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Lecce contemporanea: il Museo Castromediano torna rinnovato

Museo Castromediano
Museo Castromediano, Lecce

Riapre il Museo Castromediano di Lecce e lo fa prendendo una svolta contemporanea. L’architettura moderna e una proposta culturale audace rendono candidano il museo a diventare polo centrale dell’arte pugliese.

5.000 metri quadrati di superficie, uno spazio museale all’avanguardia, una serie di opere site-specific a lui dedicate. Sembra la descrizione di un grande museo americano, ma si tratta invece del Museo Castromediano di Lecce. Ma è proprio il modello internazionale quello che attraverso un lungo restauro ha portato il più antico museo pugliese a proporsi come uno spazio espositivo estremamente contemporaneo. 150 di storia che respirano una rinnovata freschezza e si riappropriano con entusiasmo di un luogo che non solo torna a contenere cultura, ma a produrne attivamente.

Pino Pascali, Cinque bachi da setola e un bozzolo, 1968. Courtesy Fondazione Pino Pascali, Polignano a mare

L’inaugurazione del 22 giugno ha evidenziato tutto questo fervore:  all’esterno si è tenuto il concerto Pangea. Una terra, un mare, un popolo, diretto da Carolina Bubbico con Eliseo Castrignanò. Insieme hanno condotto l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES in un percorso musicale dedicato al mare e a differenti geografie: Salento, Africa, Palestina, Bulgaria, Grecia sino ad arrivare in Brasile e in Messico. All’interno del concerto anche alcuni omaggi alle voci che dal sud hanno spiccato il volo lasciando un grande segno: Tito Schipa e Pino Daniele. Il concerto sarà la colonna sonora del museo anche in futuro. La visita negli spazi museali si è aperta invece con lo spettacolo de La Notte della Taranta ispirato all’opera Bachi da setola dell’artista Pino Pascali. Le coreografie del Corpo di ballo La Notte della Taranta, sulle note di “Pizzica di Stifani”, hanno raccontato il minimalismo mediterraneo, tra materiali pop e immaginario trasmediale, di Pascali.

Nico Angiuli, The Human Tools, 2019. Courtesy l'artista e Cittadellarte, elaborazione foto R.Fiorella
Nico Angiuli, The Human Tools, 2019. Courtesy l’artista e Cittadellarte, elaborazione foto R.Fiorella

5 i progetti con cui il Museo Castromediano decide di ripartire. Cinque bachi da setola e un Bozzolo di Pino Paascali passeranno a Lecce nel complesso di un progetto che porterà le opere lungo tutta la Puglia, prima di trovare definitiva collocazione alla Fondazione Pascali a Polignano a Mare. The Human Tools, film dell’artista Nico Angiuli, che partendo dal significato della parola robot, dal ceco robota, letteralmente schiavo o lavoratore forzato, sviluppa un’indagine sul corpo, vivo o macchinico che sia.  La colonnina di Patù e l’archeologia dei Messapi, opera d’arte antica che racconta nella sua semplicità tutto il portato identitario della cultura che l’ha generata. Samar, un video-mapping di Hermes Mangialardo, che deforma la facciata del museo Castromediano per rappresentare visivamente il viaggio musicale orchestrato da Carolina Bubbico durante il concerto inaugurale. Memore Muto.Installazioni sonore sperimentali negli spazi del museo, a conferma che l’arte contemporanea sollecita confronti dialettici tra differenti linguaggi.

Museo Castromediano
Museo Castromediano, Lecce

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