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Pubblicato il: dom 06 dic 2015
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Le leve del Turismo: il caso dell’Iran, un Paese tutto da scoprire

L’Iran rappresenta una nazione poco nota nel mondo occidentale: se ne parla tantissimo, ma solo su versanti geopolitici ed economici. Per avere un’idea più chiara, basta vedere la tagcloud relativa ai primi risultati delle notizie legate all’Iran forniti da Google: parole come terrorismo, interesse, Confindustria e tantissime connessioni politiche praticamente esauriscono il discorso mediatico.

moscheamonti

Ci sono tantissime parole che invece dovrebbero entrare in una cloud di questo tipo: Unesco, Turismo, Cultura, Bellezza, Viaggi. Perché, come direbbe la settimana enigmistica, “forse non tutti sanno che” l’Iran è una nazione dalle forte potenzialità turistiche: l’Iran possiede circa 17 luoghi e architetture dichiarate patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Le città più visitate sono la capitale Teheran, con le sue moschee e i palazzi dello Shah, e oltre alla città di Esfahan, che offre al visitatore la grandissima Piazza Imam Khomeini, ci sono da visitare le meravigliose città di Mashad, Yazd, Tabriz, Shiraz. I luoghi da scoprire però, sono davvero tanti e molto diversi tra loro: da Persepoli a Bam, da Qom a Mashhad, dalla montagna del Damavand a nord di Teheran, alla verde provincia di Gilan, dai templi zoorastriani alle cattedrali armene.

moschea rosa

Questi patrimoni dell’umanità, uniti ad altre destinazioni ad alta attrattività turistica, hanno fatto sì che l’Iran conoscesse, nel 2014, un aumento dei flussi turistici pari al 240% rispetto all’anno precedente, registrando, soltanto durante i mesi estivi, un incoming pari quasi a 1,5 milioni di viaggiatori. Certo non sono i numeri a cui siamo abituati parlando della nostra Italia, ma sono pur sempre evidenze che testimoniano come qualcosa su questo versante si stia muovendo.

Gli ostacoli da superare sono numerosissimi, e, mai come in questo periodo, l’unica soluzione possibile passa per la rete: internet offre l’opportunità di reperire informazioni nuove su quello che significa la vita in Iran, sulle possibilità che questo Paese offre. La stabilità politica è importante quando si sceglie una destinazione turistica, ma ancor più importante è forse la percezione che si ha di quella stabilità: non a caso l’Iran, nel 2013, nelle classifiche internazionali occupava il 174° posto, che certo è basso, ma meno di Paesi che invece sul piano turistico hanno di certo più visibilità come la Tailandia (177°) o l’Egitto (181°).

Le riflessioni che si aprono sono a questo punto molteplici: la prima riguarda un aspetto culturale. Oggi non possiamo più permetterci di ignorare le importanti ricadute culturali (oltre che politiche ed economiche) che il turismo genera. Mai come in questo periodo c’è bisogno di creare connessioni reali tra le culture, e il modo più efficiente per farlo è quello di incentivare uno scambio concreto, aumentando il turismo, aumentando le cose che si conoscono di una nazione.

moschea tehran
E questo ci porta alla seconda riflessione: il ruolo di internet. Perché una delle possibilità più vertiginose del mercato turistico online è quella di scegliere in autonomia le proprie destinazioni. Valutare regioni, Paesi, città che vale la pena conoscere sulla base delle nostre esigenze. Si tratta, insomma, di aprire davvero ad un mercato globale delle destinazioni. Per farlo c’è bisogno però di una strategia condivisa tra Governo, Tour Operator, comparto turistico (alberghi, ristoranti, trasporti) e il mondo delle informazioni online.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto ci sono delle iniziative che dall’Iran fanno parlare di se, come il caso di #mustseeiran, l’hashtag dell’omonima pagina web, che raccoglie immagini non stereotipate del Paese, e che spaziano dalla quotidianità alle bellezze storiche ed archeologiche. Fondatore dell’iniziativa é Ali Araghchi nipote dell’attuale vice Ministro degli Affari Esteri Abbas Aragchi che ha iniziato la campagna su twitter diventata immediatamente virale.

must see3

“L’Iran – ci racconta Ali – è stato travisato dai media stranieri per molti anni e questa campagna vuole mostrare al mondo la vera immagine dell’Iran.Vogliamo coinvolgere e incoraggiare i turisti iraniani e stranieri a visitare varie parti del paese. Chiediamo a loro di condividere con il nostro hashtag le meravigliose immagini di tutte le attrazioni turistiche”

Certo, perché il turismo diventi un settore molto forte in Iran c’è la necessità di realizzare degli investimenti nelle strutture ricettive (nella maggior parte dei casi inadatte al turismo internazionale), migliorare le pratiche politico-burocratiche (come gli accordi bilaterali per il turismo per entrare in assenza di visto) e zone ad alta sicurezza internazionale (come accade nella maggior parte dei Paesi limitrofi).

MUST SEE 1
È in Paesi come l’Iran che le economie culturali e creative possono mostrare realmente il loro complesso potenziale economico, culturale e politico. Creare occupazione, migliorare le condizioni di vita, aumentare le connessioni internazionali e per questo, migliorare i rapporti culturali e politici. È, per tutti noi, un’opportunità da non perdere: per gli investitori, in grado di selezionare un mercato non ancora maturo, per i viaggiatori, in grado di conoscere delle meraviglie della nostra storia, e, in generale, per tutti coloro che il dialogo aiuti, anche solo in parte, a risolvere il conflitto, e che la conoscenza reciproca sia uno degli elementi più importanti per il progresso.

L’articolo è stato scritto in collaborazione con Tiziana Ciavardini, Journalist & Cultural Anthropologist Ancis Anthropology Forum President Rome – Tehran

Autore

- Partner Monti&Taft, insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana. Con Monti&Taft è attivo in Italia e all’estero nelle attività di management, advisory, sviluppo e posizionamento strategico, creazione di business model, consulenza economica e finanziaria, analisi di impatti economici e creazione di network di investimento. Da più di un decennio fornisce competenze a regioni, province, comuni, sovrintendenze e ha partecipato a numerose commissioni parlamentari. Si occupa inoltre di mobilità, turismo, riqualificazione urbana attraverso la cultura. È autore e curatore di numerosi libri e frequente relatore di convegni. Il suo obiettivo è applicare logiche di investimento al comparto culturale


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