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Pubblicato il: dom 09 Giu 2019
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Roma Sotterranea: la Basilica di San Clemente

Basilica di San Clemente

Se si desidera scendere nei livelli sotterranei della città di Roma, la visita alla Basilica di San Clemente saprà regalare sorprese continue e straordinarie.

A pochi metri di distanza dal Colosseo infatti, vi è un luogo in grado di raccontare l’intera storia della città. La basilica attuale venne costruita da papa Pasquale II nei primi anni del 1100 e al suo interno si possono ancora oggi ammirare alcuni capolavori, come per esempio la Cappella di Santa Caterina di Alessandria affrescata da Masolino da Panicale nel 1400; i mosaici dell’abside; i due amboni per le letture; il candelabro per il cero pasquale e ancora la Schola Cantorum, datata al VI secolo d.C. E’ questo l’arredo architettonico che ci introduce alla storia più antica del luogo.

Scendendo infatti nel primo livello dei sotterranei, è possibile ammirare la basilica più antica datata al IV/V secolo d.C. già dedicata a San Clemente, quarto papa della chiesa (dopo Pietro, Lino e Anacleto). Vissuto nel II secolo d.C., ai tempi dell’imperatore Traiano, Clemente fu condannato ai lavori forzati e all’esilio in Crimea dove intraprese una vera e propria attività missionaria tra i soldati e i compagni di prigionia, fatto che gli costò la vita, subendo infatti un feroce martirio: legato ad un’ancora, fu gettato nelle acque del Mar Nero, dove annegò.

Basilica di San Clemente

Nei sotterranei è possibile ammirare alcuni affreschi, ottimamente conservati, datati al IX e XI secolo, testimonianza dell’ultima fase di vita della basilica, prima del suo interramento per la costruzione della basilica superiore. Nel nartece si trova l’affresco del Giudizio Particolare in cui il Cristo benedicente tra gli arcangeli Michele e Gabriele, sant’Andrea e san Clemente, giudica i santi Cirillo e Metodio, coloro cioè che trovarono i resti mortali di Clemente e decisero di portarli a Roma per deporli nella chiesa a lui dedicata. Ma forse l’affresco più particolare, posto nella navata centrale, è quello che narra la storia di Sisinnio, prefetto di Roma, che tentò di catturare Clemente, il quale lo punì accecandolo: fu così che Sisinnio, scambiato il papa per una colonna, la fece trasportare dai suoi servitori, esortandoli con la colorita espressione ancora conservata “Fili de la pute, traite”!

Nella navata sinistra, si trovano invece i monumenti commemorativi eretti nel Novecento per san Cirillo, noto anche per aver inventato il celebre alfabeto, detto appunto cirillico. Da qui è possibile continuare la discesa nei sotterranei per raggiungere i livelli inferiori. Si giunge così all’interno di un mitreo datato alla fine del II secolo d.C. e sorto tra le pareti di una insula romana ben più antica, costruita nella seconda metà del I secolo d.C. Il mitreo sorse al primo piano dell’insula ed era costituito da un piccolo vestibolo con soffitto decorato con bianchi stucchi, da una grande sala con triclinio, in cui è posto – oggi – al centro l’altare raffigurante Mitra mentre uccide il toro, da una serie di vani più piccoli di servizio funzionali alla celebrazione dei rituali appartenenti a questa religione di origini orientali, che ebbe molto seguito a Roma e in tutto l’impero.

Basilica di San Clemente

Scendendo ancora, si raggiunge il livello più antico per noi visitabile e cioè quello corrispondente al pianterreno dell’insula romana dove è possibile attraversare una serie di sale, tutte più o meno della stessa tipologia, che corrispondono alle antiche botteghe, i vani cioè di uso commerciale posti in antico a livello stradale. All’interno di uno degli ultimi vani delle botteghe, si trova un canale realizzato nel 1937, in cui scorre energicamente dell’acqua, convogliata nel suo flusso direttamente nelle tubature sotterranee fino alla Cloaca Maxima.

Al di sotto dei pavimenti delle botteghe inoltre gli scavi archeologici hanno messo in luce l’esistenza di una insula ancora più antica, datata all’inizio del I secolo d.C. andata però distrutta durante l’incendio del 64 d.C., verificatosi all’epoca dell’imperatore Nerone. Visitare la Basilica di San Clemente vuol dire quindi poter compiere realmente un salto indietro nel tempo, compiendo un vero e proprio viaggio in verticale nella storia di Roma!

Approfondimento a cura di L’Asino d’Oro Associazione Culturale L’Asino d’Oro, che organizza visite guidate e passeggiate per andare alla scoperta di Roma con archeologi e guide turistiche abilitate della Provincia.

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  1. Fabiola ha detto:

    Un luogo ricco di bellezza e di storia.Da visitare assolutamente.

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