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Pubblicato il: ven 14 lug 2017
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“Venere senza pelliccia”, Michele Monina e il pop perbenista italiano

MICHELE MONINA VENERE SENZA PELLICCIAVenere senza pelliccia, il pamphlet di Michele Monina racconta il pop italiano e i suoi tabù.

Venere si è tolta la pelliccia e Monina non ci sta. Il polemista non vuole essere tacciato di maschilismo ma in un’epoca ipersessualizzata – e con un pop americano piuttosto disinibito – il confronto gli viene facile.

Da una parte le nostre cantanti piuttosto sobrie, sanremesi (non considerando qualche mise della Ferreri), e dall’altra le popstar made in Usa, che dalla wrecking ball di Miley Cyrus alle pose classiche di Beyoncé, fanno della loro sensualità una parte integrante della loro immagine.

C’è un confine instabile fra liberazione sessuale e mercificazione del corpo ma la canzone pop italiana è bon ton o vittima dei tabù?

Nel pamphlet Michele Monina analizza la scena internazionale per cercare di capire questo (contro)fenomeno.

Il j’accuse non si rivolge solo all’estetica dei protagonisti ma anche ai testi delle canzoni, definite desessuate.

Il critico si interroga, il berlusconismo non è bastato, dove sono finite le provocazioni alla Patty Pravo (“Pensiero stupendo” nel 1978 parlava di threesome) o una sussultata “America” di Gianna Nannini?

“Pensiamo a Elisa. Sostenere che, nella prima parte della sua carriera, si sia ispirata a Alanis Morissette penso non farebbe storcere il naso a nessuno. (…) La canzone che ha lanciato a livello internazionale Alanis Morissette, You Oughta Know, tratta dall’album del 1995 Jagged Little Pill, è un vero cazzotto in faccia. Parla sì di una storia d’amore, ma essendo la protagonista una ragazza lasciata dal suo fidanzato, chiamato “Mr Doppiezza” nel testo, ed essendo piuttosto infuriata col suo ex e con la ragazza che lo accompagna adesso, Alanis non lesina certo frasi dure, esplicite. Su tutte, la più nota, è quella in cui si chiede se anche la sua nuova ragazza gli fa i pompini al cinema. Immaginatevi un passaggio del genere in un brano di Elisa. Provateci, se ci riuscite. Ma pensatelo anche nel brano di una qualche altra interprete italiana apparsa nel passato prossimo”.

In effetti, a pensarlo fa strano. Era molto più provocante Mina con “Ancora ancora ancora” (correva sempre l’anno 1978) di… (inserisci una cantante pop italiana attuale).

Michele Monina, Venere senza pelliccia. Quando il pop italiano s’è infilato le mutande, Skira Editore, euro 13,00

Autore

- Laureata in Filologia moderna, eredita la passione per l'arte dalla madre. Giornalista pubblicista, al limite della grafomania, social addicted, vive a Milano dove collabora con varie testate. Twitter: @Luce8_


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