.
Anche noi di ArtsLife abbiamo chiamato a raccolta i nostri esperti e chiesto loro di stilare le loro personali classifiche dei migliori film di questo 2015 che sta per concludersi. Un anno che, dobbiamo dirlo, non ha regalato grandissime emozioni, pochi grandi film e qualche sorpresa vista ai Festival, che il grande pubblico non ha ancora potuto -o voluto- apprezzare. Il 2016, con Carol e Steve Jobs in arrivo già a gennaio, si preannuncia ben più promettente.

La classifica cinema 2015 di ArtsLife: ecco di seguito tutte le nostre classifiche.


La classifica di Lorenzo PeroniClassifica cinema 20151 – Birdman o (L’imprevedibile virtù dell’ignoranza) (Alejandro González Iñárritu): film di apertura della 71ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nove candidature agli Oscar 2015, quattro vinti, miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia. Michael Keaton e Emma Stone superstar. Al cinema va in scena lo spettacolo della vita.
2 – Sicario (Denis Villeneuve): in concorso al Festival di Cannes 2015. Con Emily Blunt, Benicio del Toro e Josh Brolin. Villeneuve continua a indagare il cuore nero dell’America e si conferma uno dei registi più spietati della sua generazione.
3 – The Final Girls (Todd Strauss-Schulson): nell’esordio di Todd Strauss-Schulson non c’è nulla fuori posto, funzione pure Taissa Farmiga nonostante quella faccia da anima in pena che perennemente la accompagna. Il film cult del 2015. Un gruppo di ragazzi intrappolati… In un film, uno slaher movie -di quelli un po’ sexy però- tutti sono quindi destinati a morire… O no? Nel cast irresistibile Thomas Middleditch. Taissa Farmiga è, ovviamente, l’eroine triste ma coraggiosa, e Nina Dobrev (quella di The Vampire Diares) quella antipatica ma di buon cuore.
4 – Vizio di forma (Paul Thomas Anderson): basato sull’omonimo romanzo di Thomas Pynchon. Joaquin Phoenix superstar per un neo-noir in cui il languore delle citazioni si alterna all’ironia e al ritmo di un regista che all’attivo non ha ancora un film sbagliato. Un revival anni ’70 psichedelico, labirintico e preciso come un orologio.
5 – The lobster (Yorgos Lanthimos): il costrutto grottesco lo rende -a tratti- perfidamente divertente e, in maniera inaspettata, perfino commovente. C’è in The Lobster una malinconia dolente e stralunata tipica di quel filone della fantascienza che riflette sui meccanismi dell’amore e della coppia all’interno della società, una malinconia che si adatta perfettamente allo stile di Lanthimos che continua così a indagare le dinamiche e gli equilibri degli affetti tramite un impassibile surrealismo, asettico, sospeso tra il grottesco e la tenerezza, ma infine, sempre spietato.

6 – Ni le ciel ni la terre (Clément Cogitore): il bellissimo film d’esordio del regista francese, con passato nella videoart, si avvale della sceneggiatura di Thomas Bidegain, già collaboratore di Jacques Audiard -regista de Il Profeta, vincitore all’ultimo Festival di Cannes con Dheepan. Un film misterioso e poetico che racconta una storia di guerra e fantasmi. Dolente protagonista Jérémie Renier, attore feticcio dei fratelli Dardenne.classifica cinema 2015 Ni le ciel ni la terre

7 – Quel fantastico peggior anno della mia vita (Alfonso Gomez-Rejon): vincitore al Sundance Film Festival 2015. Basato sull’omonimo romanzo di Jesse Andrews. Film di formazione su adolescenti disagiati, poco integrati, alla ricerca di una poesia con cui sconfiggere il dolore. Certe battaglie a volte non si possono vincere, ma sopravvive il sogno d’amore per il cinema.
8 – Mission: Impossible – Rogue Nation (Christopher McQuarrie): parole d’ordine: ironia e citazioni sparse qui e là con sapiente gigioneria. Mission: Impossible – Rogue Nation ha due anime, unisce in sé i migliori esempi di spy story e adventure movie, senza prendersi troppo sul serio vince la scommessa di un franchise che prosegue spedito al meglio del suo potenziale. Tom Cruise al suo meglio. Simon Pegg irresistibile.
9 – The Irrational Man (Woody Allen): dopo la commedia romantica con Magic in the moonlight Woody ritorna -in grande forma- con Emma Stone ad uno dei suoi tempi prediletti: delitto e castigo (Match Point, Sogni e delitti…), questa volta ambientato Rhode Island, che pare la Stars Hollow di Uma mamma per amica. Joaquin Phoenix e Emma Stone coppia perfetta.
10 – A bigger splash (Luca Guadagnino): A Bigger Splash dipinge un’Italia un po’ passé -in sospeso tra la macchietta e il folkrore, filtrata da omaggi nello stile a Viaggio in Italia di Rossellini- per dare un contraltare ai protagonisti che, come sbarcati dalla Luna, sembrano vivere di passioni gelide. Tilda Swinton extra cool, as usual. Ralph Fiennes regala una perfomance di assoluto istrionismo. Guadagnino probabilmente è un po’ così, come i suoi film, indolente si appoggia qui e là ai ricordi di un cinema che non è più, per precipitare nell’incoscienza di una passione nata per morire male. Ma lo fa con molto stile!, come i suoi personaggi.

Menzioni d’onore per due film fuori classifica.
Lost River, esordio alla regia di Ryan Gosling, un po’ pasticciato, sicuramente troppo influenzato da Nicolas Winding Refn, ma con un fascino languido e disturbante che lo rendono palpitante.lost river classifica cinema 2015 Anita’s Last Cha-Cha di di Sigrid Andrea Bernardo. Sorprendente film filippino del 2013 presentato quest’anno al Festival MIX.



La classifica di Salvatore PiombinoClassifica cinema 2015 1 – Mad Max: Fury Road (George Miller): Visionario, messianico, inaspettato, lanciato alla massima velocità in una nuvola di ocra e carminio, ecco cos’è Mad Max: Fury Road. La grande forza della pellicola sta nel proporsi come un’epopea lisergica in cui s’incontrano linguaggio epico, un immaginario distopico folle e ipersaturo, attitudine rock e una genuina rappresentazione di genere grazie al personaggio di Imperator Furiosa.
2- Ex Machina (Alex Garland): La fantascienza alt possiede la capacità di portare lo spettatore nei territori del perturbante, lo dimostra questa pellicola di Garland che utilizza l’elemento sci-fi solo come punto di partenza per uno dei mindgame più affilati mai visti sul grande schermo. Una scrittura di grande qualità e la bellezza postumana di Alicia Vikander ne fanno una delle pellicole più belle dell’anno.
3- Into the Woods (Rob Marshall): Marshall a lavoro su un’altra fortunata pièce di Broadway. Nonostante l’aspetto più cupo e un’epurazione delle sequenze più irriverenti, la versione per il cinema di Into the woods ripropone intatto lo spirito con cui la produzione di Lapine e Sondheim era stata concepita, aggiornando i temi delle illusioni perdute, del passaggio alla maturità e del confronto con l’orrore sovrastante.
4- CHAPPiE (Neill Blomkamp): il giovane regista sudafricano torna a Johannesburg, alle energie più libere e vitali che avevano caratterizzato il suo esordio, District 9. Qui il contesto sci-fi è il substrato necessario perché possa realizzarsi una storia alla deriva, in cui la rielaborazione degli elementi base del genere porta a esiti inaspettati. Ironia, leggerezza, approccio fumettistico e un rendering grafico di grande fluidità completano le doti di CHAPPiE, facendone una delle visioni più godibili del 2015.
5 – Sicario (Denis Villeneuve): Sicario è un movimento spogliato da qualunque orpello, scarnificato come il corpo stanco e sfiatato della sua attrice protagonista: Emily Blunt. Solo lo sguardo elegante e sicuro di Denis Villeneuve poteva lavorare sulla materia criminale (usando gli stereotipi del caso) e realizzare una dolorosa riflessione che non ha bisogno di parole per essere compresa.

6 – It Follows (David Robert Mitchell): It Follows è l’indie movie definitivo, in grado di conquistare sia gli amanti del genere (per cui è già feticcio) sia di esulare dai confini dell’horror per porsi come esempio di cinema tensivo contemporaneo.it follows Classifica cinema 2015

7 – Mia madre (Nanni Moretti): Nanni Moretti trasla il suo io cinematografico in un personaggio femminile (che del genere ha però pochissimo). L’equilibrio della visione e l’impalpabile rete di emozioni che imprigionano la protagonista (Margherita Buy), ci permettono di empatizzare e cogliere come mai prima d’ora gli intenti del regista che Lynch prima o poi ammazzerà.
8 – Inside Out (Pete Docter, Ronnie Del Carmen): l’idea centrale di personificare le emozioni e umanizzare i processi cognitivi e i magazzini della memoria sembrava davvero molto ardua da realizzare ma Disney Pixar è riuscita a renderla con leggerezza e grande creatività, donandoci un vero classico contemporaneo.
9 – Cobain: Montage of Heck (Brett Morgen): Alla ribalta per la produzione di Frances Bean, che ritiene il film una forma di riconciliazione con il padre, il lungo documentario di Morgen è uno dei pochi lavori su Kurt Cobain che coniuga oggettività giornalistica e soluzioni cinematografiche di grande bellezza e funzionalità (una su tutte: gli splendidi inserti animati).
10The Final Girls (Todd Strauss-Schulson): Brillante, libero e spassoso esperimento meta-cinematografico che catapulta noi e i protagonisti del film in uno slasher da cui è impossibile uscire vivi se non s’imparano le regole del genere. Un cast di giovani eroi perfettamente a loro agio e una colonna sonora pazzesca (Bette Davis Eyes, Mickey di Toni Basil e Cherry Pie dei Warrant, solo per citare alcuni brani) arricchiscono uno di quei film che dovrebbero indicare la via del cinema indie a venire.



La classifica di Mattia Bozzo

Classifica cinema 20151 – Mia madre (Nanni Moretti): il regista romano elabora la perdita della madre e riflette sulla sua stessa vita attraverso un’opera dai toni delicati, semplice e sincera. Giulia Lazzarini è meravigliosa interprete di una donna che potrebbe essere la madre di tutti. John Turturro si assume l’onere di regalare dei momenti di leggerezza ad un film in chiaro stato di grazia, capace di emozionare e commuovere.
2 – Birdman (Alejandro Gonzales Inarittu): infiniti piani sequenza, una colonna sonora martellante ed un immaginario onirico donano a Birdman un approccio alla narrazione che nel 2015 non trova eguali. Peccato per il mancato Oscar a Michael Keaton ma nell’anno di Redmayne e Cumberbatch di più non si poteva fare.
3 – Inside Out (Pete Docter): dopo Cars II e Brave, opere minori dal carattere prettamente commerciale la Pixar ritorna ad assumere quel ruolo innovatore che tutti abbiamo imparato ad amare, producendo un’opera in grado di rivaleggiare con i capolavori del passato: il più grande pregio di Inside Out di è di lasciare la sensazione di possedere potenzialità infinite. Non passa inosservata la strizzatina d’occhio al pubblico orientale (il design di Felicità).

4 – Tutto può accadere a Broadway (Peter Bogdanovich): una grande lezione di cinema da parte di uno dei suoi più grandi maestri. Grazie alla produzione dei suoi allievi Wes Anderson e Noah Baumbach, Bogdanovich rispolvera la commedia americana anni ’50 firmando un film praticamente perfetto nel suo genere. Cast incredibile con una fantastica e divertente Jennifer Aniston che azzecca il ruolo di una vita.Tutto può accadere a Broadway Classifica cinema 2015

5 – A bigger splash (Luca Guadagnino): il remake del film francese La Piscine a firma del regista italiano è un film destinato a lasciare il segno, chiassoso ed imperfetto, cool ed irresistibile, proprio come l’interpretazione di Ralph Fiennes.
6 – Una nuova amica (François Ozon): dopo la grazia di Giovane e bella il regista francese continua ad indagare l’amore attraverso un film che vuole anche essere una provocazione. La famiglia “anormale” di Una nuova amica è si diversa dalla media, ma al contempo ideale per valori e sentimenti.
7 – Mon Roi (Maïwenn Le Besco): Storia di un amore travolgente alla ricerca di un equilibrio; Maïwenn Le Besco, enfant prodige del cinema d’oltralpe, indaga attraverso una storia d’amore passionale e dilaniante la ricerca di un equilibrio nel rapporto di coppia.
8 Fury (David Ayer): la guerra non è mai stata così dura, violenta e reale. Il corpo umano è scarnificato, piegato, ridotto un mero groviglio di carne e sangue. Solo delle gesta eroiche sapranno ridargli il giusto valore. Nell’anno della retorica di American Sniper Fury si rivela un film quanto mai necessario.
9 – Citizenfour (Laura Poitras): cronaca dell’incontro tra la regista Laura Poitras, il giornalista Glenn Greenwald e il whistleblower Edgard Snowden. Chiusi in un hotel di Hong Kong i tre cercheranno di gestire la tempesta mediatica scatenate dalle rivelazioni di Snowden, obbligati a prendere decisioni che segneranno le loro vite e destinate a cambiare il corso della storia. Un monumentale esempio di cine-giornalismo e meritato vincitore dell’Oscar per la categoria.
10 – Non essere cattivo (Claudio Caligari): non c’è speranza di un avvenire migliore per i ragazzi di vita delle borgate romane, rimangono solo rabbia e disperazione, da urlare ad una telecamera vuota. L’ultimo disturbante film di Claudio Calligari è al contempo un sentito omaggio alla filmografia di Pierpaolo Pasolini ed un testamento per le generazioni future.



La classifica di Stefano MontiClassifica cinema 20151 – Mad Max: Fury Road (George Miller): la rimpatriata nel futuro post-apocalittico della saga interpretata da (Mad) Mel Gibson e diretta dallo stesso regista. Forte di un cast eccezionale e un’estetica irresistibilmente audace, George Miller torna sugli schermi con il suo lavoro più consapevole e maturo e, fra gli sguardi agghiaccianti di Charlize Theron e le chitarre infuocate, si arroga inconsapevolmente il diritto di inaugurare un nuovo tipo di ‘blockbuster d’autore’.
2 – The Assassin (Hsiao-Hsien Hou): Palma d’Oro per il miglior regista all’ultima edizione del Festival di Cannes, The Assassin è uno degli esempi migliori di un cinema diverso, forse più lento, ma in grado di diventare bellissimo anche davanti ad occhi inesperti come quelli tipicamente occidentali: un cinema orientale che parla con un linguaggio proprio e che meriterebbe nelle nostre sale una distribuzione più significativa.

3 – Birdman (o l’Imprevedibile virtù dell’ignoranza) (Alejandro González Iñárritu): la rivincita di Michael Keaton, le atmosfere di celebrità e decadentismo, la sperimentazione tecnica e l’audacia di un regista messicano. Oscar al miglior film nel 2015: nessuno se n’è lamentato.Birdman classifica cinema 2015

4 – The Lobster (Yorgos Lanthimos): storia d’amore in un futuro distopico molto curioso, vista dagli occhi di esponente della cosiddetta ‘new wave’ del cinema greco. Un film difficile, locale e globale, con le fantastiche interpretazioni di Rachel Weisz e Colin Farrell (che per una volta nella sua carriera è sinonimo anche di successo).
5 – Love (Gaspar Noé): la provocazione dell’anno, esplicito fin dai primi poster promozionali, certamente non consigliato a chi si fa vincere dalla paura. Dice il regista, attraverso la voce del suo protagonista: ‘Il mio più grande sogno è fare un film che rappresenti davvero la sessualità sentimentale’. Nulla da ridire, perché quando si arriva alla settima arte, francesi do it better!
6 – Star Wars: il Risveglio della Forza (The Force Awakens) (J.J. Abrams): la forza è tornata ed ecco spuntare all’orizzonte la nuova invasione di un vecchio, immortale franchising. ‘Chew, we’re home’. C’è davvero altro da aggiungere?
7 – Tutto può accadere a Broadway (She’s Funny That Way) (Peter Bogdanovich): il cinema di genere è da sempre la sfida più complessa per un regista e soprattutto per un autore. Ma davanti al ritorno del maestro, non si può fare altro che alzare bandiera bianca e (sor)ridere di gusto.
8 – Interruption (Yorgos Zois): di nuovo un film greco, un esperimento che si diverte a giocare con le convenzioni dei generi e l’attesa dello spettatore. Opera prima di un regista esordiente, una promessa nel circuito indipendente da non perdere di vista.
9 – Straordinariamente un ex aequo! Due titoli italiani si contendono la nona posizione, molto diversi fra loro ma significativamente accomunati dal tentativo di costruire un’epica nuova per il cinema del Bel Paese: da una parte Il Racconto dei Racconti (The Tale of Tales) (Matteo Garrone), l’esperimento italiano di un regista furbo e ambizioso, il cui risultato è un pubblico critico spaccato in due (quindi la missione si può dire compiuta); sul fronte opposto Suburra (Stefano Sollima), quasi il nuovo capitolo di un’epopea infinita e squisitamente nazionale, che abbandona l’epica familiare per abbracciare il male in una forma ancora più perversa. Il risultato è un film facile, spettacolare, da mostrare al più presto nelle classi di ogni liceo (mi assumo personalmente la responsabilità di queste affermazioni).
10 – Kurt Cobain: Montage of Heck (Brett Morgen): in un’annata dominata dalla forma ‘biopic’, il podio lo conquista il documentario di Brett Morgen che, alternando le parole del protagonista alla sua musica e ad alcune scene d’animazione, racconta la vicenda drammatica del leader dei Nirvana.

Una menzione speciale la merita infine The Final Girls (Todd Strauss-Schulson), strepitoso comedy-horror con la stessa Taissa Farmiga di American Horror Story, presentato al festival South by Southwest e visto in Italia all’ultima edizione del Torino Film Festival. Fuori dalla rosa dei dieci film del 2015, ma solo perché destinato a diventare un cult immortale, nei secoli dei secoli. Amen!the final girls Classifica cinema 2015

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