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Pubblicato il: sab 08 Set 2018

Mick Jagger attore. La rockstar sarà un mercante d’arte nel nuovo film di Giuseppe Capotondi

Mick Jagger

Mick Jagger

Jagger apparirà nel thriller The Burnt Orange Heresy, diretto dal regista italiano Giuseppe Capotondi e tratto dal romanzo scritto da Charles Willeford, le cui riprese inizieranno il 24 settembre sul Lago di Como

Il binomio cinema-arte è da anni opzione di sicuro successo: basti citare la Mostra del Cinema ancora in corso a Venezia, dove il regista/artista Julian Schanabel si è presentato in concorso con At Eternity’s Gate, ritratto di alcuni dei momenti salienti della vita di Vincent van Gogh, interpretato da Willem Defoe. Ma non è solo questo ad aver spinto il leggendario frontman dei Rolling Stones Mick Jagger a tornare davanti alla cinepresa: chi lo conosce riferisce infatti della sua grande passione per l’arte, indirizzata in particolare sul Quattrocento italiano e sui Preraffaelliti. Un ritorno, si diceva: visto che la rockstar ha già recitato nel 2001 in “The Man From Elysian Fields” insieme a Andy Garcia, ed è apparso anche nel film del 2008 “The Bank Job”, di Roger Donaldson.

Ora l’annuncio, giunto in occasione del Toronto International Film Festival: Jagger apparirà nel thriller The Burnt Orange Heresy, diretto dal regista italiano Giuseppe Capotondi e tratto dal romanzo scritto da Charles Willeford, le cui riprese inizieranno il 24 settembre sul Lago di Como. Interpreterà il ruolo di Joseph Cassidy, un mercante d’arte, collezionista e mecenate inglese con una tenuta proprio sul Lago di Como, coinvolto in una truffa che coinvolge anche i protagonisti, interpretati da Claes Bang e Elizabeth Debicki. Il regista Capotondi torna sulla scena internazionale dopo che il suo primo lungometraggio, La doppia ora, fu presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel settembre 2009.

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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