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L’invenzione della felicità. Alla Casa dei Tre Oci di Venezia retrospettiva di Jacques Henri Lartigue

La Baule, 1979, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL La Baule, 1979, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
La Baule, 1979, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
La Baule, 1979, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

Alla Casa dei Tre Oci dal 29 febbraio al 12 giugno la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia del fotografo francese. Con 120 immagini di Lartigue, di cui 55 inedite

120 immagini, di cui 55 inedite, tutte provenienti dagli album fotografici che il fotografo stesso compilava, dei quali saranno esposte alcune pagine in fac-simile. E poi materiali d’archivio, libri, riviste dell’epoca, un diaporama con le pagine degli album, tre stereoscopie. Sarà questo il ricco materiale con cui la Casa dei Tre Oci di Venezia dedicherà dal 29 febbraio al 12 giugno la più ampia retrospettiva mai organizzata in Italia al fotografo francese Jacques Henri Lartigue (1894-1986): documenti che ripercorrono l’intera sua carriera, dagli esordi dei primi del ‘900 fino agli anni ’80, ricostruendo il racconto della sua scoperta come fotografo. La mostra, dal titolo L’invenzione della felicità, sarà curata da Marion Perceval e Charles-Antoine Revol, direttrice e project manager della Donation Jacques Henri Lartigue, e Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci.

Grand Prix de l'Automobile Club de France dite aussi L'automobile déformée, 1913 mais datée et diffusée par Lartigue de 1912, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL
Grand Prix de l’Automobile Club de France dite aussi L’automobile déformée, 1913 mais datée
et diffusée par Lartigue de 1912, photograph by Jacques Henri Lartigue © Ministère de la Culture (France), MAP-AAJHL

La ‘parte di mondo’ di Lartigue”, scrive Denis Curti nel suo testo in catalogo, “è quella ricca e borghese di una Parigi del nouveau siècle, e anche quando l’Europa verrà attraversata dagli orrori delle due guerre mondiali, Lartigue continuerà a preservare la purezza del suo microcosmo fotografico, continuando a fissare sulla pellicola solo ciò che vuole ricordare, conservare. Fermare il tempo, salvare l’attimo dal suo inevitabile passaggio. La fotografia diventa per Lartigue il mezzo per riesumare la vita, per ri-vivere i momenti felici, ancora e ancora”. Un interessante focus sarà riservato alle memorie che Lartigue scrisse negli anni ‘60 e ’70 del secolo scorso, ricomponendo i suoi album nei quali aveva raccolto tutti i suoi scatti.

http://www.treoci.org

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