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Pubblicato il: ven 05 Lug 2019
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Morto a 89 anni il regista Ugo Gregoretti, voce ironica e caustica della società italiana

Ugo Gregoretti

Ugo Gregoretti

Regista, autore tv, scrittore, giornalista, critico cinematografico, documentarista, Gregoretti osservava l’Italia con piglio corrosivo, urticante, caustico

L’Italia non ama la cultura. Siamo i cittadini più ignoranti dell’Occidente. Enfatizziamo in modo trombonesco la nozione di cultura e di culturale, vantando il settanta per cento del patrimonio artistico mondiale. Ma si tratta di un innamoramento finto e ridicolo. Quanti sanno distinguere Borromini da Berlusconi?”. Corrosivo, urticante, caustico: questo – tratto da un’intervista del 2015 – è solo un esempio dello stile di Ugo Gregoretti, morto nella sua casa di Roma dove era nato il 28 settembre 1930. Non lo abbiamo qualificato, visto che è impresa ardua dire cosa facesse: regista, autore tv, scrittore, giornalista, critico cinematografico, documentarista. Ma soprattutto era un acuto e ironico osservatore della società italiana, che poi descriveva e documentava con i diversi mezzi ai quali si dedicava.
Assunto alla Rai nel 1954, esordì come autore con Controfagotto (1961), a cui seguì il suo progetto forse più celebre, Il circolo Pickwick (1967). Diresse parodie come Romanzo popolare italiano (1975) e Uova fatali (1977), si occupò di denuncia con Sottotraccia (1991), per il cinema girò film d’inchiesta come I nuovi angeli (1962), o di fantascienza come Omicron (1963). Nel 1960 vinse, con un documentario sulla ”Sicilia del Gattopardo”, il Prix Italia. Negli anni ‘80 si dedicò alla carriera teatrale, che lo portò ad allestire oltre 50 spettacoli, e a dirigere dal 1985 al 1989 il teatro Stabile di Torino. “Per un lungo periodo ho considerato la notorietà conquistata attraverso il piccolo schermo un fatto volgare”, rivelava nel 2012. “Volevo persino fare in modo di scomparire perché si dimenticasse il mio nome. Invece, poi, mi sono accorto con soddisfazione che vengo considerato un benefattore”.

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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