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Gianni Berengo Gardin. A Milano, una mostra festeggia i novant’anni del maestro

Gianni Berengo Gardin, Parigi, 1954
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“Caro Gianni, Come in uno specchio… Quanto lontana sembra questa tua fotografia dall’enigma di Bergman.” Così Mimmo Paladino esordisce commentando l’immagine probabilmente più iconica del maestro della fotografia, In Vaporetto (Venezia, 1960). E, conclude, “è una fotografia che nella nebbia, con un sapiente gioco di specchi, cerca di catturare un raggio di sole”. Inaugura l’11 febbraio presso Forma Meravigli la mostra Come in uno specchio. Fotografie con testi d’autore, un omaggio a Gianni Berengo Gardin nell’anno del suo novantesimo compleanno.

Attraverso un gioco di luci e ombre e di riflesso, e il rimando continuo tra l’occhio del fotografo e la realtà immortalata dalla sua Leica, le fotografie di Gianni Berengo Gardin hanno raccontato un’epoca, accompagnato e a volte costruito una visione. In oltre sessant’anni di carriera, la vita del fotografo è stata caratterizzata anche da molti incontri, ed è proprio da questi che ha origine l’idea della mostra Come in uno specchio. Fotografie con testi d’autore presso gli spazi di Forma Meravigli, a Milano.

Gianni Berengo Gardin, In vaporetto, 1960

Ventiquattro protagonisti dell’arte e della cultura hanno scelto e commentato ciascuno una fotografia scelta nel suo immenso corpus fotografico. Si tratta di amici, intellettuali, colleghi, artisti, giornalisti, registi, architetti. I loro testi, accostati a ciascuna delle 24 foto selezionate, permettono ancor di più di ragionare sul valore di testimonianza sociale ed estetica delle immagini esposte. L’esposizione, che inaugura l’11 febbraio, sarà visitabile fino al 5 aprile 2020.

Gianni Berengo Gardin, Lido di Venezia, 1960

I testi sono di registi come Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Franco Maresco e Carlo Verdone, architetti come Stefano Boeri, Renzo Piano e Vittorio Gregotti, artisti come  Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis; e poi di Lea Vergine e di Goffredo Fofi, del sociologo Domenico De Masi, di un giovane fotografo come Luca Nizzoli Toetti o di grandi maestri come Ferdinando Scianna e Sebastião Salgado, di scrittori come Maurizio Maggiani e Roberto Cotroneo, di giornalisti come Mario Calabresi, Michele Smargiassi e Giovanna Calvenzi, di Peppe Dell’Acqua, psichiatra dell’equipe di Franco Basaglia, di Marco Magnifico, vicepresidente del FAI e di una street artist come Alice Pasquini. 

Gianni Berengo Gardin, Parigi, 1954

Informazioni utili

12 febbraio – 5 aprile 2020

Forma Meravigli, Via Meravigli 5, Milano

dal mercoledì alla domenica 11-20

intero 6, ridotto 4

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