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Pubblicato il: lun 21 Mag 2018

Domani è un altro giorno, il nuovo singolo di Lene

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È uscito su VEVO e YouTube “Domani è un altro giorno“, il video del nuovo singolo della cantautrice milanese Lene.

Il video e la canzone colpiscono per la tematica trattata, ovvero lo straniamento e l’annichilimento di una generazione – quella dei ragazzi tra i venticinque e i trentacinque anni – nel ritrovarsi a dover affrontare una vita “adulta” ben diversa da quella che sognavano, o che quantomeno si aspettavano.

Ragazzi che una volta “addormentavano” i pensieri davanti a MTV, mentre oggi si addormentano letteralmente davanti alle serie TV di Netflix: la coscienza dorme come dormiva allora, ma almeno un tempo c’era la speranza; oggi, malinconicamente, solo il sonno.

Contrasti, paradossi e colpi di scena caratterizzano sia il videoclip – per la regia di Massimo Volta – che il brano, scritto dalla stessa Lene assieme a Theo Querèl con la produzione di Andrea Tripodi: nel video Lene corre, saltella, sorride solare in un bosco che solare non è, perché piove; ma che soprattutto bosco non è: è una discarica. La perfetta allegoria della nostra vita solo apparentemente ricca, luminosa e radiosa. E il tetto in cima al quale si arrampica e su cui danza, in una assolata ma al contempo incredibilmente grigia Milano, più che un piedistallo pare… un trampolino.

Eppure ci prova, a vedere le cose da un punto di vista diverso: nel corso del brano, più volte si ripropone di smetterla e di essere ottimista. Ma una serie di colpi di scena costanti e tanto ironici quanto in realtà grotteschi e tristi la fanno ripiombare nell’unica presa di coscienza possibile: la rassegnazione al fatto che anche domani sarà un altro giorno infame, senza alcun sogno plausibile.

Tutto è instabile. E in quanto tale ignobile, perché proprio la mancanza di stabilità ha tolto ogni nobiltà possibile alle cose.

La perdita progressiva dei diritti ha preso sempre più piede nelle nostre vite, insinuandosi silenziosa mentre noi ci beavamo in un apparente benessere, eredità di quello vero di poche generazioni fa; la televisione ci raccontava un edonismo – che era in realtà ormai già fuori tempo – come fosse una cosa normale, spostando e falsando completamente i nostri parametri, e “tenendoci buoni”. Poi è arrivata la Rete, che prima ci ha illusi di poter dare voce anche a chi non l’aveva, e cultura a tutti, indistinta e profonda; ma quando tutti hanno voce, diventa ancor più difficile distinguere il giusto dallo sbagliato. E la Rete allora è risultata essere solo confusione,. distrazione… e entertainment. Tanto, tantissimo entertainment. Gratuito, o quasi, all’apparenza: il prezzo, però, era – e sempre più è – la nostra coscienza.

Ecco perché Lene canta per paradossi. Una mente confusa da uno scenario che da anni non cambia, anestetizzata da serie tv o film, convinta che Rapa Nui sia una ambita meta tropicale in cui cambiar vita. Che dice di contentarsi di una casetta “piccina”… come le ville di Palm Beach. “Ce l’hai presente la normalità?”, ci chiede Lene. Ma forse in realtà dice “l’anormalità”… Volendo sciogliere il dubbio, siamo stati sul suo sito per leggere il testo della canzone. Il dubbio rimane, a noi e forse anche a lei: il testo in quel punto recita “ce l’hai presente l’a normalità?”.

Quel che resta è una canzone davvero bella. Una ventata di aria fresca, insolita rispetto al panorama “leggero” italiano, che tra il “sanremismo” da un lato e l’ItPop con tutte le sue derivazioni (dal cosiddetto indie italico alla trap nostrana) dall’altro, non sembra riuscire a dire la sua restando al contempo al passo delle grandi produzioni internazionali. Qui, invece, c’è una ricerca, c’è un serio tentativo: una scrittura moderna non solo nei testi con melodie e armonie familiari e insieme ricercate, come si conviene alla buona arte popolare; c’è un timing che ha imparato l’importante lezione che il rap ha dato a tutta la musica contemporanea; e c’è una produzione originale che ha il respiro del pop internazionale ma anche la personalità nella ricerca di una soluzione electropop postmoderna.

Domani è un altro giorno” (Palbertmusic) è scaricabile da tutte le piattaforme e si può ascoltare in streaming su Spotify, Apple Music e

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Autore

- Salentina di nascita e milanese di rinascita, Clelia - figlia di due pittori - dopo il Liceo Artistico si dedica a radio e tv occupandosi di programmi musicali per i quali ha intervistato i grandi protagonisti della musica italiana. Ma l'arte rappresenta il suo primario interesse e da quattro anni ne scrive, prima con il suo blog Artos, ora per Artslife, Hestetika e IlGiornaleOff. Con Walk in Art ci racconta in tre minuti le mostre che la appassionano di più per ArtsLifeTV


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