meeting art istituzionale
Pubblicato il: lun 14 Ott 2013
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Cleopatra torna a sedurre Roma

12 ottobre 2013 – 2 febbraio 2014, Roma, Chiostro del Bramante

Curata da Giovanni Gentili, con il supporto di un comitato scientifico presieduto da Luigi Malnati, prodotta e organizzata da Arthemisia Group insieme a DART Chiostro del Bramante, la mostra sull’ultima regina d’Egitto presenta, fino al 2 febbraio, centottanta capolavori provenienti da musei prestigiosi e collezioni private.

Questa esposizione ha il pregio di ‘spogliare’ Cleopatra, quanto più è possibile, dalla leggenda e dal glamour delle interpretazioni cinematografiche (Liz Taylor, 1963-64) e tenta di restituire al pubblico la regina storica.

Il backstage della mostra

Secondo quanto racconta Plutarco, nella Vita di Antonio, Cleopatra VII Thea Filopatore (colei che ama suo padre), nata intorno al 70/69 a.C. e morta suicida nel 30 a.C. per evitare l’umiliazione del trionfo a cui l’avrebbe sottoposta Ottaviano vincitore ad Azio, non era particolarmente bella ma intelligente: “la sua conversazione aveva un fascino irresistibile”, il suo temperamento indomito e non “trattava mediante un interprete” perché poliglotta. Vissuta in un ambiente multiculturale – ad Alessandria erano presenti greci, ebrei, romani, orientali ed egizi – era invisa a Roma quanto amata dal suo popolo, per la sua tutela dell’identità e indipendenza tolemaiche e i suoi tentativi di rendere l’Egitto sempre più indipendente dai romani.

Era figlia di Tolomeo XII Aulete, “il Flautista” che, dietro lauti compensi, era riuscito a farsi riconoscere da Roma legittimo sovrano d’Egitto e suo alleato. Nel contempo Marco Antonio stringeva alleanze con i notabili egiziani e il padre di Erode. Dopo la morte di suo padre (51 a.C.) Cleopatra sposò, secondo l’usanza egiziana, il fratello, Tolomeo XIII, e regnò insieme a lui.

Ma quale era il vero volto, l’aspetto, di Cleopatra? Sicuramente il ritratto più vicino alla realtà è quello che ci restituiscono i coni monetari coevi: la moneta in bronzo del del 52-39 a.C. e la dracma del 46 a.C. (cat. n. 114 e 115) che mostrano la regina di profilo con il suo naso importante, ma non aquilino. A tutt’oggi non si conoscono ritratti certi di Cleopatra, in mostra sono esposti insieme, in prima mondiale, il ritratto dei Musei Vaticani (seconda metà del I sec. a.C.) e la Cleopatra cosiddetta ‘Nahman’ (del 33-30 a. C., proveniente dalla collezione privata Maurice Nahman del Cairo ed esposta una sola volta a Berlino). Quest’ultima sembra avere la stessa fisionomia della precedente, solo con qualche anno in più. Il primo ritratto che si incontra nella prima sala dell’esposizione, probabilmente Cleopatra, è quello della regina tolemaica della Centrale Montemartini.

Testa di Iside o regina tolemaica
II-I secolo a.C.Marmo pentelico
Da Roma, nei pressi della chiesa dei Santi Pietro e Marcellino sulla via Labicana
Roma, Musei Capitolini, Centrale Montemartini
Archivio Fotografico dei Musei Capitolini

Cesare, il primo ottobre del 48 a.C., sbarca ad Alessandria, per deporre il marito di Cleopatra e farle sposare il fratello minore Tolomeo XIV. A settembre del 47 a.C. Cleopatra partorisce quello che gli autori antichi consegneranno alla storia come figlio di Cesare: Cesarione. In mostra è presente una stele raffigurante la triade tebana (44-30 a.C., cat. n. 88, collez. privata): Amon, Mut e Khonsou, che è identificato dal cartiglio come ‘Cesare amato da suo padre’. Si tratterebbe quindi di Cesarione, frutto di una ierogamia (unione divina) tra Cleopatra-Mut e Cesare-Amon. Nel 46 a.C. Cleopatra arriva a Roma, alloggerà con il marito, il figlio e il suo seguito esotico nella villa di Cesare a Trastevere. Nello stesso anno Cesare inaugura un nuovo tempio a Venus Genetrix ponendovi un’immagine di Cleopatra.

La società romana rimase colpita dal potere e dai fasti di una regina orientale, che non aveva uguali nella storia dell’Occidente. Con la sua presenza influenzò gli usi e costumi della nobiltà romana, lasciando numerose tracce nelle sculture, nei mosaici e affreschi di ambiente nilotico, nei culti religiosi: sorsero templi a Iside e Serapide, Cleopatra decise di apparire in pubblico con vesti di colore blu sacro a Iside, e persino le acconciature, a Roma, si convertirono alla moda alessandrina dello chignon. Molte opere esposte testimoniano questo gusto esotico per l’egittomania esploso a Roma.

Ma gli eventi precipitano in fretta, alle idi di marzo del 44 a.C. Cesare viene assassinato e Cleopatra lascia Roma per tornare in Egitto, dove riorganizzerà l’amministrazione del suo regno. Antonio convoca Cleopatra che, sempre secondo quanto tramandato da Plutarco, gli appare nel 41 a.C.: su una nave dalla poppa dorata, i remi d’argento, le vele di porpora e nelle vesti di Afrodite, dea della bellezza, adorna solo di gioielli e profumi. Diventano presto amanti condividendo anche il progetto politico. Dopo la partenza di Marco Antonio per Roma, dove si riconcilia con Ottaviano sposandone la sorella (Ottavia), Cleopatra partorisce i loro gemelli (40 a.C.): Alessandro Helios (Sole) e Cleopatra Selene (Luna). In mostra è esposto un supporto per lucerne in bronzo raffigurante Alessandro Helios, della fine del I sec. a.C. Nel 37 a.C. si sposano con rito egizio e l’anno dopo nasce il loro terzo figlio: Tolomeo Filadelfo. Nel 34 a.C. Marco Antonio proclama Cleopatra ‘regina dei re’ e dona ai suoi tre figli i territori conquistati, l’anno successivo ripudia Ottavia. Il 2 settembre del 31 a.C. la flotta di Ottaviano sconfigge, ad Azio, quella di Antonio e Cleopatra. Marco Antonio si suicida, dopo poco lo seguirà Cleopatra mentre Cesarione è giustiziato. L’immagine di Cleopatra sopravvive insieme a quella di Cesarione nel tempio di Dendera. Cleopatra chiese di essere sepolta accanto ad Antonio, si rifugiò, insieme al suo tesoro, nella sua tomba, fatta costruire con ogni probabilità all’interno del perimetro del suo palazzo e mai ritrovata: una torre a due piani. La considerazione che aveva tra i suoi nemici spinse Augusto a portare a termine la sua tomba e a farsi celebrare nelle vesti di faraone, come nel bassorilievo in arenaria policroma presente in mostra proveniente dal Musée Champollion, ma Ottaviano non rinunciò a far sfilare l’effige della regina nel corteo trionfale. E’ poco probabile che Cleopatra, già Thea, volesse essere divinizzata scegliendo il morso del cobra, sacro al dio Sole Amon Ra, quale suicidio rituale. Molto di quello che ci è stato tramandato su Cleopatra, spesso identificata con la luxuria, è il risultato di una damnatio memoriae, operata volutamente da Ottaviano e dai nemici della regina.

Bassorilievo con Augusto in veste di faraone
I secolo a.C. arenaria policroma dal tempio di Kalabsha, Bassa Nubia
Figéac, Collection Musée Champollion © Meraville Photos / T. Estadieu

 

Il percorso espositivo è suddiviso in nove sezioni: Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto; La terra del Nilo; I sovrani ellenistici; Gli dei e il sacro nell’Egitto tolemaico; Le arti; I protagonisti, le vicende; Cleopatra e Roma; L’Egittomania; Nuovi culti a Roma; Roma conquistata: i nuovi faraoni.

Nella mostra sono esposti: raffinati gioielli, alcuni con l’immagine del sacro ureo (serpente simbolo di regalità egizia e di immortalità dei sovrani), cammei, monete (alcune celebranti la vittoria di Ottaviano con la scritta “Aegypto capta”), mosaici, sculture, dipinti, vasellame e 3 coppe in vetro a micromosaico di straordinaria fattura. L’allestimento è su un elegante fondo nero che fa risaltare particolari e colori.

Il visitatore è accompagnato durante l’itinerario da video in cui Valerio Massimo Manfredi racconta le vicissitudini della regina d’Egitto. Una sola perplessità: forse in questo periodo di crisi, in cui auspichiamo che non si debba rinunciare alla cultura, un biglietto (intero: 13 € audioguida inclusa) meno costoso sarebbe andato maggiormente incontro alle esigenze del pubblico.

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INFORMAZIONI  UTILI:

CLEOPATRA, Roma e l’incantesimo dell’Egitto
dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014
Roma, Chiostro del Bramante,
Via della Pace
www.chiostrodelbramante.it
Orario: tutti i giorni dalle 10 alle 20, sab. e dom. dalle 10 alle 21
Biglietteria chiude un’ora prima – Intero € 13 audioguida inclusa
Informazioni e prenotazioni tel. 06916508451
www.mostracleopatra.it

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Autore

- Arte, viaggi lettura/scrittura dipendente. Ha conseguito due lauree all'Università di Roma La Sapienza: Lettere (magistrale cum laude, indirizzo storia dell'arte, tesi in Iconografia e Iconologia) e Lingue e Civiltà Orientali (indirizzo indologico, tesi in Archeologia e Storia dell'arte dell'India e dell'Asia Centrale). Ha ultimato il Corso di Perfezionamento in New Media e Comunicazione presso l'Università degli Studi di Roma di Tor Vergata (storia e tecnica del linguaggio cinematografico e videografico, cibernetico e multimediale; comunicazione e pubblicazione via rete; presentazione e composizione editoriale, teoria e tecnica della comunicazione di massa, organizzazione museale e new media; linguaggi ed evoluzione delle strategie di comunicazione in arte). Ha organizzato mostre ed eventi culturali.


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