meeting art istituzionale
Pubblicato il: sab 20 Lug 2019
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Mummie. Viaggio verso l’immortalità. Al Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Papiro funerario di Epoca Tolemaica_332-30 a.C_

Papiro funerario di Epoca Tolemaica 332-30 a.C

Mummie. Viaggio verso l’immortalità” al  Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 2 febbraio 2020

L’immortalità: un tema umano ricorrente sin dall’antichità. La mostra è ospitata negli spazi degli eventi temporanei del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, inaugurata il 16 luglio termina il 2 febbraio 2020. Il progetto è nato nel 2000, da un’idea di Maria Cristina Guidotti, che ne è anche la curatrice scientifica, e in occasione di uno studio sulle mummie della sezione “Museo Egizio” del Museo Archeologico Nazionale di Firenze eseguito dall’Università di Pisa. La mostra ha viaggiato a lungo in Europa, toccando la Germania, l’Austria e la Finlandia, e poi, dal 2018, in Cina, nelle città di Guiyang, Hefei, Ningbo, Xian e Jinan.

Cassetta per ushabti di Nekhtamontu_1550-1070 a.C_

Cassetta per ushabti di Nekhtamontu_1550-1070 a.C_

Gli oltre cento oggetti esposti, appartenenti al “Museo Egizio” di Firenze, ritornano nella loro sede. Le opere in mostra, selezionate e organizzate per illustrare il rapporto degli antichi Egizi con l’aldilà, annoverano pezzi di grande importanza. Il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 – 656 a.C.), mai esposto e mai studiato prima della mostra, la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa una veste persiana, testimonianza del periodo in cui l’Egitto fu assoggettato al potente impero persiano (525 – 404 a.C.), e ancora la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto (656 – 332 a.C.), e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 – 1070 a.C.).

“L’esposizione – spiega Guidotti – illustra il concetto egizio della vita dell’anima nell’aldilà e il significato degli oggetti che nell’antico Egitto venivano abitualmente deposti nelle tombe insieme al defunto. Per gli antichi egiziani la morte non determinava la fine della vita, ma costituiva un momento di passaggio a un’altra forma di esistenza, che continuava nell’aldilà”.

Statua del sacerdote Henat_525-404 a.C_

Statua del sacerdote Henat_525-404 a.C_

L’anima per continuare a vivere aveva bisogno di una serie di accorgimenti e di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e, soprattutto, doveva reincarnarsi nel proprio corpo che, per questo motivo, era conservato al meglio tramite pratiche di imbalsamazione del cadavere che diventava così una mummia. Nella mostra si presenta il procedimento dell’imbalsamazione dei corpi dal punto di vista scientifico, in maniera chiara e comprensibile.

L’esposizione è organizzata in due parti: la prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell’anima e alla “mummificazione” del corpo del defunto, la seconda dedicata agli oggetti che accompagnavano il morto nella tomba. Quest’ultima è articolata in due sezioni, nelle quali si presentano gli oggetti del corredo che avevano esclusivamente una funzione funeraria (stele, ushabti, tavole d’offerta), e gli oggetti di vita quotidiana che dovevano ricreare nella tomba la perduta esistenza del defunto (abbigliamento, gioielli, mobilio di vario tipo).

Sarcofago di Padimut_1069-656 a.C_

Sarcofago di Padimut_1069-656 a.C_

L’esposizione è accompagnata da un catalogo scientifico interamente a colori, edito dai curatori della mostra e pubblicato da Contemporanea Progetti.

La collezione del “Museo Egizio” di Firenze è la seconda in Italia dopo quella del Museo Egizio di Torino. Si è formata soprattutto nel corso del XIX secolo, in seguito alla famosa spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini e di Jean François Champollion.

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze sarà presente a settembre a Lugano con la mostra collaterale: “All’origine della carta: cinque papiri del Museo Egizio di Firenze a Wopart” a cura di Giorgio Piccaia e Maria Cristina Guidotti.

 

“L’uomo conta sull’immortalità e dimentica di mettere in conto la morte.”
Milan Kundera

 

Mummia di donna di epoca romana I-II sec. d.C

Mummia di donna di epoca romana I-II sec. d.C

“Mummie. Viaggio verso l’immortalità”
16 luglio 2019 – 2 febbraio 2020
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Piazza Santissima Annunziata n. 9b – 50122 Firenze
Tel. 055 23575
Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì: ore 8.30-19.00 (ultimo ingresso 18.15)
Lunedì, sabato, prima e terza domenica del mese e giorni festivi infrasettimanali: ore 8.30-14.00 (ultimo ingresso 13.15)
Giorni di chiusura: domenica, eccetto la prima e terza del mese. 1 gennaio, 25 dicembre.
Ingresso compreso nel biglietto del museo
intero: € 4,00 ridotto: € 2,00
Allestimento  curato da Contemporanea Progetti s.r.l. e da Expona-museum exibition network

 

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Autore

- Pittore, ceramista, giornalista pubblicista e libero pensatore, scrive dal 1983, è figlio d’arte, è stato allievo di Corrado Levi e di Jery Grotowski. Per ArtsLife si occupa -come collaboratore- di seguire eventi in Italia e all’estero. giorgiopiccaia@gmail.com


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