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Leonardo Bocciato. Il TAR sospende il prestito dell’Uomo Vitruviano al Louvre

Particolare de L'uomo vitruviano, di Leonardo
Particolare de L’uomo vitruviano, di Leonardo

Il Tar del Veneto ha sospeso il prestito del capolavoro conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, rinviando la discussione alla camera di consiglio del 16 ottobre

Il disegno di Leonardo sta sempre chiuso nei depositi, viene esposto solo rarissime volte, non lo vede nessuno. Allo stesso tempo, i massimi esperti della conservazione in Italia hanno detto chiaramente che può muoversi, secondo tempi e modalità”. Con queste dichiarazioni, rilasciate a Il Messaggero, Vittorio Sgarbi motiva la sua assoluta contrarietà all’ultimo passaggio della storia infinita di Leonardo al Louvre: dopo che il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini aveva raggiunto un accordo con il suo omologo francese, accordando il prestito di alcune opere del vinciano per le mostra al museo, ottenendo in cambio il prestito di alcuni Raffaello per le celebrazioni del prossimo anno, tutto torna il alto mare dopo il ricorso presentato da Italia Nostra.

L'Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci
L’Uomo Vitruviano, Leonardo da Vinci

Il Tar del Veneto ha infatti sospeso il prestito al Louvre dell’Uomo Vitruviano di Leonardo, conservato nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, che avrebbe dovuto essere fra le opere iconiche in viaggio per Parigi. Il tribunale amministrativo discuterà della questione in camera di consiglio, annunciata per il 16 ottobre, solo pochi giorni prima dell’inizio della mostra, il 24 ottobre. Con lo stesso provvedimento, il Tar sospende anche il citato protocollo d’intesa per lo scambio Leonardo/Raffaello. Dura la reazione del Mibac: “L’accordo firmato a Parigi”, si legge in una nota, “è stato esclusivamente il riconoscimento da parte dei ministri di decisioni e atti tutti presi, per parte italiana, dai competenti uffici tecnici del Mibac. Il prestito di ogni opera italiana risultava già autorizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo che prevede, peraltro, che lo scambio di opere avvenga secondo le specifiche prescrizioni di tutela dettate dai singoli musei”.

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