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Pubblicato il: mer 12 apr 2017
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Mal di pietre, al cinema con Marion Cotillard il film tratto dal bestseller di Milena Agus

mal_di_pietre_Mal di pietre, al cinema dal 13 aprile il film tratto dal bestseller di Milena Agus. Dalla Sardegna alla Francia con Marion CotillardLouis Garrel.

Tratto dal romanzo Mal di pietre di Milena Agus (Edizioni Nottetempo) il film trova una sua via originale e reinventata la matrice letteraria, la regista, Nicole Garcia (Place Vendôme, Quello che gli uomini non dicono), reinventa il contesto e trasporta l’azione dei protagonisti dalla Sardegna rurale alla Francia del sud.

Gabrielle (Marion Cotillard) che fin da giovane dimostra una propensione per un lato tutto fantasioso dell’amore, è data in sposa dai suoi genitori -contro il suo volere- a José (Alex Brendemühl). Soffre di crisi nervosa, è irrequieta e apatica, rischia il manicomio. Un matrimonio di convenienza è l’unica via di scampo. mal_di_pietre_Il matrimonio con José la rende una donna rispettabile, ma non è innamorata e non vuole cedere alla conoscenza carnale nonostante dentro di lei ci sia una brace di passione pronta a esplodere. La pervade un potente desiderio, ma nemmeno lei sembra sapere per cosa. Per chi.
Gabrielle è una protagonista pervasa da una forza visionaria vibrante e entusiasmante. Spesso è insopportabile. Solo l’arrivo dell’amore sognato fin da ragazzina sembra placarla.

Un giorno, Garbrielle si reca sulle Alpi per curare i suoi calcoli renali (il mal di pietre) e lì incontra André (Louis Garrel), un reduce rimasto ferito durante la guerra d’Indocina, che si para di fronte a lei come la visione di un sogno d’amore. Il matrimonio per lei è sempre più una prigione e la vera via di fuga le sembra l’amore romantico, passionale e libero che finalmente sembra aver incontrato.mal_di_pietre_Dietro all’ennesima locandina brutta e ingannevole si nasconde un film dalla doppia faccia. Ambiguo. Nella prima parte tutto fa pensare a un film in costume abbastanza patinato, tradizionale. Un melodramma old fashioned. Nel divenire della narrazione si avverte però un dolce declivio molto insidioso. Parte con il più tradizionale dei flash back sulla viale dei ricordi per trasformarsi in una pellicola magnetica, fino alla conclusione con un inaspettato plot twist.

Quelle tra i personaggi sono tutte dinamiche malate, sadiche e moleste. Quelle di Gabrielle sono passioni fatte di nulla, sono pietre che le smuovono le viscere, che la feriscono e la dilaniano: nascono e muoiono dentro di lei.  Sono passioni letterarie. Quello di José è un amore rassegnato ma rigososo, bada a lei con pazienza, col fare di un povero Cristo, silenzioso ma caparbio.

Marion Cotillard è bellissima, sulla sua pelle si riflette in maniera meravigliosa tutte le luci di cui si compone il film. Mal di pietre è un film fatto di luci. Dal sole che al tramonto arrossa i campi di lavanda, filtrando tra gli alberi e le vigne, al sole alpino che taglia l’aria tersa e bianca come in un quadro di Segantini. Si rincorrono tra le scene le luci naturali della campagna, soffuse e avvolgenti, quelle della montagna, nitide e allucinanti, si alternano i colori pastello di Lione e i toni rumorosi e sferzati di una casa in riva al mare.

Louis Garrel moribondo, pallido e con gli occhi pervasi di morte e oppio, è una visione che riempie lo schermo col magnetismo dei divi d’altri tempi.mal_di_pietre_8Rispetto al romanzo si senta un’unica mancanza, il tema della scrittura; non solo matrice e carburante per alimentare fantasie appassionate, ma -anzi!- vero e proprio atto di catarsi attraverso il quale gli amori possono vivere all’infinito, anche quelli impossibili, anche quelli mai amati.

Mal di pietre. Il trailer

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