meeting art istituzionale
Pubblicato il: mer 26 Giu 2019
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Flexin Flexin try to exercise. Il meglio dello IUAV, tra mostra e progetto editoriale

Flexin Flexin try to exercise

Flexin Flexin try to exercise

Venezia. Flexin Flexin try to exercise è una mostra e un progetto editoriale che sonda caratteri e contorni del depositato che anni di insegnamento di Arti visive e Moda – i docenti, i corsi e soprattutto coloro che dentro Iuav si sono formati – hanno concorso a creare. A cura di Francesca Filisetti Matias Julian Nativo Alessia Prati

La mostra

Con Pietro Ballero, Andrea Bertazzon, Ginevra Brizioli, Francesco Fazzi, Hyejin Ryu, Sara Santarelli, Bianca R. Schröder, Erik Starc, Alessia Tarda, Alessandra Varisco, Maria Chiara Ziosi.

Quattro opere site-specific frutto della collaborazione tra studenti di Arti Visive e Moda, triennale e magistrale, riflettono sull’eredità dei due corsi attraverso la rilettura di opere, progetti e collezioni di studenti di precedenti anni accademici. Monelle di Andrea Bertazzon (Design della moda, triennale), Ginevra Brizioli (Arti visive, magistrale), Francesco Fazzi (Arti multimediali, triennale), Alessandra Varisco (Design della moda, triennale), Maria Chiara Ziosi (Arti visive, magistrale) stabilisce un dialogo tra Monelle (2018) di Diego Marcon e Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno (2016) di Davide Sgambaro attraverso una performance in cui il corpo diviene strumento di misurazione dello spazio architettonico e unico canale di comunicazione e relazione con l’altro; REALE POTENZIALE PARANOICO di Erik Starc (Design della moda, triennale) e Bianca R. Schröder (Arti visive, magistrale) recupera la collezione Tribalitalia (2017) di Giovanni e Gregorio Nordio proponendo due sculture che all’immaginario tutto italiano fatto di Craxi, Alessandra Mussolini e Collodi dei due fashion designer sostituiscono quello di Italo Calvino di Le Cosmicomiche (1965); Free Stripes di Pietro Ballero (Arti visive, magistrale), in collaborazione con Sara Santarelli (Moda, magistrale) e Alessia Tarda (Moda, magistrale) reitera l’atteggiamento di osservazione, recupero e ricontestualizzazione di elementi caratteristici di alcune case di moda presente in Dada Poem (2018) di Lia Cecchin facendo delle strisce Adidas l’elemento formale di un invasivo pattern architettonico; Talking to Myself di Hyejin Ryu (Arti multimediali, triennale) accosta l’opera James Hiram Bedford (2013) di Luca Trevisani alla performance e installazione realizzata presso le sale storiche dell’istituto tecnico commerciale statale Riccati- Luzzatti di Treviso nel 2011 in occasione del Graduate Fashion show a cura di Michel Bergamo, Judith Clark, Mario Lupano, Fabio Quaranta, Cristina Zamagni, consegnando, attraverso un’installazione, l’esperienza perturbante della Venezia vissuta dalla studentessa coreana.

Il progetto editoriale

Con Riccardo Ballarani e Massimiliano Mucciarelli, Calori&Maillard, Giovanna Chiades, Eleonora Corbanese, Andrea De Stefani, Stefano Faoro, Roberto Fassone, Valentina Furian, Melania Fusco, Eleonora Gasparini, Giovanni Giaretta, Eleonora Luccarini, Olimpia Macrì e Ylenia Fratto, Rachele Maistrello, Corinne Mazzoli, Denis Micheli, Marta Oliva, Sara Peretti, Fabio Ranzolin, Nuvola Ravera, Caterina Rossato, Donato Spinelli, Jacopo Valentini, Rafael Wolanowski, Erjola Zhuka, Giulia Zubiolo.

Il progetto editoriale articola ulteriormente la riflessione attraverso una modalità affine, ma che in qualche modo costituisce una sorta di contrappunto a quella della mostra. 26 sono gli autori selezionati sulla base della comune formazione presso Iuav; a ciascuno è stato assegnato lo spazio di sei pagine, due singole e due doppie, senza alcuna indicazione se non quella di reinterpretare visivamente il topic flexin.

Quasi completamente privo di un’archeologia che ne limiti la gamma di significati, il termine si presta a subire quegli spostamenti, quelle contratture e quei rovesciamenti auspicati per trasmettere l’immagine di una università eterogenea e dai percorsi molteplici. Pur non vincolandosi reciprocamente – il progetto non è il catalogo della mostra – i due interventi costituiscono due poli, tra loro dialoganti, esplicativi di due diverse modalità di riappropriazione e/o post produzione dell’eredità e del passato che l’università Iuav di Venezia ci consegna.

Chiostro dei Tolentini, Padiglione Santa Croce 191, 30135 Venezia 27–06–2019 / 28–06–2019

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