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Pubblicato il: gio 23 nov 2017
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Il tempo tra Michelangelo e Caravaggio, in mostra a Forlì

Ludovico Carracci: Conversione di Saulo

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L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio,  dal 10 febbraio al 17 giugno 2018 a Forlì. Per la prima volta utilizzata come sede espositiva la Chiesa di San Giacomo Apostolo.

Il complesso museale San Domenico di Forlì annuncia, dal 10 febbraio al 17 giugno 2018, L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio, mostra che documenta quello che è stato uno dei momenti più alti e affascinanti della storia occidentale. Gli anni che idealmente intercorrono tra il Sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della Riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento (1545-1563); tra il Giudizio universale di Michelangelo (1541) e il Sidereus Nuncius di Galileo (1610) rappresentano l’avvio della nostra modernità.

A essere protagonisti al San Domenico saranno il dramma e il fascino di un secolo che vide convivere il tramonto di del Rinascimento -in cui si pensava si fosse raggiunta la perfezione artistica- e il procedere di un nuovo e luministico orizzonte, con i grandi capolavori del Manierismo.

L’istanza alla Chiesa di Roma di un maggiore rigore spirituale, se da un lato produceva una rinnovata difesa delle immagini sacre, dall’altro imponeva una diversa attenzione alla composizione e alla raffigurazione delle immagini, nonché a una ridefinizione dello spazio sacro e dei suoi ornamenti.

>> Si sviluppano così scuole e orientamenti nuovi. Dal tentativo di dare vita a “un’arte senza tempo” di Valeriano e Pulzone, nell’ambiente romano, agli esiti del modellato cromatico di Tiziano, al naturalismo dei Carracci, con quel loro «affettuoso timbro lombardo», come lo chiama Longhi.

In Italia la battaglia più impegnativa per il dipingere e per il vivere moderno si combatte nella pittura di commissione sacra. Il protagonista di questa lotta è soprattutto Caravaggio. Egli tenta un’innovazione radicale del suo significato religioso come fatto di religione profondamente popolare. Dandone un’interpretazione che, però, a volte non fu ben accetta: ne è esempio la prima versione di San Matteo e l’angelo (andata distrutta durante la seconda guerra mondiale), commissionata per la cappella Contarelli ma rifiutata dalla congregazione perchè «quella figura non aveva decoro, né aspetto di Santo».

Caravaggio, San Matteo e l'angelo, 1602 (distrutto 1945)

Caravaggio, San Matteo e l’angelo, 1602 (distrutto 1945)

Tra l’ultimo Michelangelo a Caravaggio, passando attraverso Raffaello, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Pontormo, Sebastiano del Piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, Parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, Pellegrino Tibaldi, i Carracci, Federico Barocci, Veronese, Tiziano, Federico Zuccari, Cavalier d’Arpino, Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone, si dipana un filo estetico di rimandi e innovazioni che darà vita a una età nuova. Comprese le forme alternative di Rubens e Guido Reni.

L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio
Musei di San Domenico, Forlì
10 febbraio > 17 giugno 2018

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