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Pubblicato il: mer 02 Gen 2019
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Ritorno in Tibet. Un pellegrinaggio al Monte Kailash con Olivier Föllmi

Ritorno in Tibet - Un pellegrinaggio al Monte Kailash Olivier Föllmi

Ritorno in Tibet. Un pellegrinaggio al Monte Kailash con Olivier Föllmi sulla via delle nuvole bianche

«Non esiste un cammino vero la felicità, la felicità è il cammino».
Bouddha Shakyamuni

Olivier Föllmi, (Saint-Julien-en-Genevois, 28 febbraio 1958) è un fotografo famoso per i suoi lavori che nel corso degli anni hanno documentato gli incredibili scenari e gli abitanti dell’Himalaya, spostandosi tra la regione di Zanskar e il Tibet. Nel corso degli anni ha collaborato con le più importanti riviste internazionali di fotografia: Life, Paris Match, Geo, National Geographic, Great Reportages, Stern, Epoca e Airone. Insieme alla sua ex moglie, Danielle Pons Föllmi, ha fondato HOPE (Himalayan Organisation for People and Education).
Il Times Journal of Photography, nel 2005, lo ha annoverato tra i 15 maggiori fotografi del XXI secolo.

Nel libro Ritorno in Tibet (da poco in libreria per le edizioni L’Ippocampo) sono raccolte le fotografie che Olivier Föllmi ha scattato nel 2016 durante un viaggio (un vero e proprio pellegrinaggio) sul monte Kailash, nell’estremo ovest del Tibet, una montagna della catena transhimalayana che si sviluppa per 1.600 chilometri. Un luogo sacro per buddhisti, induisti e jainisti, fonte di alcuni dei fiumi più lunghi dell’Asia: l’Indo, il Brahmaputra, il Sutlej e il Karnali.

Ogni anno migliaia di fedeli si recano al monte Kailash da tutto il Tibet per effettuare il kora, un itinerario circolare intorno alla montagna, che si snoda su circa 50 chilometri di sentieri impervi, con un passaggio a 5.600 metri di quota. Il kora viene percorso in senso orario da induisti e buddhisti e in senso antiorario dai bon.

Il Kailash! «Prezioso gioiello delle nevi», centro del mondo da cui si dipartono i quattro maggiori fiumi dell’Asia, dimora di Shiva e scala di Milarepa, montagna sacra per eccellenza… Lo sognava da decenni, un viaggio atteso per 40 anni. Nell’autunno 2016 Olivier Föllmi, appassionato lettore, da ragazzo, di tutti i racconti che parlano della «via delle nuvole bianche» è andato in pellegrinaggio intorno alla più prestigiosa vetta himalayana, che raggiunge i 6638 metri. Viaggio e libro sono nati in collaborazione con Jean-Marie Hullot, “quello” che, con Steve Jobs, ha inventato l’iPhone.
Dopo 10 anni dal ciclo delle «Saggezze dell’Umanità», Ritorno in Tibet segna per Olivier Föllmi un vero e proprio comeback, quello alla fotografia e al suo amato Tibet. Ritorno in Tibet. Un pellegrinaggio al Monte Kailash con Olivier FöllmiCome milioni di pellegrini indù, buddhisti o giainisti prima di loro, ha seguito le «pietre che pregano», Föllmi ha bivaccato presso il lago Manasarovar dove si nasconde Parvati, la paredra di Shiva, e ha compiuto il kora, la circumambulazione che purifica l’anima di chiunque lo faccia almeno una volta nella vita, a piedi, a cavallo o continuando a prosternarsi.

«Il grande ritmo della natura pervade ogni cosa e l’uomo vi è inserito con anima e corpo. Persino la sua immaginazione non appartiene tanto al regno dell’individuo quanto all’anima del paesaggio, in cui il ritmo dell’universo è condensato in una melodia di irresistibile fascino»

Lama Anagarika Govida, La via delle nuvole bianche

Gli stupendi scatti di Föllmi sono accompagnati sia dalle sue note di viaggio che alcuni da brani del Lama Anagarika Govida (a cui il volume è dedicato) tratti da La via delle nuvole bianche, assieme a autori come di Giuseppe Tucci (Santi e briganti nel Tibet ignoto) e Ekai Kawaguchi (Three years in Tibet). Föllmi e Hullot ci fanno così da guide in questo lungo viaggio fotografico, attraverso templi e luoghi sacri, in cui il senso del divino si manifesta nella magnificenza dei paesaggi tibetani e dei suoi abitanti ritratti in intensi scatti.Ritorno in Tibet. Un pellegrinaggio al Monte Kailash con Olivier Föllmi Il volume è di grande formato e le immagini sono valorizzate al massimo, condendo loro tutto lo spazio possibile, a pagina intera e doppia, tagliate a vivo e senza didascalie a interferire. In coda un sommarietto in cui ogni fotografia è corredata da un’annotazione dell’autore. Ritorno in Tibet è un vero e proprio invito alla scoperta e al viaggio (interiori, ma non solo).

Il Kailash! « Prezioso gioiello delle nevi », centro del mondo da cui si dipartono i quattro maggiori fiumi dell’Asia, dimora di Shiva e scala di Milarepa, montagna sacra per eccellenza… Lo sognava da decenni. Nell’autunno 2016 Olivier Föllmi, appassionato lettore, da ragazzo, di tutti i racconti che parlano della « via delle nuvole bianche » è andato in pellegrinaggio intorno alla più prestigiosa vetta himalayana, che raggiunge i 6638 metri. Come milioni di pellegrini indù, buddhisti o giainisti prima di loro, ha seguito le « pietre che pregano », ha bivaccato presso il lago Manasarovar dove si nasconde Parvati, la paredra di Shiva, e ha compiuto il kora, la circumambulazione che purifica l’anima di chiunque lo faccia almeno una volta nella vita, a piedi, a cavallo o continuando a prosternarsi… Il grande ritorno alla fotografia di Olivier Föllmi nel suo amato Tibet, dieci anni dopo il ciclo delle « Saggezze dell’Umanità », tradotti in tutto il mondo con il patrocinio dell’Unesco. Un ritorno tanto atteso per un artista che il Times Journal of Photography, nel 2005, ha annoverato tra i 15 maggiori fotografi del XXI secolo.

Ritorno in Tibet – Un pellegrinaggio al Monte Kailash
Olivier Föllmi

Il Kailash! «Prezioso gioiello delle nevi», centro del mondo da cui si dipartono i quattro maggiori fiumi dell’Asia, dimora di Shiva e scala di Milarepa, montagna sacra per eccellenza.

ISBN 978-88-6722-370-1
Pagine 260
L’Ippocampo Edizioni

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