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Pubblicato il: ven 01 Dic 2017
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È morto Enrico Castellani. Il ‘padre del minimalismo’ secondo Donald Judd

Si è spento all’età di 87 anni l’artista Enrico Castellani. Le sue tele estroflesse sono il suo marchio di fabbrica, il suo stile è inconfondibile. Ha fondato insieme all’amico Piero Manzoni la rivista “Azimuth”. L’artista americano Donald Judd, nel 1966, lo definì “il padre del Minimalismo”.

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«Quando una superficie, una tela, viene suddivisa anche da una sola linea, si creano dei rapporti conflittuali, si dà sempre adito a una interpretazione. Ecco io volevo che ciò che facevo fosse indiscutibile, non interpretabile, qualcosa che c’è e basta»
(Enrico Castellani)

Enrico Castellani

Enrico Castellani fotografato da Ugo Mulas insieme a Beatrice Monti della Corte alla
Biennale di Venezia del 1966

Nato a Castelmassa (Rovigo) nel 1930, studia arte, scultura e architettura in Belgio fino al 1956, anno in cui si laurea alla École Nationale Superieure. L’anno successivo torna in Italia, a Milano. Qui diviene esponente attivo della nuova scena artistica insieme a Manzoni. Insieme a lui propone propone l’azzeramento totale dell’esperienza artistica precedente.

Tale azzeramento viene realizzato da Manzoni, Castellani e Bonalumi con l’utilizzo di tele monocrome estroflesse con varie tecniche in modo da creare effetti di luci ed ombre cangianti con l’inclinazione della sorgente luminosa. Si trattò di un’esperienza del tutto originale e considerata di fondamentale importanza nella storia dell’arte astratta del Novecento, non solo per quanto riguarda la scena italiana, ma soprattutto di quella internazionale. Come detto,  Donald Judd lo definì il padre del minimalismo.

Piero Manzoni, Heinz Mack, Enrico Castellani, Galleria Azimut, Mailand. Foto: unbekannt / ZERO foundation, Düsseldorf

Piero Manzoni, Heinz Mack, Enrico Castellani, Galleria Azimut, Milano. Foto: unbekannt / ZERO foundation, Düsseldorf

Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1964, nel 1966 (con una sala personale), nel 1984 e nel 2003. Le opere di Castellani sono molto ricercate anche nel mercato dell’arte. In cima alle preferenze dei compratori vi sono le celebri tele estroflesse monocrome.

Il pittore Enrico Castellani nel suo studio di via Castelfidardo, Milano, marzo, 1969

Enrico Castellani nel suo studio di via Castelfidardo, Milano, marzo, 1969

Tra questi dipinti sono proprio i monocromi bianchi ad aver realizzato i più elevati risultati in asta, ricorrenti dalla seconda metà degli anni ’60.

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«Penso che sia illegittimo e pretenzioso voler deformare lo spazio in maniera definitiva e irreversibile, con la presunzione oltretutto di voler incidere nella realtà: si tratta nella migliore delle ipotesi di un’operazione inutile. Al massimo è lecito strutturarlo in modo da renderlo percettibile e sensorialmente fruibile; lo spazio in fondo ci interessa e ci preoccupa in quanto ci contiene» (Enrico Castellani)

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