meeting art istituzionale
Pubblicato il: sab 01 Giu 2019
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Dalla “verità” di Jenny Holzer alla “forza” di Willis Thompson. 3 mostre per l’estate della GAMeC di Bergamo

Emilio Vedova Ciclo 61/62 N.4, 1961-1962 Olio e carta su tela 146,5 x 200 cm Stato Italiano, in consegna al Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Lombardia / In comodato al Comune di Bergamo per la GAMeC Foto: © Roberto Morelli / Scalpendi editore

Tre nuove mostre alla GAMeC di Bergamo in vista della stagione estiva. Un grande opening segnato per la prima volta, come ci confessa il direttore Lorenzo Giusti insediatosi da poco più di un anno alla guida del museo, dal bel tempo. Tre esposizioni per due sedi: la Galleria, nella città bassa, e il meraviglioso Palazzo della Ragione, a cavallo tra la Piazza Vecchia e la Piazza del Duomo, nella parte storica e “alta” di Bergamo.

Partiamo dal basso. La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea accoglie Luke Willis Thompson, video artista neozelandese, e insieme a lui un importante nucleo di opere d’arte “liberate”, più di 70, protagoniste della seconda mostra.

“Hysterical Strenght” è la prima personale italiana di Luke Willis Thompson, curata da Edoardo Bonaspetti e in programma fino al 1 settembre 2019 nello Spazio Zero della GAMeC. Il lavoro del video artista è una ricerca sul rapporto tra le persone e la loro rappresentazione; in mostra una trilogia di film datati tra il 2016 e il 2018, dal titolo Untitled Trilogy e una nuovo lavoro site-specific, Black Leadership.

I tre video, che incontriamo nella prima sala della mostra, sono proiettati sulla medesima parete a rotazione: ci sono rimandi agli Screen Tests di Andy Warhol, il volto della donna americana che diffuse il video del proprio marito ucciso dalla polizia e un close-up su una scultura di Donald Rodney, che quasi sembra prendere vita. La quarta proiezione è invece una personalissima lettera scritta dall’artista, che riflette sulla possibilità e il diritto di “usare” il dolore altrui per farne arte.

Luke Willis Thompson

Luke Willis Thompson, Human, 2018. Still da film sull’opera di Donald Rodney “My Mother, My Father, My Sister, My Brother”, 1997-98
Commissionato e prodotto da Kunsthalle Basel
Courtesy l’artista, Hopkinson Mossman Auckland/Wellington, e Galerie Nagel Draxler, Colonia/Berlino

“Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo” è invece la seconda tappa del progetto La collezione Impermanente, con cui la GAMeC si propone di presentare e rendere attiva la propria collezione. Fino al 6 gennaio, 2020 parte delle opere meno conosciute della collezione del museo saranno esposte in dialogo con una nota raccolta di lavori – già presentati a Milano, a Palazzo Littaconfiscati ad un collezionista lombardo a seguito di problemi fiscali e trasferite al comune della città per essere esposte nel museo. Più di 70 opere – presentate in quattro sezioni tematiche – che spaziano dall’Informale all’Astrazione geometrica, fino al New Dada, alla Pop Art e all’Arte Povera, rappresentando i più celebri movimenti artistici del Dopoguerra e i loro protagonisti.

Le opere si liberano dalla forma, dalla figurazione, dallo stile e dalla rappresentazione. Si passa da un omaggio di Paolini all’Arte Povera ad una grande carta di Sol Lewitt dai motivi ondulati, fino ad un raro e vivacissimo olio di Emilio Vedova del 1961-62 e ad uno dei primi impacchettamenti di Christo, datato 1963. Accanto a queste straordinarie opere i tesori della GAMeC, tra cui spicca il Delfino (1966) di Pino Pascali, opera recentemente acquisita e restaurata dal museo e finalmente pronta per essere esposta al pubblico, testa e coda.

Pino Pascali, Delfino, 1966 | Foto: ArtsLife

Pino Pascali, Delfino, 1966 | Foto: ArtsLife

Come un ponte tra città bassa e alta, e tra presente e passato, nella Sala delle Capriate del Palazzo della Ragione si apre l’installazione di Jenny Holzer. La parola è protagonista assoluta.

“Tutta la Verità (The Whole Truth)”, a cura di Lorenzo Giusti, sarà visitabile fino al 1 settembre 2019. La mostra sancisce il ritorno in Italia, dopo più di 20 anni dalla sua ultima personale nel nostro paese, di Jenny Holzer, una delle più riconosciute artiste a livello internazionale, contemporaneamente protagonista di una grande mostra al Guggenheim di Bilbao.

Jenny Holzer, Tutta la Verità (The Whole Truth) | Foto: ArtsLife

Jenny Holzer, Tutta la Verità (The Whole Truth) | Foto: ArtsLife

Parola come mezzo di riflessione ed espressione. La Holzer, con le sue parole – i Truisms – parla di oppressione, violenza, sessualità, potere, guerra. Nella sala del palazzo di origini medievali, i versi, estratti da poemi composti da scrittori esuli contemporanei ma anche autori italiani come Pier Paolo Pasolini, si stagliano – proiettati – sulle pareti, lasciando intravedere frammenti degli affreschi strappati che le ricoprono.

La potente installazione, che gravita intorno ai temi del dialogo, del genere e della crisi migratoria, è completata da nove panchine in marmo – anch’esse incise con alcune frasi – dalle quali gli spettatori, seduti, possono ammirare la mostra.

Approfittando di alcuni istanti di luce soffusa, terminata la sequenza di proiezioni, ci si alza e si legge quello su cui ci si era seduti: “No need of words just you or rather us”.

 

Informazioni utili

Luke Willis Thompson. Hysterical Strenght

30 maggio – 1 settembre 2019

GAMeC Bergamo

Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo

30 maggio – 6 gennaio 2020

GAMeC Bergamo

Jenny Holzer. Tutta la Verità (The Whole Truth)

30 maggio – 1 settembre 2019

Palazzo della Ragione, Bergamo

Immagine in apertura: Emilio Vedova, Ciclo 61/62 N.4, 1961-1962, Olio e carta su tela, 146,5 x 200 cm, Stato Italiano, in consegna al Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per la Lombardia / In comodato al Comune di Bergamo per la GAMeC. Foto: © Roberto Morelli / Scalpendi editore

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