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Pubblicato il: ven 12 Gen 2018
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Tornabuoni diventa museo. A Firenze aprirà a marzo la Collezione Roberto Casamonti

Pablo Picasso: Deux pigeons 1960, olio su tela

Pablo Picasso: Deux pigeons 1960, olio su tela

Un nuovo luogo dedicato all’arte moderna e contemporanea in uno spazio collocato al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni. Esposta la collezione del fondatore della galleria Tornabuoni Arte

Che Firenze stia da anni facendo di tutto per acquisire un’identità forte anche come città contemporanea, in qualche misura aggiornando l’etichetta di “capitale del Rinascimento”, è cosa ormai nota e più volte riaffermata. Gli esempi da citare sono molti, dall’ambizioso Auditorium progettato dallo studio romano ABDR al ciclo di – spesso contrastate – mostre e installazioni su piazza Signoria che coinvolgono i più grandi nomi dell’arte contemporanea, dall’attività di Palazzo Strozzi al Museo Novecento, che ha appena scelto Sergio Risaliti come nuovo direttore artistico. Ora arriva una nuova notizia destinata ad arricchire ulteriormente questo scenario: dal mese di marzo 2018 Firenze avrà infatti un nuovo luogo dedicato all’arte moderna e contemporanea in uno spazio collocato al piano nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni, capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, che si affaccia sull’asse visuale che congiunge piazza Santa Trinità con via Tornabuoni. L’antica dimora attentamente restaurata accoglierà un’ampia selezione delle opere raccolte da Roberto Casamonti nella sua lunga attività nel mondo dell’arte, come titolare della celebre galleria Tornabuoni Arte. Un vero e proprio network, che partito da Firenze si è ampliato fino a contare 7 spazi, i 2 fiorentini e poi quelli di di Crans-Montana, Milano, Forte dei Marmi, Parigi e Londra.

Il cortile di Palazzo Bartolini Salimbeni

Il cortile di Palazzo Bartolini Salimbeni

La Collezione di opere d’arte italiane e straniere, la cui direzione è stata affidata a Sonia Zampini, storica dell’arte e da anni collaboratrice della galleria Tornabuoni Arte, si articola in due grandi nuclei: il primo – aperto al pubblico dal prossimo 24 marzo sino alla primavera del 2019, e che il pubblico potrà ammirare gratuitamente, su semplice prenotazione – considera opere di artisti agli esordi del Novecento e sino ai primi anni Sessanta. Ne fanno parte capolavori di artisti come Fattori, Boldini, Balla, Viani, Sironi, Severini, Marini, Morandi, de Chirico, Savinio, Prampolini, Casorati, Magnelli, Licini, Picasso, Leger, Soutine, Klee, Chagall, Ernst, Kandinsky, Hartung, Fautrier, Matta, Lam, Dorazio, Accardi, Afro, Vedova, Capogrossi, Burri, Klein, Fontana, Castellani, Manzoni, Lo Savio e numerosi altri. A seguire sarà presentato il secondo nucleo, dal 1960 ai nostri giorni. La nascita dell’Associazione per l’Arte e la Cultura denominata Collezione Roberto Casamonti, precisa lo stesso Casamonti, “sancisce il punto di arrivo di una lunga storia che attraversa e caratterizza la mia famiglia, raccontandosi oggi per mezzo del linguaggio vivo dell’arte. Ho pensato di voler condividere con la città di Firenze, alla quale sono da sempre affettivamente legato, la mia collezione per poter fare in modo che i valori di cui l’arte è portatrice possano essere condizioni non esclusive ma pubblicamente condivise. Sono fortemente convinto del potenziale educativo dell’arte, in grado di strutturare ed educare il pensiero, l’animo e la consistenza del nostro vivere. Perché anch’io sono convinto che la bellezza sia in grado di salvare il mondo, come affermava Dostoevskij”.

Giorgio De Chirico: Ettore e Andromaca 1950

Giorgio De Chirico: Ettore e Andromaca 1950

www.collezionecasamonti.com

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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