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Steve McCurry. “Oltre lo sguardo” alla Villa Reale di Monza. La mostra e tutte le foto

“Oltre lo sguardo”. Mondi imprigionati nelle iridi

SteveMcCurry-Villa-Reale-Monza

McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Villa Reale di Monza.Oltre lo sguardo” il parco? Anche, ma sarebbe limitato a 700 ettari di “banalissimo” tappeto verde. Troppo facile, troppo materiale. “Oltre lo sguardo” fino al 6 aprile c’è solo il mondo impressionato a pellicola di Steve McCurry. A pellicola, in digitale, non importa. Il mondo, meglio, i mondi palpitanti che si riflettono da quelle iridi dannatamente verdi delle sue, ormai, icone e si sciolgono nelle lacrime di un bimbo andino che si punta una pistola giocattolo alla tempia.

Un condensato di umanità sublime che trasuda empaticamente da ogni volto cristallizzato dalla sua Nikon. Tralasciando retoriche scadenti sulle varie “dimensioni metafisiche raggiunte dagli inimitabili ritratti del più grande fotografo del mondo” e bla bla bla tutte quelle balle ripetute identiche un miliardo di volte sull’opera, ovviamente magistrale, di McCurry, di una cosa siamo certi: la mostra è molto bella, l’allestimento di più.

McCurry -Villa Reale-Monza

McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Steve-McCurry -Villa-Reale-Monza

McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Quando c’è di mezzo l’architetto ad allestire un’esposizione sono problemi, raccontano spesso i curatori. Vero, ma non sempre, almeno in una mostra di fotografia. In questo caso, Peter Bottazzi, l’architetto appunto, ha “decorato” di travi, scale, pali e svariate strutture di legno più o meno invadenti le sale del secondo piano nobile della Villa fresco di restauro.

Invadenti, in senso assolutamente positivo: una traccia potente, un segno che penetra le stanze spoglie ispirandosi alle installazioni di arte contemporanea, scandendo a ritmo di “pioli” i vari temi iconografici cui si compone la mostra.

Fusione espositiva: l’ombra di vetro frantumata dal terremoto, ad esempio, si riflette nello specchio di una camera degli Appartamenti privati; dalle porte lasciate intenzionalmente aperte degli sgabuzzini reali si può essere travolti dalla tempesta di sabbia che avvolge di rosso le ragazze nel Rajhastan. Insomma, la mostra e la Villa diventano realmente un tutt’uno “dove uno esalta l’altro incessantemente”.

Steve-McCurry -Villa-Reale-Monza

Federica alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Peter-Bottazzi-Villa Reale di Monza

Peter Bottazzi alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Creando supporti creati ad hoc per ogni opera e sezione, Bottazzi ha incastonato senza appenderle, per fortuna, le meraviglie fotografiche di Steve McCurry in un gioco di rimandi fatto da linee di fuga e riflessi che si confondono con le architetture reali della Villa. Senza scadere nel banale ha racchiuso l’universo di esperienze ed emozioni che emana dagli scatti in scenografie teatrali tanto da conferire quel quid in più alle solite rassegne fotografiche serialmente e tristemente appese.

La bella afghana dagli occhioni verdi fieri che ha commosso mezzo mondo, e le tasche patinate della National Geographic nel 1984, la troviamo relegata, anche qui nota positiva, in un’ideale Galleria del Ritratto in cui si scambia sguardi attraverso scale incrociate con altra fanciullezza dalle pelle dorata e le iridi blu. Un ping pong di sguardi che alterna occhi liquidi avvolti da turbanti al De Niro del progetto realizzato da McCurry con l’ultimo rullino prodotto da Kodak.

Finalmente la cara Sharbat Gula non è sfruttata come copertina richiama folle “perchè solo quella la gente conosce” ma si confonde nelle atmosfere orientali della mostra.

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

In esposizione, comunque, c’è un po’ tutto quello che la macchina fotografica di McCurry ha visto barcollando a tracolla sulla sua spalla in giro per il mondo. Quarant’anni di viaggi raccolti in 150 immagini: l’Oriente, i templi cambogiani mangiati dalla giungla, i bambini soldato, i pescatori sugli steli cingalesi, le Torri Gemelle che si sbriciolano, i paesaggi africani, i canali di Venezia. Un compendio di dignità assoluto.

Poi c’è quel bimbo tibetano avvolto in una coperta come un Gesù Bambino di qualche presepino himalayano che ti fa piangere per la dolcezza che trasmette. E’ sospeso nel vuoto tra secondo e piano terra. Oltre il suo sguardo, metafisicamente, la tenerezza e l’amore; oltre il suo sguardo, fisicamente, voli al piano di sotto. “Oltre lo sguardodi Steve McCurry, Villa Reale di Monza.

Steve-McCurry-Bambino avvolto in una coperta, Xigaze, Tibet, 1989

McCurry – Bambino avvolto in una coperta, Xigaze, Tibet, 1989

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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Federica alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

“Ho imparato ad essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te”. (Steve McCurry)

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

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McCurry alla Villa Reale di Monza. Foto: Franco Ricci © ArtsLife

Steve McCurry Luca Zuccala

Steve McCurry con il nostro inviato Luca Zuccala

Crediti fotografici: Franco Ricci © ArtsLife

Testo: Luca Zuccala

INFORMAZIONI UTILI

Steve McCurry. Oltre lo sguardo.
Villa Reale di Monza
Dal 30 Ottobre 2014 al 06 Aprile 2015
A cura di Biba Giacchetti, Peter Bottazzi
Biglietto:
intero € 12, ridotto € 10 (gruppi di almeno 15 persone, insegnanti e apposite convenzioni), ridotto speciale € 4 (scuole e minori di 18 anni), gratuito minori di 6 anni, disabili e accompagnatore, tesserati ICOM, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca, 1 accompagnatore per gruppo di adulti
Info: 199151140; info@sudest57.com

 

 

 

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Autore

- Giornalista, ha studiato filosofia estetica e storia dell'arte presso l’Università degli Studi di Milano


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Displaying 4 Comments
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  1. Franco ha detto:

    Ieri ho pubblicato il commento che riporto di seguito ed e’ stato “democraticamente ” cancellato . Non ho problemi a riproporlo qui , su fb e sui forum di fotografia a cui partecipo . Lasciate che esprima la mia opinione. Potrei anche sbagliare , ma il fatto che invece di argomentare vi siate limitati semplicemente a cancellare il mio commento , mi fa pensare che non vi siano argomenti a confutare le mie sensazioni ; di seguito di nuovo il mio commento:

    immagino sia uno scherzo il suo commento! Non ho mai visto una struttura architettonica che lacerasse la fruizione delle immagini quanto quella proposta da questo architetto per la mostra di McCurry . Non so quante volte sono stato per imprecare per la impossibilità di trovare un giusto punto di vista per fruire della foto e non delle assi di legno che invadevano ogni luogo . Luci improponibili i cui riflessi rendono la stragande maggioranza delle stampe inguardabili . Carisssimo sig. Zuccala , vada a fruire delle foto di sera , assieme ad un folto gruppo di visitatori cosi come e’ capitato a me e , come , normalmente capita ad una mostra di un nome cosi importante . Provi a girare nelle stanze dove sono posizionate foto a terra e a fare a spallate per cercare di godersene una senza che qualcuno passi avanti . Angoli impossibili per dar sfogo ad un egocentrismo architettonico che ha compromesso l’intera fruizione interferendo di massa e di luce . Incompetenza ed egocentrismo . 12 euro per vedere immagini parziali martoriate dal riporto di ombre degli “assi architettonici” , da riflessi di luci fluorescenti , da angoli scomodi . Ma non era meglio tenerle al muro , piane e bene illuminate ? bah

    • Luca Zuccala ha detto:

      Carissimo Franco, nessuno la vuole censurare per l’amor di Dio, ha scritto lo stesso commento 2 volte e dopo averlo APPROVATO per non lasciare 2 COSE IDENTICHE pubblicate ne abbiamo cancellata una. Semplicemente questo. Quando tornerò a vedere la mostra le farò sapere; magari con tutta quella gente per le sale sarà impossibile vedere la mostra e lo scriveremo.

      • Franco ha detto:

        Grazie ,
        conto sul serio che lei vada e si mischi alla folla come normale fruitore ed appassionato di arte quale lei è e mi riporti il suo giudizio. Le mie osservazioni non devono passare per assiomi del fruitore. Lascio aperta la porta al dubbio , potrei avere io una visione parziale , soggettivamente negativa di quanto ho visto. Questo ilmotivo per cui ho cercato di confrontarmi con altri appassionati di fotografia e di arte ; quasi tutti, anche privi del suggerimento dei miei riscontri negativi , hanno dimostrato dissenso per come sono state rese le opere . Qualcuno , come me , ha preferito andare giu in libreria e rimpiazzare la deluzione della mostra comprando una monografia. I problemi erano veramente tanti , non ultima , la Epson che ha realizzato stampe su carta satinata e non su carte fine art come si usa di solito per questo tipo di stampe. Ma il grosso , a mio parere , lo ha fatto l’architetto . Come si fa a pensare a strutture dove si e’ costretti a stare a meno di 1 metro di distanza da una stampa di dimensioni 1,5 x 1,0 mt??? Che normalmente va osservata a 2 mt ??? Non torno sugli altri problemi menzionati sopra inerenti la illuminazione e la disposizione. Attendo con ansia le sue considerazioni. Buona serata . Franco Sgueglia

  2. marta ha detto:

    Divertente. Stupendo. Grazie di far vivere le atmosfere a chi non può essere presente.
    Marta C.

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