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Pubblicato il: sab 24 Mar 2018
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È morto Hidetoshi Nagasawa. Il grande scultore giapponese aveva 78 anni

Hidetoshi Nagasawa

Hidetoshi Nagasawa

Nagasawa era una bella persona, saggia, sincera, positiva, lontana dalle tensioni che troppo spesso dominano anche chi ha a che fare con qualcosa di eminentemente spirituale come l’arte

Performance artist, scultore e architetto giapponese, recita la voce a lui dedicata su Wikipedia. Ma per chi come il sottoscritto ha avuto modo di conoscerlo e di frequentarlo in qualche occasione speciale Hidetoshi Nagasawa era soprattutto una bella persona, saggia, sincera, positiva, lontana dalle tensioni che troppo spesso dominano anche chi ha a che fare con qualcosa di eminentemente spirituale come l’arte. Avrebbe avuto ancora molto da dare, questo scultore piccolo nel fisico ma un gigante nell’animo, se una malattia contro la quale lottava da un anno non lo avesse portato via questa mattina, 24 marzo, a 78 anni di età. Non conosciamo ancora dove o come sia morto, ma la triste notizia è corsa presto fra molti amici che lo amavano e stimavano, il collezionista Sergio Longo, Silvia Fabro, i critici Giacinto Di Pietrantonio, Bruno Corà, con cui presto lo omaggeremo su ArtsLife.

Installazione di Hidetoshi Nagasawa al Camusac di Cassino

Installazione di Hidetoshi Nagasawa al Camusac di Cassino

 

Nagasawa era nato nel 1940 in un piccolo villaggio della Manciuria, dove il padre prestava servizio come ufficiale medico dell’esercito imperiale. Dopo aver studiato a Tokyo progettazione d’interni, aveva cominciato a conoscere le tendenze artistiche d’avanguardia, venendo anche a contatto col gruppo Gutaj. Rocambolesco il suo arrivo in Italia, a conclusione di un suo lunghissimo viaggio in bicicletta che spesso raccontava agli amici: e che si concluse a Milano nel 1967. Qui entrò in contatto con Enrico Castellani, Mario Nigro e Antonio Trotta, con i quali strinse un lungo sodalizio intellettuale e artistico. Dal 1969 cominciarono le sue molte mostre ed esposizioni nazionali ed internazionali, che avremo modo di ricostruire in altra sede. Sensibilità per la natura, rispetto per la qualità dei materiali (dalla carta al legno, dalla pietra al metallo), riflessione sulla complessa relazione tra Oriente e Occidente, tra presente e passato sono sempre stati caratteri centrali nella sua opera. Nel 1988 il PAC gli dedicò un’ampia retrospettiva, mentre nel 2014 ad omaggiarlo con grandissime installazioni scultoree fu il Camusac di Cassino.

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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