meeting art istituzionale
Pubblicato il: mer 29 Mag 2019
Print Friendly and PDF

Una nuova opera alla Scala, “Die tote Stadt” di Erich Wolfgang Korngold

Erich Wolfang Korngold

“Die tote Stadt” di Erich Wolfgang Korngold. Fino al 17 giugno al Teatro alla Scala di Milano

Quando sui palcoscenici italiani viene messo in scena qualcosa di nuovo ne siamo sempre felici. Non che non siano graditi titoli come Rigoletto, Tosca, Butterfly, ma se viene dato spazio anche ad autori meno noti è un bene, perchè il panorama della musica colta è ben più ampio di quanto si creda. Proporre titoli nuovi è di stimolo non solo al pubblico, ma anche alle nuove leve di musicisti e compositori che se ascoltano qualcosa di diverso, sono in grado di ampliare le loro conoscenze ed ispirazioni.

Per fortuna il Teatro alla Scala in questi ultimi anni si è portato avanti in questo senso e dal 28 maggio al 17 giugno porta in scena per la prima volta Die tote Stadt, capolavoro firmato nel 1920 da Erich Wolfgang Korngold, enfant prodige la cui carriera operistica fu drasticamente compromessa dall’ascesa del nazismo. Nato in una famiglia ebrea, Erich era figlio del critico musicale Julius Korngold. Studiò musica sotto la guida di Alexander von Zemlinsky e Robert Fuchs.

Erich Wolfang Korngold

Erich Wolfang Korngold

Gustav Mahler, dopo averlo incontrato, disse di lui: “è un genio musicale”. Oltre all’opera Die tote Stadt con cui ebbe notevole successo, compose diverse colonne sonore per film che sono state riconosciute universalmente colte nel loro genere. Per il resto, della sua vita si dedicò alla scrittura di musica colta in un ricco e cromatico stile tardo romantico, culminato nel Concerto per violino, sicuramente il migliore dei suoi ultimi lavori.

Die tote Stadt è un’opera affascinante e struggente, intrisa di psicanalisi sul conflitto tra una sensualità istintuale e liberatoria e le forze oscure che si celano sotto l’ossessione per la purezza passata: un giovane vedovo vive nel culto della memoria della moglie morta finché incontra una giovane e disinibita ballerina estremamente somigliante all’amata perduta, scatenando una spirale fra il i legami del rimorso e del culto del passato e la pulsione carnale verso la nuova fiamma. Materiale drammaturgico intenso per la regia molto attesa di Graham Vick, maestro di originalità e intelligenza teatrale che colloca la vicenda nel quadro delle tragedie del ‘900.

Erich Wolfang Korngold

ph Brescia Amisano

Oltre alle avvincenti tematiche del libretto, l’opera fu immediatamente amatissima anche per la sua straordinaria ricchezza melodica, armonica e strumentale, di impianto classico ma con tutte le lussureggianti palette sonore del primo XX secolo. Alan Gilbert, già direttore principale della New York Philharmonic e oggi dell’orchestra di Stoccolma in attesa di assumere la guida della Elbphilharmonie di Amburgo, sarà sul podio per restituire tutte le sfumature della partitura.

Il cast, fortemente incentrato sulla coppia di amanti, ha due protagonisti d’eccezione: Klaus Florian Vogt è tra i più ricercati tenori tedeschi oggi, grande wagneriano dall’inconfondibile timbro argentino ed emissione flautata, Asmik Grigorian, impegnata a cantare, danzare e recitare in una parte di estrema difficoltà è una delle artiste emergenti più brillanti degli ultimi anni nella scena operistica, vincitrice nel 2016 di un International Opera Awards.

Come avviene per tutte le opere da scoprire e approfondire, 45 minuti prima di ogni recita di Die tote Stadt il Professor Franco Pulcini tiene un incontro introduttivo presso il Ridotto dei Palchi per tutti i possessori di un biglietto per lo spettacolo.

Valuta

Autore

- Nata a Genova, assieme agli studi classici intraprende quelli della danza. Dopo la Laurea in Giurisprudenza, nel 2001 consegue il diploma in” Regia teatrale” presso l’Accademia Naz. Di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. É stata assistente alla regia di importanti registi teatrali tra cui Gabriele Lavia e Mario Missiroli. Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 2005 al 2013 ha lavorato per IL GIORNALE (critico di teatro e danza) e collaborato con le riviste SIPARIO, TUTTO DANZA. Dal 2014 al 2017 è stata redattore cultura/spettacolo LIGURIA NOTIZIE. Ha insegnato all’Università degli Studi di Genova – DAMS – Polo Imperia. Ha pubblicato due libri, INCONTRI davanti e dietro la quinte (Premio letterario “La mia storia 2014″) e “Stelle della danza sotto il cielo di Nervi” ed. Cordero, 2017. LA sua commedia “Un tavolo per quattro” ha vinto il 2° Premio Efesto Città di Catania Edizione 2016 – Sezione Teatro


Commenta con Facebook

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Cambi |istituzionale
Bertolami | 10 sett
Il Ponte
WopArt 2019
Wannenes