Meeting Art
Pubblicato il: dom 11 Feb 2018

L’attore di Picasso resta al Met di NY. Bocciato il ricorso dell’erede del proprietario

Pablo Picasso, The Actor, 1904-05 (particolare)

Pablo Picasso, The Actor, 1904-05 (particolare)

Il tribunale di New York ha archiviato la causa intentata dall’erede di un collezionista ebreo che vendette il dipinto mentre fuggiva dalla persecuzione nazista. “Scambio fra privati”

È una delle opere iconiche del Metropolitan Museum di New York. Una di quelle che ogni visitatore inserisce nella sua wish list delle cose da non perdere, al momento di varcare la soglia dell’istituzione della Grande Mela. E L’attore di Pablo Picasso, opera del 1904-05 fra le più celebri del Periodo Rosa del genio catalano, potrà essere ammirato al Met anche in futuro: visto che il giudice Loretta Preska del tribunale di New York ha archiviato la causa intentata da Laurel Zuckerman, l’erede di un collezionista ebreo che vendette il dipinto mentre fuggiva dalla persecuzione nazista nel 1938. Zuckerman è la pronipote di Paul Freidrich Leffmann, che vendette l’opera a prezzi inferiori a quelli di mercato dopo essere fuggito dalla Germania in Italia con sua moglie Alice: mentre erano in Italia accettarono 13.200 dollari per il dipinto, per poter pagare le spese di viaggio verso la Svizzera e poi il Brasile.

Pablo Picasso, The Actor, 1904-05

Pablo Picasso, The Actor, 1904-05

L’americana Thelma Chrysler Foy pochi anni dopo acquistò il dipinto – il cui valore oggi potrebbe superare il record d’asta di Picasso di 180 milioni di dollari – a New York per poi donarlo al Met nel 1952. Il giudice Preska ha motivato la sua decisione col fatto che lo scambio “avvenne tra privati, senza l’intervento di governi fascisti o nazisti“, e che i Leffmann per finanziare i loro viaggi “disponevano di molti altri beni, tra cui immobili in Italia venduti a un imprenditore nel 1937“. Riflessioni? Ferma restando la legittimità delle rivendicazioni di chi davvero subì violenze e prevaricazioni, laddove viene appurata la strumentalità di richieste non pienamente fondate, è forse preferibile che un’opera così importante resti visibile a tutti in un museo piuttosto che magari finire in un caveau o in qualche salotto privato…

https://www.metmuseum.org/

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Autore

- É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.


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Displaying 1 Comments
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  1. alberto bolzani ha detto:

    il mio nome è alberto bolzani nato a Milano il 15.07.1945
    e leggo con piacere e attenzione artslife:
    Massimo Mattioli – É nato a Todi … in un giorno imprecisato

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