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Pubblicato il: ven 12 Lug 2019
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Riapre la collezione Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. IMMAGINI

Rhyton a forma di testa d’asino Terracotta, 20 Ruvo 480-470 a.C., Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Rhyton a forma di testa d’asino Terracotta, 20 Ruvo 480-470 a.C., Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Oltre 400 opere testimoniano a Napoli le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana, da Ercolano a Pompei, da Stabiae a Capri

La storia dei greci in Occidente, e quella dei popoli italici con i quali vennero a contatto, torna a passare per il MANN, e mi piace immaginare questa ‘nuova’ sezione come un affascinante ‘portale della conoscenza’ che da Napoli conduca, e sempre più invogli, alla scoperta degli antichi tesori del Mezzogiorno d’Italia’’. In questa chiave il Direttore Paolo Giulierini legge la riapertura della collezione Magna Grecia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, chiusa dal 1996 e ora tornata a raccontare le radici storiche della cultura dell’Italia meridionale, con il progetto allestitivo costruito dal compianto professor Enzo Lippolis, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma, scomparso prematuramente nel 2018.

Plastico del cosiddetto Tempio di Nettuno di Paestum, Legno e sughero, ante 1822, Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Plastico del cosiddetto Tempio di Nettuno di Paestum, Legno e sughero, ante 1822, Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Restituiamo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli una parte fondamentale della sua identità”, prosegue Giulierini, “il riallestimento dopo 20 anni della collezione Magna Grecia, tra le più ricche e celebri al mondo, esito di un vasto piano di interventi per il riassetto dell’ala occidentale dell’edificio destinata ad accogliere le testimonianze dell’epoca preromana. Nelle sale del primo piano che ospitano il percorso espositivo, un’esperienza unica attende il visitatore, che potrà letteralmente ‘passeggiare nella storia’. Lo farà camminando, con le opportune precauzioni, sui magnifici pavimenti a mosaico provenienti da Villa dei Papiri di Ercolano, da edifici di Pompei, Stabiae, dalla villa imperiale di Capri, finalmente recuperati e riportanti alla loro magnificenza”.

Anello Oro e pietra semipreziosa, Canosa, Ipogeo Lagrasta I (?) IV-III sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Anello Oro e pietra semipreziosa, Canosa, Ipogeo Lagrasta I (?) IV-III sec. a.C. Napoli, Museo Archeologico Nazionale © Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Oltre 400 opere testimoniano le caratteristiche insediative, le strutture sociopolitiche, il retroterra religioso ed artistico nella Campania di epoca preromana: un’occasione da non perdere per i tanti che sceglieranno il sud Italia per le vacanze. Noi introduciamo il tutto con una galleria di spettacolari immagini…

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https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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