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Pubblicato il: mar 09 Ott 2018
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Portraits. Lorenzo Lotto alla National Gallery per una prima storica inglese

Lorenzo Lotto, Marsilio Cassotti e sua moglie Faustina, 1523. Madrid, Museo Nacional

Lorenzo Lotto, Marsilio Cassotti e sua moglie Faustina, 1523. Madrid, Museo Nacional

Lorenzo Lotto arriva alla National Gallery per una prima storica mostra londinese. I ritratti del pittore rinascimentale arrivano da collezioni di tutto il mondo e saranno in esposizione nella capitale inglese dal 5 novembre al 10 febbraio.

Seguendo le considerazioni che Berenson faceva di Lorenzo Lotto, non possiamo che considerare questo incontro tra contenitore – la National Gallery di Londra – e il contenuto – i ritratti di Lotto- come uno scambio di eccellenze nazionali sintetizzate in una mostra: Lorenzo Lotto Portraits.

“Lotto è stato il primo pittore italiano a mostrare sensibilità nei confronti del cangiante animo umano. Mai prima d’ora e mai più in seguito qualcuno è riuscito a tirare fuori la faccia più intima della vita interiore…”

Bernard Berenson, Storico dell’arte

Lo storico museo inglese, fondato nel 1824, è riuscito a raccogliere capolavori da tutto il mondo e a inserirli in un percorso espositivo di quattro sale, cronologicamente intese a ricostruire la carriera di Lotto attraverso i suoi spostamenti in l’Italia.

La sala uno esplora l’opera del periodo trascorso da Lotto a Treviso (1503-6) e comprende l’Allegoria (1505) della National Gallery of Art di Washington e la spettacolare Assunzione della Vergine con i santi Antonio Abate e Luigi di Tolosa (1506) dal Chiesa Prepositurale e Collegiata di Santa Maria Assunta, Asolo.

Assunzione della Vergine con i santi Antonio Abate e Ludovico da Tolosa, cm. 175 x 162, Duomo di Asolo.

Assunzione della Vergine con i santi Antonio Abate e Ludovico da Tolosa, cm. 175 x 162, Duomo di Asolo.

Concentrandosi sul suo periodo bergamasco (1513-25), la seconda sala contiene il simbolico ritratto di Lucina Brembati (1520-3 circa) e Le nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria, con Niccolò Bonghi (1523) entrambe dell’Accademia Carrara di Bergamo; così come il Ritratto di una coppia di sposi (1523-4) del Museo Ermitage di San Pietroburgo, che è stato ripulito in occasione della mostra.

La sala tre è dedicata alle opere prodotte a Venezia (1525-49) come la celebre figura del collezionista veneziano Andrea Odoni (1527), il Ritratto di donna ispirato a Lucrezia (1530-2 circa) e il Giovane malato (1528-30) delle Gallerie dell’Accademia, Venezia.

Lorenzo Lotto, Giovane malato

Lorenzo Lotto, Giovane malato

L’ultima sala celebra il lavoro ultimo dell’artista e comprende il Ritratto di un uomo con un cappello di feltro (1541?). straordinariamente ben conservato e proveniente dalla National Gallery of Canada, Ottawa. Così come la pala d’altare l’Elemosina di Sant’Antonio ( 1540-2).

Gli oggetti relativi ai ritratti saranno eccezionalmente esposti accanto ai dipinti. Questi mostreranno come il significato delle opere di Lotto si estenda dal soggetto al suo ambiente. La loro rappresentazione non è intesa tanto a riflettere l’opulenza e la ricchezza di un dato committente, ma piuttosto per aiutare a raccontare la loro storia e riflettere la loro identità. Tra gli oggetti esposti ci saranno tappeti, sculture, gioielli, vestiti e libri.

Matthias Wivel, esperto di dipinti italiani del XVI secolo per la National Gallery e curatore della mostra, commenta così l’artista:

“L’approccio empatico di Lotto nei confronti dei suoi soggetti, la sua attenzione ai dettagli e la sua disponibilità ad esplorare nuovi formati e modi di comporre ritratti contribuiscono a un corpus di opere sorprendentemente vario e più diretto, meno filtrato di quelli dei suoi contemporanei. Lotto ritraeva persone provenienti da una varietà insolitamente ampia di contesti sociali. La sua attenzione agli abiti e agli oggetti nei suoi dipinti aiuta a definire in modo preciso l’identità, lo status sociale e le aspirazioni del soggetto in questione; e l’interesse psicologico che egli porta ai suoi ritratti è di prim’ordine – non ci sono due soggetti simili e c’è un senso di comprensione di ciò che rende ogni soggetto unico”

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