Pubblicato il: sab 06 ott 2012
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Ecco il Frieze con la novità del “Master”

Una scultura africana e le “Demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso

La prossima settimana Londra sarà a tutti gli effetti la regina mondiale del mercato dell’arte. Oltre alle sessioni di aste da Christie’s e Sotheby’s, dedicate all’arte contemporanea e alla cosiddette “Italian Sale”, dall’11 al 14 ottobre presso il Regent’s Park si svolgerà la storica fiera del “Frieze”. Un vero must per i collezionisti e gli appassionati di Contemporary Art. Quest’anno però il Frieze presenta una grossa novità. A differenza del Frieze newyorchese di maggio (la prossima edizione è in calendario dal 10 al 13 maggio 2013) che altro non è se non una sorta di clone del Frieze storico londinese, al Regent’s Park oltre alla consueta mostra-mercato al top per i contemporanei, gli organizzatori si sono cimentati nel “Frieze Master”. Di che si tratta? Sull’onda del clamoroso successo del Tefaf di Maastricht (la fiera in assoluto più importante e prestigiosa al mondo) anche il Frieze si propone di affacciarsi al complesso mondo dell’arte antica. Certo, mentre al Tefaf il segmento della Contemporary non è mai esploso veramente -almeno rispetto agli Old Master o anche all’arte moderna esposta tra gli stand olandesi- qua nella City la carta da giocare sta proprio nel pubblico e nel primato evidente e invidiabile detenuto dal Frieze in questo comparto.

Come si comporteranno dunque gli appassionati e collezionisti abituati a passeggiare tra provocatorie performance e animali sezionati nelle teche da Hirst, di fronte a questa novità? Frieze Masters, come suggerisce il titolo, offre uno sguardo panoramico con circa 100 gallerie che presentano opere dal periodo pre-cristiano al tardo XX secolo, e pianterà la sua tenda sul lato nord di Regent’s Park mentre il coté Contemporaneo si affaccia sul lato sud. Insomma, l’arte contemporanea e quella storica, spesso considerate realtà incomunicabili e con mercati distinti, saranno questa volta collegate sotto la bandiera Frieze. Quando questo nuovo padiglione era stato annunciato un anno e mezzo fa si erano levate molte voci critiche. Ora, a ridosso dell’inaugurazione, le attese sono cresciute e gli osservatori stanno accogliendo con entusiasmo “Frieze Master”. Jonathan Jones  sul “The Guardian” ha scritto che questa è “la migliore notizia per l’arte in Gran Bretagna da molti anni a questa parte”.

Nella pratica come si svolgerà? Negli spazi “Masters”, gli espositori sono totalmente liberi di presentare qualsiasi rimando tra arte antica e moderna. Rupert Wace ad esempio sostiene la tesi che molti maestri del Novecento, tra cui Picasso, Giacometti, Modigliani, Brancusi sino a Moore, si sono spesso ispirati all’arte anche antichissima. E per questo presenta accanto a loro alcune teste archeologiche con prezzi che variano dalle 30 alle 100 mila sterline. Poco lontano Osborne avrà uno stand dedicato a Henry Moore, Thomas Gibson e uno a Giacometti. Diversi espositori, ovviamente, celebreranno il tributo e il debito che Picasso ha nei confronti dell’arte africana. La stupenda galleria newyorchese Acquavella Galleries presenterà insieme ai soliti capolavori (chi va sempre al Tefaf di Maastricht li conosce bene) opere di Ai Weiwei. Mentre di fianco Jean-Luc Baroni offrirà i suoi soliti capolavori di drawings, avvicinando alcuni schizzi magistrali di Edgar Degas a bozzetti rinascimentali. L’italiana Galleria d’Arte Maggiore di Bologna (con sede anche a Parigi in rue du Bac) si concentra su Giorgio Morandi con un solo show. La galleria tedesca Bernheimer passa con disinvoltura dagli Old Masters alla fotografia dedicata al mondo dell’haute couture di Cathleen Naudorf. Al “Frieze Master” ci sarà anche la storica galleria londinese Colnaghi che di recente ha presentato un “Moonlit Seascape” mozzafiato di Claude-Joseph Vernet.

La presentazione di questa nuova area Frieze sarà uniforme e moderna. L’architetto Annabelle Selldorf, che ha progettato la fiera, ha dovuto trovare la soluzione per mixare i grandi maestri del passato con le strutture minimaliste di Donald Judd. Per questo ha decretato che a Frieze Masters, tutte le cabine condivideranno la stessa pavimentazione. E tutte le pareti saranno decorate a cinque tonalità di grigio e bianco.

La regista di “Frieze Master”,Victoria Siddall, è convinta che questo lato antico del Frieze sarà in grado “di arricchire l’esperienza percettiva dell’arte contemporanea nei visitatori, grazie appunto alla capacitò di svelare le principali influenze degli artisti”.

Come sostiene Colin Gleadell sul “The Telegraph” l’unico problema è che “non c’è arte contemporanea post-2000. E l’evocazione più vivace dei legami tra vecchio e nuovo sarà nel programma di colloqui, in cui Nicholas Penny, direttore della National Gallery, parlerà dell’artista Cecily Brown, circa le sue reinterpretazioni di immagini tradizionali”.

Ma il vero punto è che gli espositori del “Master” hanno pagato circa 350 sterline al metro quadrato. Con lo scopo principale di riuscire a intercettare nuovi clienti tra il traffico di collezionisti di arte contemporanea. Il Frieze tradizionale che è quello Contemporaneo si trova a 15 minuti a piedi o 5 minuti con servizio navetta. Essendo una nuova fiera, “Frieze Masters” attirerà certo molta gente ma soprattutto per curiosità? E come giustamente e con rapida sintesi scrive sempre Gleadell “fiere come queste non sono costruite solo su ideali. Alla fine tutto si riduce a denaro e ai commercianti che riescono, o meno, a vendere”. Staremo a vedere che accadrà. L’esperimento si annuncia molto interessante. Sino ad ora nessuno è riuscito nemmeno lontanamente a scalfire il primato del Tefaf di Maastricht. Londra ha forse questa straordinaria possibilità.

Matisse Nu e un manufatto d’arte africana

 

 

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