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Pubblicato il: dom 16 Dic 2018
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Cammelli, elefanti, cani. Gli animali di Steve McCurry a Milano, al nuovo MUDEC Photo

Steve McCurry, Al Ahmadi, Kuwait, 1991, © Steve McCurry

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Inaugura oggi MUDEC PHOTO, la nuova sezione del museo dedicata all’ottava arte. Apertura in grande stile con Animals, la mostra del grande Steve McCurry in programma dal 16 dicembre al 31 marzo 2019.

Il MUDEC di Milano si apre al mondo della fotografia d’autore. L’indagine artistica del museo non si limita più alla pluralità delle culture ospitate, ma anche alla molteplicità di linguaggi e medium con cui esse sono rappresentate. Accanto alla collezione permanente e alle mostre temporanee, ogni anni saranno ospitate due grandi esposizioni fotografiche, nuova lente con cui esplorare il genere umano. Esplorazione di cui Steve McCurry è da sempre un pioniere. Capace di raccontare l’essere vivente in ogni sua declinazione, ha creato alcuni dei ritratti fotografici più intensi e iconici dei nostri tempi. Durante i viaggi in compagnia della sua macchina ha cercato di far parlare i soggetti che ritraeva, riuscendo a dar vita a una storia in uno scatto.

Steve McCurry, Chennai, India, 1996, © Steve McCurry

Steve McCurry, Chennai, India, 1996, © Steve McCurry

Ripercorrendo i suoi scatti, si nota una presenza costante del mondo animale accanto a quello umano. Che siano sfruttati per il lavoro o accanto all’uomo come suoi fedeli compagni, il fotografo ha notato negli animali una somiglianza con gli esseri umani ai quali si accompagnano. Entrambi sembrano lottare contro le sofferenze della vita, ognuno a proprio modo, insieme o solitari.

Steve McCurry, Chiang Mai, Thailandia, 2010, © Steve McCurry

Steve McCurry, Chiang Mai, Thailandia, 2010, © Steve McCurry

Il progetto Animals nasce nel 1991, anno del viaggio in Kwait che McCurry fa per documentare la situazione post prima Guerra del Golfo. Il fotografo entra in un paese invaso dal fuoco di più di 600 pozzi petroliferi, incendiati da Saddam Hussein durante la sua ritirata. Rischia la vita per documentare le atrocità perpetrate ai danni non solo dell’uomo, ma anche degli animali, vittime della più grande catastrofe ecologica di sempre. Scenari apocalittici, teatro della decimazione di diverse specie animali, che hanno dato agli scatti di McCurry una forza evocativa senza pari. Le immagini dei cormorani intrappolati nel petrolio e dei cammelli in fuga tra le distese di fumo sono state premiate dal World Press Photo nel 1992 su decisione di una giuria composta da bambini di ogni nazionalità.

Steve McCurry, Valle del fiume Omo, Etiopia, 2013, © Steve McCurry

Steve McCurry, Valle del fiume Omo, Etiopia, 2013, © Steve McCurry

Ogni foto è frutto di uno scatto della durata di mezzo secondo, ma ugualmente è capace di raccontare storie che vanno ben al di là di questo breve lasso di tempo. Chi le osserva crea la propria versione dei fatti, che spesso è molto diversa dalla realtà. Quella del cane legato al portapacchi della bicicletta sembra una scena quasi ironica, che nasconde però la crudele realtà delle lotte tra animali a cui il padrone lo sta portando con la speranza che lo faccia guadagnare qualcosa. La fotografia cattura dei momenti e li carica di un significato maggiore e diverso di quello reale.

Steve McCurry, Kabul, Afghanistan, 2002, © Steve McCurry

Steve McCurry, Kabul, Afghanistan, 2002, © Steve McCurry

Le foto vogliono anche raccontare una realtà diversa da quella che si conosce tramite i telegiornali. L’umanità con cui un uomo afghano abbraccia il suo cane non è diversa dalla nostra, tranne che per lo scenario costellato di macerie di guerra.

Steve McCurry, Mongolia, 2018, © Steve McCurry

Steve McCurry, Mongolia, 2018, © Steve McCurry

Alla immagini impegnati si accostano poi -giustamente- quelle di più immediata lettura. Il Barboncino glamour di Beverly Hills e il pitone che accompagna il suo padrone a fare la spesa, così come la donna afghana circondata da colombi sono segno di un sorriso comune a tutti i popoli.

Steve McCurry, Los Angeles, Stati Uniti, 1991, © Steve McCurry

Steve McCurry, Los Angeles, Stati Uniti, 1991, © Steve McCurry

La mostra è un’anteprima mondiale, preludio di una grande opera editoriale dedicata totalmente agli animali che verrà presentata nel 2020. Le 60 opere presenti in mostra sono un punto di partenza per riflettere sulla comune condizione di fragilità della terra su cui sia uomini che animali sono assoggettati, su cui solo i primi hanno però possibilità di agire.

*Steve McCurry, Al Ahmadi, Kuwait, 1991, © Steve McCurry

Informazioni utili 

Steve McCurry Animals, dal 16 dicembre 2018 al 31 marzo 2019

Lunedì 14.30 – 19.30; Martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9.30 – 19.30; Giovedì – sabato 9.30 – 22.30
La biglietteria chiude un’ora prima (ultimo ingresso)

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