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Pubblicato il: dom 11 Mar 2018

Furto alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Rubato un prezioso dipinto del Trecento

Particolare del Sant’Ambrogio di Giusto de’ Menabuoi rubato dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna

Particolare del Sant’Ambrogio di Giusto de’ Menabuoi rubato dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna

Il Sant’Ambrogio, piccola tavola alta 29 centimetri e larga 19, era esposto nella Sala 3 del museo, quella dedicata a “Giotto e i ‘Forestieri a Bologna’”, che ospita anche il celebre Polittico dello stesso Giotto

Secondo la ricostruzione fatta da Roberto Longhi, la tavoletta proviene da un polittico la cui parte centrale raffigurante la Maestà, firmata e datata, è oggi conservata presso il Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa. Probabilmente eseguito in ambito milanese, come dimostra il nome della committente presente nella tavola di Pisa, Isotta Terzago, il polittico mostra il legame con Giovanni da Milano e con l’elaborazione in chiave gotica e naturalistica avviata dai pittori lombardi sull’arte giottesca”. Questa è la scheda che sul sito della Pinacoteca Nazionale di Bologna accompagna il Sant’Ambrogio di Giusto de’ Menabuoi, esposto nella Sala 3 del museo, quella dedicata a “Giotto e i ‘Forestieri a Bologna’”, che ospita anche il celebre Polittico dello stesso Giotto. Ora purtroppo occorre correggere in “già esposto”: visto che la piccola tavola rappresentante il santo, alta 29 centimetri e larga 19, è stata rubata intorno alle 15,30 di sabato 10 marzo.

Il Sant’Ambrogio di Giusto de’ Menabuoi rubato dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna

Il Sant’Ambrogio di Giusto de’ Menabuoi rubato dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna

Visto che l’unica telecamera presente nella sala è puntata sul capolavoro giottesco, il furto è stato scoperto solo qualche ora più tardi, e alla pinacoteca di via delle Belle Arti sono arrivati Scientifica, Squadra mobile e Carabinieri. La Polizia Scientifica ha lavorato nella sala fino a notte fonda, cercando di individuare eventuali impronte lasciate dai ladri, a visionando i video della sorveglianza interna della pinacoteca. Ci si interroga su come sia stato possibile per il ladro allontanarsi indisturbato con un dipinto di piccole dimensioni ma comunque ingombrante: come spesso accade in casi simili, per ora si sospetta che si tratti di un furto su commissione, e anche in questa direzione si stanno muovendo le prime indagini. I carabinieri hanno già iscritto l’opera nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestito dagli stessi militari del nucleo tutela patrimonio. La tavola, prima di essere acquisita dalla Pinacoteca, faceva parte della collezione Francesco Arcangeli: fu donata al museo dalla sorella dello studioso, Bianca, nel 2003.

http://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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