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Pubblicato il: gio 03 Ott 2019
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Matrimonio mistico. A Perugia la Pala dei Decemviri del Perugino ritrova cornice e cimasa

La Pala dei Decemviri di Pietro Perugino (particolare)

La Pala dei Decemviri di Pietro Perugino (particolare)

La Galleria Nazionale dell’Umbria propone lo straordinario ricongiungimento tra la cornice e la cimasa e la tavola centrale del Perugino proveniente dai Musei Vaticani

L’esposizione, curata da Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani e da Marco Pierini, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria, propone lo straordinario ricongiungimento tra la cornice e la cimasa, conservate nel museo umbro, e la tavola centrale del Perugino proveniente dai Musei Vaticani, esposte nella loro collocazione originaria, la Cappella dei Priori, cuore pulsante del principale organismo amministrativo della Perugia comunale. Di che parliamo? Della Pala dei Decemviri di Pietro Perugino, che dall’11 ottobre al 26 gennaio 2020 tornerà a impreziosire la Cappella dei Priori dopo quasi due secoli di assenza dai confini dell’Umbria: un evento storico non solo per la valenza identitaria che collega l’opera alla città, ma anche per il significato che assume dal punto di vista storico-artistico, possibile grazie all’eccezionale prestito dei Musei Vaticani.

La Pala dei Decemviri di Pietro Perugino

La Pala dei Decemviri di Pietro Perugino

L’opera, commissionata dai Decemviri di Perugia e realizzata tra la fine del 1495 e il 1496, era originariamente coronata dalla cimasa col Cristo in pietà, oggi alla Galleria nazionale dell’Umbria. La Pala fu rimossa dal delegato apostolico che al suo posto fece realizzare l’affresco tuttora visibile dietro l’altare della cappella. Trasferita al primo piano del Palazzo dei Priori, nel 1789 fu requisita dai francesi e portata a Parigi, mentre a Perugia restarono la cornice originale e la cimasa raffigurante il Vir doloris. Tornata in Italia dopo il crollo dell’impero napoleonico, venne destinata ai Musei Vaticani.

https://gallerianazionaledellumbria.it/

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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