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Pubblicato il: mer 26 Giu 2019
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Che profumo hanno la Venere di Milo e l’odalisca di Ingres? Rispondono i migliori “nasi” francesi

Ingres. La Grande Odalisque

Ingres. La Grande Odalisque

Che profumo ha l’arte? L’ultima iniziativa del Museo Louvre a Parigi

Che fragranze (mortali) avrebbe cercato di creare Jean-Baptiste Grenouille, il protagonista del film “Perfume: The Story of a Murderer”  del 2006 diretto da Tom Tykwer (adattamento cinematografico del romanzo Il profumo di Patrick Süskind) se interpellato da uno dei più grandi profumieri del mondo?  Il Louvre di Parigi ha dato carta bianca a otto profumieri francesi per catturare l’essenza di alcune delle sue più grandi opere d’arte.

Dalla Venere di Milo all’odalisca di Ingres, fino alla Nike di Samotracia. Ramdane Touhami e Victoire Taillac (ideatori de L’Officine Universelle Buly, a Parigi in Rue Bonaparte), hanno colto al volo l’opportunità di gestire il progetto. Hanno scelto otto profumieri per questo compito. A ciascuno è stata data carta bianca, senza limiti in termini di profili di costo o di profumo. Hanno anche potuto scegliere le opere nella collezione del Louvre.

I profumi saranno lanciati il 3 luglio.  Tra le opere selezionate dai profumieri La Baigneuse di François de Vergnette, la Grande Odalisque di Jean-Auguste-Dominique Ingres, Conversation dans un parc di Thomas Gainsborough, Le Verrou di Jean-Honoré Fragonard e le due sculture iconiche Nike di Samotracia e Venere di Milo.

François de Vergnette

François de Vergnette

Thomas Gainsborough

Thomas Gainsborough

Jean-Honoré Fragonard

Jean-Honoré Fragonard

Tutti i profumi saranno in vendita al Louvre fino a gennaio 2020. Chissà se i visitatori del museo pregheranno, come diceva il poeta latino Catullo, di essere trasformati  “in un unico naso”. In un suo carme invitava così il suo amico Fabullo a cena:

“Ti invito, o mio Fabullo, ad una lauta cena,
fra pochi giorni, se te lo consentono gli dei,
purché sia tu a portarti la cena abbondante e succulenta,
non senza uno splendore di ragazza
e vino e sale e un mucchio di risate.
Se – come dico – sarai tu a portare tutto ciò, ti invito,
bello mio, ad una lauta cena. Purtroppo il borsellino
del tuo Catullo è pieno solo di tele di ragno.
In cambio avrai una sincera, affettuosa accoglienza
e in aggiunta quello che c’è di più attraente e raffinato:
offrirò il profumo che Veneri e Amorini
hanno donato alla ragazza del mio cuore.
tu, o Fabullo, quando lo sentirai, pregherai gli dei
che ti trasformino tutto in un unico naso”.

 

La venere di Milo

la Nike di Samotracia

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Autore

- Giornalista pubblicista. Laureata in Scienze dei Beni Culturali (curriculum Storia dell’Arte) con specializzazione in Storia e Critica dell’Arte presso l’Università degli Studi di Milano.


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