Print Friendly and PDF

Un paradosso contemporaneo: il paradosso di Banksy, la mostra a Lisbona

Banksy. Genio o vandalo Banksy. Genio o vandalo
Banksy. Genio o vandalo
Banksy – Mostra a Lisbona

Banksy è uno dei più conosciuti e più controversi artisti della scena contemporanea. La sua identità è, per scelta o necessità, celata nel mistero. Ambiguo e pungente, ha esposto i problemi, le contraddizioni e ha fatto parlare dei grandi temi sociali dell’attualità in un linguaggio immediato e sarcastico usando la realtà urbana come canovaccio per le sue più note opere.

L’occasione di riparlare del controverso artista è la mostra “Banksy. Genius or vandal” aperta a Lisbona fino al 27 ottobre. La mostra, realizzata in collaborazione con Lilley Fine Art – Contemporary Art Trader, arriva in Portogallo dopo essere stata presentata con grande successo a Madrid, a Mosca e a San Pietroburgo.

Banksy a Lisbona
Banksy a Lisbona

Settanta opere sono state collezionate alla Cordoaria Nacional che ha creato un percorso alternato di stampe, installazioni grafiche e multimediali per celebrare l’arte di Banksy per la prima volta in assoluto in mostra in Portogallo.

Per la verità, limitare il nome “Banksy”solo allo stesso artista è per certi versi inappropriato. Sarebbe più giusto dire che è anche un marchio, anche se comunque un marchio d’arte. E sebbene tra i capisaldi della “protesta banksiana” ci sia il tagliente rimprovero al capitalismo, chi è dietro il nome (un artista, una persona reale, un gruppo, …), avendo volutamente legalizzato e reso un marchio il nome “Banksy”, è caduto nello stesso turbine capitalistico della modernità.

Festival - Destroy capitalism
Festival – Destroy capitalism

Un paradosso. Paradosso confermato, ad esempio, dalle vicende del Mudec di Milano, ma non solo. Avendo reso l’identità dietro l’opera d’arte un mistero, si è dovuti scendere a compromessi con la realtà. L’alternativa sarebbe stata quella di lasciare alla mercé di chiunque il proprio nome e la propria arte, non potendo discernere i falsi dagli originali e rischiando di non poter avere voce in capitolo se il nome “Banksy” fosse stato poi affiancato a messaggi diversi da quelli voluti.

E così l’arte dei graffiti illegali sui muri delle città si è fatta legale… e non può tanto agitarsi se viene chiusa tra le mura di musei e sale d’esposizione con ingresso a pagamento.Al massimo può rendere noto che la mostra è “non autorizzata”, anche se il dubbio che il merchandising all’uscita lo sia è del tutto naturale.

Una delle opere simbolo di Banksy
Una delle opere simbolo di Banksy

Alla Cordoaria Nacional le opere si susseguono in un percorso buio e suggestivo, mostrando le tematiche sociali affrontate nel corso degli anni dall’artista: la guerra, il consumismo, l’inquinamento, la stessa arte.

Emblema del paradosso di Banksy è la sua stessa opera con gente in coda a una bancarella, pronta a comprare una maglia da 30$ che inneggia alla distruzione del capitalismo. Opera quanto più emblematica se la si pensa incorniciata nella sala della mostra di Lisbonae, distanziandosi un attimo dalla cornice, con sorriso amaro la verità ti si rivela: la gente in coda nell’immagine, triste rappresentazione dell’ipocrisia contemporanea, è la stessa in coda per vedere l’immagine dell’opera incorniciata. E la domanda si insinua: Banksy è fuori dall’opera? È la voce della coscienza? Oppure è anche, in parte, l’uomo che vende le magliette da 30$? Dopotutto, le maglie con le stampe “Banksy” non erano certo più economiche.

Nella mostra alle opere si alternano le riproduzioni grafiche di muri coi graffiti e delle installazioni, come la ricostruzione in scala reale di una scena tratta dal documentario Exit through the Gift Shop: a Banksy film.

L'immagine della bambina con gilet giallo, attribuita a Banksy
L’immagine della bambina con gilet giallo, attribuita a Banksy

In una mostra che affronta con forza i temi della contemporaneità non poteva ovviamente mancare l’elemento multimediale. Schermi di varie dimensioni dislocati all’interno dell’esposizione (dai tre megaschermi all’ingresso sino a piccoli televisori inseriti nel percorso), hanno riassunto l’esperienza artistica di Banksy, inizialmente con un montaggio animato sui suoi murales e graffiti sparsi per le città del mondo, poi con brevi clip tratti da documentari, servizi tv e telegiornali. Interessante il velocevideo delle reazioni giornalistiche dopo la celebre asta della casa londinese Sotheby’s (il 5 ottobre scorso) in cui l’artista tentò la distruzione a sorpresa della sua opera in asta.

La mostra si conclude con una breve sezione sull’esperienza “Dismaland”: del parco delle moderne inquietudini ora rimangono solo le immagini. La sensazione non è dismal (lugubre), come se si entrasse davvero nel parco, ma l’impressione è comunque forte, come d’altronde dopo essersi soffermati su ogni immagine di Bansky.

Banksy The Walled Off Hotel Box
Banksy The Walled Off Hotel Box

Commenta con Facebook

leave a reply

*