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Pubblicato il: mer 21 Ago 2019
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Signorini, Lega, Fattori. La rivoluzione dei Macchiaioli a Lecco

Giovanni Fattori, La lettera al campo, 1873-1875, Olio su tavola, 16,6 x 34,5 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Giovanni Fattori, La lettera al campo, 1873-1875, Olio su tavola, 16,6 x 34,5 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

L’esposizione ripercorre le vicende del movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento, attraverso oltre 60 opere dei suoi maggiori esponenti, da Telemaco Signorini a Giovanni Fattori, da Giuseppe Abbati a Silvestro Lega, da Vincenzo Cabianca a Raffaello Sernesi, a Odoardo Borrani. Dal 4 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020, a cura di Simona Bartolena.

Palazzo delle Paure a Lecco ospita una mostra interamente dedicata ai Macchiaioli, movimento artistico che ha rivoluzionato la storia della pittura italiana dell’Ottocento. Un nuovo capitolo dell’indagine sull’arte del XIX secolo, iniziata lo scorso anno con l’approfondimento dedicato all’arte lombarda, la rassegna presenta 60 opere cardine in grado di analizzare l’evoluzione di questo movimento, fondamentale per la nascita della pittura moderna italiana.

Silvestro Lega, Il corsetto rosso, 1890 circa, Olio su tela, 50 x 40 cm, Carpi, collezione Palazzo Foresti

Silvestro Lega, Il corsetto rosso, 1890 circa, Olio su tela, 50 x 40 cm, Carpi, collezione Palazzo Foresti

Nella seconda metà dell’Ottocento, Firenze era una delle capitali culturali più attive in Europa, punto di riferimento per molti intellettuali provenienti da tutta Italia. Al caffè Michelangelo, si riuniva un gruppo di giovani artisti accomunati dallo spirito di ribellione verso il sistema accademico e dalla volontà di dipingere il senso del vero. Nacquero così i Macchiaioli, il cui nome, usato per la prima volta in senso dispregiativo dalla critica, venne successivamente adottato dal gruppo stesso in quanto incarnava alla perfezione la filosofia delle loro opere.

Il percorso espositivo prende avvio dalle opere di Serafino de Tivoli e di Filippo Palizzi, precursori della rivoluzione macchiaiola, che si confronteranno con un lavoro giovanile di Silvestro Lega, dallo stile ancora purista, per giungere alle espressioni più mature della Macchia con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Raffaello Sernesi, Odoardo Borrani, Cristiano Banti, che si allontanano definitivamente dalla tradizionale pittura di paesaggio italiana ma anche dalla lezione della scuola francese di Barbizon, particolarmente incline a indugiare in tendenze formalmente raffinate e legate al romanticismo, per scegliere un approccio più asciutto e severo, cogliendo impressioni immediate dal vero.

Giovanni Fattori, Soldato a cavallo, anni sessanta, Olio su tavola, 13 x 36 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Giovanni Fattori, Soldato a cavallo, anni sessanta, Olio su tavola, 13 x 36 cm, Milano, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Non mancheranno i dipinti a soggetto risorgimentale, con i soldati di Giovanni Fattori, né tantomeno quelli firmati dai protagonisti del gruppo dopo gli anni sessanta, quando la ricerca macchiaiola perde l’asprezza delle prime prove e acquisisce uno stile più disteso, aperto alla più pacata tendenza naturalista che andava diffondendosi in Europa. La mostra si chiude con una riflessione sull’eredità della pittura di Macchia.

Informazioni utili

I MACCHIAIOLI. STORIA DI UNA RIVOLUZIONE D’ARTE
Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre)
4 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020

Orari:
Lunedì chiuso
Martedì – venerdì: 09.30 – 19.00
Sabato domenica e festivi: 10.00-19.00
La biglietteria chiude un’ora prima

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