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Pubblicato il: lun 16 Set 2019
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Biennale d’Antiquariato di Firenze 2019: torna BIAF, il “museo in vendita”

Giovanni Lanfranco, Madonna con Bambino e due angeli

Giovanni Lanfranco, Madonna con Bambino e due angeli

Sono 60 anni dalla prima edizione della Biennale Internazionale d’Antiquariato di Firenze. BIAF si prepara ad aprire le porte all’edizione numero 31, tra vecchie conferme e interessanti novità. Dal 21 al 29 settembre la Firenze Art Week diventa realtà.

Un insolito fermento si agita sotto la superficie dell’Arno. Firenze è addobbata a festa e si prepara per celebrare i 60 anni della Biennale Internazionale d’Antiquariato, che il 21 settembre (il 18 inizia la tre giorni di preview) apre le porte a Palazzo Corsini per la sua 31 edizione. Fino al 29 settembre le eccellenze dell’arte e dell’antiquariato costituiscono quello che il Segretario Generale della Biennale Fabrizio Moretti definisce come un “museo in vendita”.

Premesse ghiotte quelle con cui ci si inoltra tra le 77 gallerie internazionali che propongono non meno di 4.500 opere tra dipinti, sculture, disegni e oggetti di preziosa rarità. Attorno al nucleo centrale della fiera, l’intera città si mobilità organizzando mostre ed eventi collaterali. La Florence Art Week propone un programma d’eccezione, che conta anche uno spettacolo pirotecnico programmata per il 19 settembre (22.45) nei pressi di Palazzo Corsini; ma soprattutto tanta altra arte: 36 gallerie aperte fino a sera per esporre le proprie mostre, Musei pubblici, collezioni private e 30 boutique del centro storico che partecipano con il loro contributo.

Giovanni Pratesi Antiquario, Andrea di Michelangelo Ferrucci, Anello con Volti e serti vegetali

Giovanni Pratesi Antiquario, Andrea di Michelangelo Ferrucci, Anello con Volti e serti vegetali

Così i 60 di storia di BIAF sono ricordati nella mostra fotografica allestita nel foyer del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, composta dagli scatti conservati negli archivi della Biennale. Alla figura di un principe degli antiquari rende invece omaggio la mostra Universo Bardini, curata da David Lucidi nell’alcova di Palazzo Corsini. Bardini (1836- 1922) fu protagonista delle vicende del collezionismo d’arte tra Otto e Novecento, attento collezionista anche di tipologie artistiche ‘secondarie’, come maioliche, bronzetti e armi.

Il programma culturale non può che arricchirsi con incontri, presentazioni e approfondimenti. Dalla presentazione in anteprima dei risultati di una ricerca sulle Le corporate collections in Italia curata dalla Professoressa Chiara Paolino per l’Università Cattolica di Milano e sostenuta da AXA XL Art& Lifestyle e da Intesa Sanpaolo. Mentre Negri-Clementi Studio Legale dedica una conferenza all’ACQUISTO (IN)CONSAPEVOLE DI OPERE D’ARTE programmata per il 28 alle 16,00.

Giovanni Boldini, Donna col cappello

Giovanni Boldini, Donna col cappello

L’importanza di questa edizione è testimoniata anche dalle novità che porta con sé. Dai grandiosi lampadari disegnati da Carlo Scarpa, realizzati da Venini – della circonferenza di un metro e altri tre metri mezzo, provenienti dall’ex Teatro Comunale di Firenze – e posti agli ingressi di Palazzo Corsini, all’istituzione di nuovi premi. Agli storici premi per la Pittura e la Scultura più belli esposti in Mostra, si aggiunge quest’anno un nuovo riconoscimento: il Premio per le arti decorative o di design grazie alla sponsorizzazione di Ronald S. Lauder, che lo assegnerà nel corso della Biennale, su una terna di opere segnalate da un’apposita giuria. L’importo di Euro 25.000 consentirà il restauro di alcune opere d’arte decorativa appartenenti al patrimonio culturale pubblico.

Pallesi Art Gallery - Antonio Donghi, Natura morta, 1940

Pallesi Art Gallery – Antonio Donghi, Natura morta, 1940

 

A chryselephantine figure of a dancer Metal figure with bronze and polychrome lacquer, carved ivory, red and white marble. Engraved P. Phillippe. Slightly mottled surface. H with base 38.8, W 21.7 cm. Paul Philippe, Paris, 1920s.

A chryselephantine figure of a dancer
Metal figure with bronze and polychrome lacquer, carved ivory, red and white marble. Engraved P. Phillippe. Slightly mottled surface. H with base 38.8, W 21.7 cm.
Paul Philippe, Paris, 1920s.

 

A library cabinet "bibol trois pleines" Wild service tree on mahogany corpus, ivory, and metal mountings. H 151.5, W 147.5, D 55 cm. After a design by Jacques-Émile Ruhlmann, circa 1923, possibly produced by Alfred Porteneuve.

A library cabinet “bibol trois pleines”
Wild service tree on mahogany corpus, ivory, and metal mountings. H 151.5, W 147.5, D 55 cm.
After a design by Jacques-Émile Ruhlmann, circa 1923, possibly produced by Alfred Porteneuve.

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