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Pubblicato il: mar 12 set 2017
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Gli impressionisti della street art. Intervista al curatore del VAF Gregory Pages

Picture Vision Art Festival -  Lora Zombie

Picture Vision Art Festival – Lora Zombie

La Street Art abbandona le strade delle metropoli, per salire in alta quota e trasformare Crans-Montana in un museo a cielo aperto. Il Vision Art Festival (VAF) instaura un dialogo trascendente fra stupefacenti wall e panorami mozzafiato, essere umano e pianeta terra, arte e vita. Siamo stati nella nuova Giverny, per incontrare gli impressionismi del futuro e intervistare Gregory Pages: il direttore artistico della kermesse che  si pone il traguardo di abbattere ogni frontiera –naturale e culturale- attraverso la forza della creatività.

1- Metà svizzero e metà iraniano, figlio di uno storico gallerista di Ginevra e amante delle nuove forme creative, sei cresciuto in un ambiente multiculturale e hai l’arte nel sangue. Quale percorso tha condotto alle vette del Vision Art Festival (VAF)?

Gregory Pages– L’arte e la natura sono nel mio DNA. Da una parte, i miei genitori –collezionisti trasformatisi poi in galleristi- hanno permesso a me a mio fratello di crescere circondati da artisti e di entrare presto in contatto con molteplici forme creative, frequentando la galleria e accompagnandoli alle fiere. Dall’altro lato la montagna ha sempre avuto un ruolo centrale nella mia vita: dai soggiorni sulle Alpi al mio primo lavoro come maestro di sci. Dopo diverse esperienze professionali, un giorno passeggiando per Crans-Montana mi sono imbattuto in uno spazio che pareva perfetto per accogliere opere d’arte e ho deciso di aprirvi la succursale della galleria di famiglia (ndr-la Galerie Frank Pages).

Picture Vision Art Festival - Quintessenz

Picture Vision Art Festival – Quintessenz

2 –Il VAF rompe con la connotazione tradizionale di street art quale forma creativa urbana, portando la cultura dei graffiti a 2.500 metri d’altitudine. Un’idea pionieristica che ha avuto come musa ispiratrice la stessa madre natura…

G.P. – Dal mio punto di vista, Crans-Montana offe uno dei più bei panorami al mondo: il connubio fra la maestosità delle alpi e l’apertura della vallata da vita ad uno spettacolo quotidiano fatto di luci e ombreAnche dopo più di 30 anni, ogni volta che approdo sulle Alpi l’emozione è la stessa della prima volta. Un giorno sciando ho avuto un’esperienza sinestetica. Giunti in cima al Nationale si è avvolti da una vista che lascia senza respiro: il Monte Bianco, il Lago Tzeusier e il ghiacciaio Plaine-Morte sulla destra, il Cervino sulla sinistra… e poi una grande costruzione grigia. Lì è nata l’idea del VAF, trasformatasi poi un progetto e infine in una concreta realtà. oggi quel sito presenta un enorme murales di Okuda e il paesaggio circondante ha subito una radicale trasformazione.

Picture Vision Art Festival - Brokovich. Foto: Julie Strasser

Picture Vision Art Festival – Brokovich. Foto: Julie Strasser

3- La Valle del Sole offre il meglio della street art internazionale. La tua curatela si caratterizza per un approccio di ampio respiro, che in termini visivi si traduce in un connubio fra artisti affermati e talenti emergentiCome selezioni il team dei “neoimpressionisti”?

G-P.- L’idea è di riunire un mix di personalità creative interessanti e differenti fra loro: artisti amanti delle Alpi o talenti che approdano in alta quota per la prima volta, con un minimo comune denominatore: la curiosità. Nascono così opere d’arte sorprendenti, ma anche relazioni umane inattese. Per esempioCuriot ha deciso di prolungare il soggiorno, mentre Felipe Pantone è tornato a trovarci per la stagione sciistica. È fondamentale che gli artisti facciano un’esperienza diretta con la natura e si lascino ispirare dal contesto. Se David de la Mano (SP) ha preso spunto dal fascino delle montagne e 2alas dal tradizionale combattimento fra mucche, Louis Masai e Leon Keern hanno denunciato la fragilità della flora, minacciata dal cambiamento climatico. Col festival vogliamo instaurare un dialogo fra arte e natura, talenti internazionali cultura locale.

Picture Vision Art Festival - Astro. Foto: Julie Strasser

Picture Vision Art Festival – Astro. Foto: Julie Strasser

4- Nel percorso del Vision Art Festival (Vaf), -dal paese alla vetta più alte- quali sono le tappe principali per i visitatori?

G.P.- La nostra idea era di creare un grande museo a cielo aperto, che fosse fruibile durante l’intero corso dell’anno e che accogliesse diverse tipologie di visitatori. Abbiamo quindi agito su tre fronti. Siamo partiti da 15 wall localizzati in paese e godibili passeggiando fra le vie del centro. Per gli amanti delle gite in alta quota, abbiamo dato vita ad una vasta collezione che punteggia la linea della funivia: da Cry D’err (8walls), a Violettes (10 walls), ad Arnouva (5 walls). Infine per gli sportivi, esistono opere che possono essere scoperte solo attraverso sentieri alternativi, da percorrere con gli sci, la bici o attrezzature da escursione.

Picture Vision Art Festival - Louis Masai. Foto: Julie Strasser

Picture Vision Art Festival – Louis Masai. Foto: Julie Strasser

5- Quali sono gli eventi che animano Crans durante i  giorni del VAF e i luoghi della valle da visitare?

G,P.- La parte più emozionante del VAF è certamente vedere gli artisti che lavorano en plein air, ma la manifestazione catalizza eventi ed iniziative di diverso tipo. Per esempio quest’anno il festival è stato anticipato dalla prima edizione del Vision ArtAM: un mix di arte e golf a sfondo charity. E poi ci sono tour ad alta quota, workshop per bambini e party con dj internazionali. Dato il successo, l’anno prossimo abbiamo intenzione di espandere la gamma degli eventi collaterali, a partire da uno spazio di conferenze focalizzate sul cambiamento climatico e su come l’arte possa aiutare nella presa di consapevolezza su questo tema scottante, arrivando al cuore e alla coscienza delle future generazioni.

Picture Vision Art Festival - Lara Zombie

Picture Vision Art Festival -Louis Masai

 

6- Come direttore artistico l’aggiornamento è fondamentale. Quali sono gli appuntamenti creativi da non perdere?

G.P.- La cosa più importante è certamente il contatto diretto con gli artisti: sono loro il motore per creare nuovi contenuti e produrre progetti innovativi . Inoltre è fondamentale prendere ispirazione da eventi eterogenei: non necessariamente focalizzati sulla street art, ma anche mostre-mercato, rassegne culturali e festival musicali. Occorre avere sempre nuove idee, ma anche organizzarsi in anticipo. Stiamo lavorando alla prossima edizione, non possiamo dire nulla, ma abbiamo già qualche sorpresa…

Picture Vision Art Festival - Original. Foto: Sam Norval

Picture Vision Art Festival – Original. Foto: Sam Norval

Picture Vision Art Festival - Original. Foto: Sam Norval

Picture Vision Art Festival – David de la Mano

7- Street art e mercato: ossimoro improbabile o trend del futuro? La recente tendenza di portare i murales in galleria significa snaturare l’essenza di questa forma creativa o è semplicemente un nuovo approccio ancora da scoprire?

G.P.- Il rapporto fra street art e gallerie non è più una questione di bianco e nero, ma una realtà fatta di sfumature. La differenza sostanziale fra i “wall” e la tela è la grandezza. È possibile per uno street artist ricreare il proprio lavoro in una scala inferiore? E –vice versa- è lecito per un artista tradizionale moltiplicare la propria opera, al fine di portarla fuori dalla galleria? Il secondo punto è invece legato ai molteplici interessi in gioco. Se da una parte alcuni talenti aspirano a collaborare con le gallerie, nella speranza di un riconoscimento artistico ed economico; dall’altra parte un writer che opera in maniera illegale e che desidera restare anonimo considera la street art in galleria come qualcosa che viola l’essenza del mondo dei graffiti.

Picture Vision Art Festival - JASM 1

Picture Vision Art Festival – JASM 1

8- La terza annata del VAF è stata un successo. In attesa di scoprire i nuovi lavori con gli scii ai piedi, non possiamo salutarci senza qualche anticipazione sulla quarta edizione.

G.P – Vi aspettiamo per la stagione invernale e per la quarta edizione. Le date precise sono ancora da confermare, ma ci saranno tante novità e ovviamente il meglio della street art internazionale.

Insomma è chiaro che Gregory Pages non intende darci alcuna anticipazione sul prossimo VAf, per stupirci con quella che si prospetta essere un’atra edizione da non perdere. E’ proprio vero: la Valle del Sole è la nuova Giverny, pronta ad accogliere gli Impressionisti del domani.

Picture Vision Art Festival - Original. Foto: Sam Norval

Picture Vision Art Festival – Original. Foto: Sam Norval

Picture Vision Art Festival - Brokovich. Foto: Julie Strasser

Picture Vision Art Festival – Brokovich. Foto: Julie Strasser

Autore

- Laureata cum laude in “Scienze dei Beni culturali” con corsi specialistici a Londra, trasporta le conoscenze accademiche nel giornalismo di settore. Ma alle sfumature dei quadri preferisce da sempre quelle dell’anima, così dalle materie umanistiche a quelle intrinsecamente umane il passo è breve. Prosegue gli studi attraverso la specialistica di “Psicologia Clinica e della Riabilitazione”, con l’obiettivo di esplorare gli abissi della psiche, aiutare il prossimo e approfondire le relazioni fra psicoanalisi e arte


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