Meeting Art
Pubblicato il: ven 09 Mar 2018

Tra Rivoluzioni, ribellioni e utopie. Fotografia Europea 2018. Tutti gli appuntamenti

Danila Tkachenko, Motherland #4, Russia, 2016 , 50x62,5 or 96x120 , Archivial pigment print on Hahnemuhle, Photo Rag© Ultra Smooth, Courtesy by Danila Tkachenko and Galleria del Cembalo © Danila Tkachenko

Danila Tkachenko, Motherland #4, Russia, 2016 , 50×62,5 or 96×120 , Archivial pigment print on Hahnemuhle, Photo Rag© Ultra Smooth, Courtesy by Danila Tkachenko and Galleria del Cembalo
© Danila Tkachenko

A Reggio Emilia la XIII edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, festival interamente dedicato alla fotografia, dal 20 aprile al 17 giugno 2018.

Tutto è pronto per Fotografia Europea 2018, il festival interamente dedicato alla forma d’arte che più di altre comunica e interpreta la complessità della società contemporanea. Dopo l’edizione del 2017 il festival fotografico torna a Reggio Emilia con la XIII edizione: RIVOLUZIONI – Ribellioni, cambiamenti, utopie.

Numerose sono le mostre, le conferenze, gli spettacoli e le attività formative, animati da protagonisti della fotografia, della cultura e del sapere, ospitati nelle principali istituzioni culturali e spazi espositivi della città.

«Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi – si è chiesto Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival – insieme e al di là del tradizionale reportage? E soprattutto, che significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi?

Difficile figurarsi l’epica di Che Guevara riportata nell’attualità, nel momento in cui il mito rivoluzionario è diventato icona funzionale ad ogni uso: forse anche in questo caso è necessario ripensare non solo le immagini, ma l’immaginario collettivo del mondo odierno. A tutte queste possibili interpretazioni e suggestioni è dedicata la nuova edizione di “Fotografia Europea”, un’edizione che può dunque porsi sotto l’egida della “rivoluzione dello sguardo e della visione” conseguente proprio alla nascita della fotografia, e che anche oggi segna le pratiche della fotografia all’epoca della rivoluzione digitale. Ma la rivoluzione digitale è una vera rivoluzione, o si tratta solo di un’evoluzione?”.

Si è inoltre costruita una rete denominata Sistema Festival Fotografia che vede uniti insieme Fotografia Europea di Reggio Emilia, FotoLux di Lucca, Cortona On the Move-Festival internazionale di fotografia, Festival della fotografia etica di Lodi e Sifest-Savignano Immagini Festival. La collaborazione ha come obiettivo lo sviluppo di iniziative comuni e di committenze fotografiche. Una prima conseguenza di questa collaborazione: durante Fotografia Europea sarà possibile acquistare un biglietto unico per tutto il sistema Festival e a Monaco di Baviera si terrà una mostra del fotografo Tommaso Bonaventura dedicata al tema BEHIND EXCELLENCE.

Il programma di Fotografia Europea si estenderà in luoghi inediti, difficilmente aperti al pubblico in occasioni espositive, come quelli dell’imponente Banca d’Italia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado. Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città.

I Luoghi e Le Mostre

Palazzo Magnani

Un ideale percorso attraverso il programma di Fotografia Europea 2018, prende avvio da Palazzo Magnani. Qui si tiene la mostra Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo – docente di sociologia all’Università di Torino – che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. L’esibizione si presenta in cinque sezioni: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?

CABALLERO, Anno IV- N.69 L.250. Marisa Solinas, Manon 1970 Vittoria Solinas

CABALLERO, Anno IV- N.69 L.250. Marisa Solinas, Manon 1970 Vittoria Solinas

Palazzo da Mosto

Il palazzo quattrocentesco accoglierà tre progetti espositivi.
Il primo è un omaggio a Joel Meyerowitz, grande maestro della fotografia contemporanea.. L’esposizione, dal titolo Transitions, 1962-1981, presenta oltre 120 opere che ripercorrono i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo americano, nell’arco del decisivo ventennio iniziale della sua carriera. La mostra intende evidenziare e approfondire il suo ruolo rivoluzionario in campo fotografico: tra i primi a fare del colore un elemento essenziale del suo linguaggio artistico negli anni Sessanta e Settanta, Meyerowitz è anche uno dei massimi protagonisti della street photograpy.

Il secondo progetto Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, rilegge alcuni dei momenti cruciali della storia del Novecento attraverso una serie di volumi fotografici tra i più importanti mai realizzati, appartenenti alla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Si potranno ammirare alcuni dei photobook più significativi in relazione ai temi della rivoluzione, della protesta e delle utopie sociali e religiose che hanno caratterizzato il secolo scorso. Tra questi, gli straordinari volumi prodotti dai regimi totalitari del Novecento.

La proposta di Palazzo da Mosto si chiude con In/Finito. Un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert. L’idea progettuale si fonda sul mettere a confronto la dimensione – effimera per definizione – della performatività del corpo con la sua rappresentazione fotografica, che fissa per sempre un singolo istante. Due diversi modi di pensare il corpo, di metterlo in dialogo non solo con lo spazio e il tempo, ma anche con l’occhio dello spettatore.

Chiostri di San Domenico

L’Iran è il paese ospite di Fotografia Europea 2018: la mostra A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision, presenta le immagini di 9 autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia iraniana, da una documentazione sociale a un approccio concettuale. L’omaggio al paese mediorientale, continua con una serie di scatti di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) realizzati in Iran tra il 2005 e il 2008 che indagano un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica.

Walter Niedermayr, Nain, Iran 59/2006, Diptych, each 84 x 104 cm, installation 84 x 211, framed, Digital Pigment Print on FineArt Pearl paper, edition 1/6, courtesy Walter Niedermayr, Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm and Galerie Johann Widauer, Innsbruck

Walter Niedermayr, Nain, Iran 59/2006, Diptych, each 84 x 104 cm, installation 84 x 211, framed, Digital Pigment Print on FineArt Pearl paper, edition 1/6, courtesy Walter Niedermayr, Galerie Nordenhake Berlin/Stockholm and Galerie Johann Widauer, Innsbruck

Banca d’Italia

Qui troveranno spazio le committenze che caratterizzano, come ogni anno, il festival reggiano: progetti inediti, pensati e commissionati specificamente per il festival, in relazione al tema “Rivoluzioni” che quest’anno ne connota i contenuti. Il Direttore artistico Walter Guadagnini ha coinvolto due importanti artisti: Mishka Henner e Francesco Jodice.
Mishka Henner, fotografo belga/inglese: il visitatore si troverà immerso in una dimensione inaspettata, tra le onde di mari e oceani, senza comprendere fino in fondo a cosa sta assistendo. Lo spazio espositivo sarà trasformato in una finestra verso il mondo, in perenne “allerta” in quanto attraverso di esso si scruteranno i mari per intercettare segnali di pericolo imminente.
Francesco Jodice invece si inserisce in un percorso innovativo. Da questa edizione, una delle tradizionali committenze seguirà una nuova modalità, capace di mantenere viva l’attenzione sul Festival anche oltre le sue date di svolgimento. A Jodice è stato chiesto di sviluppare, sul concept “Rivoluzioni”, un progetto articolato nel corso di un anno intero, presentando per step, attraverso workshop e incontri, il suo lavoro “in fieri” e coinvolgendo in modo più ampio la città e gli appassionati. Il lavoro sarà esposto nell’edizione successiva di Fotografia Europea e come quello di Henner entrerà a far parte del patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Francesco Jodice, Atlante #001, 2017 © Francesco Jodice

Francesco Jodice, Atlante #001, 2017 © Francesco Jodice

Spazio San Rocco

Allo Spazio San Rocco Clément Cogitore presenta Braguino o la comunità impossibile, un progetto artistico che unisce cinema, fotografia e video arte. L’artista francese si è recato nel 2016 a Braguino, dal nome della famiglia che vive in alcune capanne di legno disperse nella profonda taiga siberiana a 700 km da qualsiasi presenza umana. Cogitore ha voluto scoprire il mistero della scelta di un uomo, Sacha Bragin, che decise di risiedere in quel luogo con la sua famiglia per più trenta anni, sperando di vivere in pace, nell’autarchia più completa, e di costruire un modello di vita autosufficiente. Molto rapidamente, tuttavia, questo paradiso diviene la scena di un conflitto aperto tra due famiglie – una arrivata successivamente – incapaci di vivere insieme.

La Sinagoga

Sede espositiva di grande fascino e valore storico, ospita Iconic China il lavoro più recente di Luca Campigotto: un racconto del suo lungo viaggio in Cina che inizia con la ricerca di un passato mitico e arriva al presente caotico delle megalopoli. Le fotografie sono l’immagine dell’anima di un paese in cui straordinari orizzonti futuristici di città, proiettati nel futuro, si fondono con tradizioni e atmosfere che si estendono indietro migliaia di anni.

Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, Hong Kong, 2016, 150x200 cm © Luca Campigotto

Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, Hong Kong, 2016, 150×200 cm © Luca Campigotto

Villa Zironi

Nella villa liberty si rende omaggio a Lorenzo Tricoli, artista milanese recentemente scomparso, con The Archive you Deserve, il suo lavoro più complesso. Si tratta di un archivio composto da ritagli di giornale, libri, stampe fotografiche e riviste, raccolti lungo un periodo di svariati anni, cui occasionalmente venivano aggiunte anche immagini provenienti dal web. Il processo consisteva nell’accumulare, catalogare, fare un inventario delle immagini e dei ritagli e quindi archiviare. The Archive you Deserve rappresenta una versione delirante e mutevole, basata su documenti reali, della recente Storia d’Italia.

Battistero e Palazzo del Vescovado

Elio Ciol, uno dei grandi maestri della fotografia italiana, è il protagonista in queste due sedi con la mostra Il soffio della storia. L’artista friulano presenta alcune delle sue serie più famose, tra cui quelle sulle rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Lapis Magna, quelle dense di poesia dei suoi paesaggi lirici ed evocativi e, infine, quella straordinaria sul conterraneo Pier Paolo Pasolini.

Elio Ciol, a Pier Paolo Pasolini © Elio Ciol

Elio Ciol, a Pier Paolo Pasolini © Elio Ciol

Spazio Gerra

La storia, tutta italiana, del Fotoromanzo sarà al centro dell’approfondimento proposto allo Spazio Gerra. La mostra ripercorrerà oltre trent’anni di questo fenomeno culturale di massa, una delle tante piccole “rivoluzioni” silenziose che, per la frivolezza e apparente ingenuità sentimentale che esprimeva, è stata generalmente sottovalutata dagli storici della cultura e dal mondo intellettuale. Oltre a fotografie e materiali provenienti da diversi archivi pubblici e privati, sono in mostra cineromanzi e materiali del Fondo Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. E’ infatti proprio da un soggetto di Cesare Zavattini, tra i pochi autori a intuire le potenzialità di questo genere a cavallo tra fotografia, cinema e fumetto, che trae ispirazione la produzione di un nuovo fotoromanzo contemporaneo ambientato nel presente e pensato per i social network, in particolare per Instagram, dove verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, come un moderno feuilleton.

Spazio U30CINQUE

Tre mostre dedicate alla fotografia emergente.
Activism è la open call di Giovane Fotografia Italiana giunta alla sesta edizione che presenta le ricerche di sette artisti per un’indagine sui modi di usare l’immagine fotografica come forma di attivismo, creando dispositivi di visione alternativi e stimolando la nostra coscienza critica, civile, politica.
Saggio sulla cecità è una riflessione a tre voci, prodotta in occasione della 16^ Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, attraverso il lavoro di Federica Landi, Emeric Lhuisset, Ana Catarina Pinho, sul fenomeno migratorio.
Energia Potenziale è la ricerca, dedicata dal duo Calori & Maillard alle ex Officine Reggiane e ai ponti di Calatrava in cui le artiste, attraverso la performance, la scultura e la fotografia, costruiscono un’ironica allegoria delle forze del potere politico ed economico che attraversano le rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche della storia.

PUBLIC CALL 2018

Ogni anno Fotografia Europea invita artisti e curatori di tutta Europa a misurarsi con il tema della manifestazione. Quest’anno oltre 300 progetti hanno partecipato alla PUBLIC CALL 2018: i migliori sei, selezionati da una giuria composta da Diana Baldon (Direttrice della Fondazione Modena Arti Visive), Laura Gasparini (Responsabile dell’Archivio fotografico della Biblioteca Panizzi) e Walter Guadagnini (Direttore artistico di Fotografia Europea) sono esposti nello spazio Ex-ACI di via Secchi 11 e nelle stanze della storica Galleria Parmeggiani.

Lo Spazio EX-ACI, accoglie cinque di questi sei progetti: Umberto Coa, Nicolò Panzeri, Simone Sapienza, Andrea e Magda, Danila Tkachenko.
Con Non dite che siamo pochi, Umberto Coa costruisce una storia di finzione, che fa riferimento a eventi reali e che si sviluppa all’interno dell’insurrezionalismo anarchico. La storia si basa sulle fotografie e sui documenti prodotti e raccolti da tale MB, un personaggio d’invenzione, durante 15 anni di militanza all’interno dell’ala dura del movimento.
Nicolò Panzeri riflette nel suo lavoro Feed us sul tema dell’alimentazione e su come l’uomo abbia plasmato l’industria alimentare a sua immagine e somiglianza.
Partendo da una fase di ricerca sul piano storico, economico e sociale, Charlie surfs on Lotus Flower di Simone Sapienza è una riflessione personale, attraverso metafore e simboli, sulla società vietnamita, circa quarant’anni dopo la storica vittoria dei Vietcong contro gli Stati Uniti.
Il duo Andrea e Magda documenta, con Birth of Utopia, la nascita di Rawabi, il primo insediamento della Cisgiordania, appositamente costruito per i Palestinesi e costruito a 9 chilometri da Ramallah e a venti da Gerusalemme. Rawabi è nata da un’idea dell’imprenditore palestinese-americano Bashar Masri è una città utopica e, al tempo stesso, un progetto immobiliare privato.
Il progetto Motherland di Danila Tkachenko è stato realizzato in alcuni villaggi abbandonati nelle campagne della Russia, in cui gli oggetti e le strutture non sono più funzionali e non possono essere restaurate. Il lavoro dell’artista russa analizza lo stato di abbandono delle comunità rurali russe, iniziato con il processo di collettivizzazione del 1928-1937.

Galleria Parmeggiani ospita invece il progetto di Francesca Catellani, Memories in Super8, una serie fotografica che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e in Europa nel decennio tra 1970 e 1980, ovvero quello degli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ’80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa.

Francesca Catellani, Reggio Emilia, Cortili, 1974 © Francesca Catellani

Francesca Catellani, Reggio Emilia, Cortili, 1974 © Francesca Catellani

Biblioteca Panizzi

Lo straordinario patrimonio conservato dalla Biblioteca Panizzi si apre per mostrare, nella sede della Biblioteca, l’archivio fotografico con l’esposizione dal titolo di Stanislao Farri, l’utopia dell’archivio. Archivio acquisito dall’istituzione reggiana dal 1995 in più lotti fino al 2007, costituito da 170.000 pezzi tra negativi e positivi, in grado di illustrare l’attività professionale e di ricerca in ogni campo della storia locale, di uno dei maggiori esponenti della scuola reggiana di fotografia.

Stanislao Farri,  Piazza della Libertà, Reggio Emilia, 1950, Courtesy Biblioteca Panizzi

Stanislao Farri, Piazza della Libertà, Reggio Emilia, 1950, Courtesy Biblioteca Panizzi

CIRCUITO OFF

Un grande evento collettivo, una vetrina creativa per professionisti, semplici appassionati ed emergenti che con un programma di oltre 300 esposizioni ed eventi indipendenti e autogestiti, promossi da gallerie, associazioni, soggetti pubblici e privati, disseminati nel territorio cittadino e provinciale animeranno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi.

Incontri, Conferenze, Workshop, Visite guidate e Spettacoli

Molti eventi e iniziative animeranno anche quest’anno le giornate di apertura del festival e i fine settimana successivi fino al 17 giugno, per scoprire il mondo della fotografia e approfondirne vari e interessanti aspetti. Tra gli incontri, molto atteso l’appuntamento con il sociologo e giornalista bielorusso Evgenij Morozov, esperto di nuovi media e dei loro effetti sulla società, per una visione rivoluzionaria della tecnologia.

Tra i tanti eventi in programma:

Letture Portfolio alla Biblioteca Panizzi

Photo editor ed esperti del settore a livello nazionale e internazionale il 21 e 22 aprile saranno a disposizione di fotografi, professionisti e non, già noti o emergenti, per visionare il loro lavoro e dispensare consigli e suggerimenti. Al termine delle letture la giuria, presieduta da Fabio Castelli e composta dai lettori presenti, decreterà i 3 migliori portfolio, che verranno pubblicati sul sito di Fotografia Europea. Inoltre il primo classificato potrà vedere il proprio progetto esposto durante l’edizione 2019 di MIA Photo Fair di Milano.

Proposte Didattiche

Fotografia Europea quest’anno consolida la sua attenzione per i più piccoli organizzando visite guidate dedicate e un programma ricco di proposte didattiche: dal weekend inaugurale fino a metà giugno molte le proposte di laboratori che cercheranno di avvicinare bambini e ragazzi al variegato programma del festival, con inoltre una mappa delle mostre pensata proprio per loro. Proposte formative anche per gli adulti all’interno del weekend inaugurale.

Mast Foundation For Photography Grant On Industry And Work

Il MAST  Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia – presenta i progetti del Mast Foundation For Photography Grant On Industry And Work, una competizione internazionale che giunge quest’anno alla quinta edizione, raccogliendo il testimone del concorso GD4PhotoArt. L’esposizione propone al MAST i progetti di Mari Bastashevski, Sara Cwynar, Sohei Nishino e Cristobal Olivares.
Dal 16 maggio al 16 Settembre 2018 il MAST ospiterà gli scatti del grande maestro della fotografia William Eugene Smith.

Il Giardino

Alla Collezione Maramotti, Lutz & Guggisberg, due tra gli artisti più interessanti del panorama contemporaneo internazionale saranno i protagonisti del progetto Il giardino. Cabine, attrezzi da lavoro, tavoli, sedie, vasche di plastica dai colori sgargianti, cassette, tubi di gomma: nelle fotografie tutto sembra divelto e ribaltato da un apparente uragano appena trascorso, l’atmosfera visiva post apocalittica delle scene rimanda al passaggio recente di una presumibile catastrofe naturale, così come può evocare un possibile processo di distruzione violenta da parte dell’uomo. Nello stesso tempo queste immagini presentano una bellezza intrinseca, una composizione armonica di colori e forme. In concomitanza a questa mostra, l’Atelier dell’Errore BIG apre per la seconda volta al pubblico il proprio studio presso la Collezione, con un allestimento dal titolo Più penetrante di un cristallo di radio. Negli spazi dell’Atelier sarà allestita una stanza-laboratorio con le opere più recenti dedicate alla figura rivoluzionaria di Marie Curie.

A cosa serve l’utopia

La Fondazione Modena Arti Visive, a Palazzo Santa Margherita di Modena, ospita A cosa serve l’utopia, una collettiva che esplora la perenne tensione tra la speranza di cambiamento e la sua amara disillusione, attraverso le opere fotografiche e video di una trentina di artisti e fotografi presenti nei patrimoni collezionistici gestiti dalla fondazione in dialogo con alcune immagini scelte dagli archivi dell’agenzia Magnum.

Linea di confine per la Fotografia Contemporanea

Altra partecipazione che arricchiste la proposta di questa edizione che presenta Jorge Ribalta. Flamenco (and other) sketches. Sulla fotografia come critica culturale a cura di William Guerrieri. L’esposizione, composta dalle serie di Ribalta Wild Laocoön, Small History of Photography e Atomium, intende contribuire alla difesa del metodo documentario nell’analisi critica dei fenomeni culturali e della rappresentazione del prodotto artistico di questi fenomeni, che hanno una funzione determinante, per quanto poco consapevole, nella costruzione delle identità nazionali.

Fotografia Europea 2018 – XIII edizione
Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie.

Reggio Emilia, dal 20 aprile al 17 giugno 2018
giornate inaugurali 20, 21, 22 aprile 2018

Per maggiori informazioni sui luoghi, biglietti, date e orari Informazioni:
www.fotografiaeuropea.it; info@palazzomagnani.it

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