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Pubblicato il: mar 28 Mag 2019
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Trump? Un po’ nazi, un po’ Ku Klux Klan. E Facebook banna l’artista Kate Kretz

Una delle opere di Kate Kretz censurate da Facebook

Una delle opere di Kate Kretz censurate da Facebook

“Incitamento all’odio”: per questo Facebook ha sospeso l’account dell’artista che aveva riformulato lo slogan presidenziale piazzandolo su una svastica e su un cappuccio del Ku Klux Klan

Il mezzo è il messaggio”, teorizzava fin dal 1962 Marshall McLuhan, il più grande sociologo della comunicazione. Per cui il contenuto di un messaggio, o in questo caso di uno slogan, cambia radicalmente, fino a ottenere effetti opposti, a seconda di come viene diffuso. Prendete “Make America Great Again” – e veniamo a noi – l’ormai iconico claim scelto per la campagna elettorale e poi per tutta la sua azione politica dal presidente USA Donald Trump: utilizzato su manifesti, pubblicità, gadget e merchandising mantiene il senso di statement positivo e ottimista che aveva nelle intenzioni originarie. Ma cambiando medium, e con qualche artifizio grafico, può ribaltare clamorosamente la sua accezione.

Una delle opere di Kate Kretz censurate da Facebook

È quel che accade nelle opere di Kate Kretz, artista americana da sempre fortemente critica verso le politiche di “the president”: che in una serie di sue opere utilizza lo slogan ormai noto con l’acronimo MAGA per rimarcare le idee a suo dire razziste ed autoritarie dell’inquilino della Casa Bianca. Ecco dunque le quattro paroline apparentemente innocue comparire su un cappuccio che rimanda facilmente a quelli utilizzati dal Ku Klux Klan, oppure rielaborate graficamente fino a formare una eloquente svastica. Libertà di espressione, nulla da dire? Non per il notoriamente rigido e bigotto Facebook, che ha sospeso l’account della Kretz per “incitamento all’odio”…

http://katekretz.blogspot.com/

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Autore

- Giornalista, scrittore, critico e curatore di mostre. È nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, da 25 anni lavora per riviste d’arte prima come redattore de Il Giornale dell’Arte, poi come caporedattore delle testate Exibart, poi Artribune, attualmente ArtsLife. Ha curato il volume “Rigando dritto”, raccolta di scritti dell’artista Piero Dorazio, pubblicato nell’aprile 2005 dall’editore Silvia Editrice di Milano. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra “Artsiders”, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Nel 2018 ha curato la mostra “De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari nella pittura italiana”, nelle due sedi di Palazzo del Popolo e Palazzo del Vignola, a Todi, e la mostra “Beverly Pepper tra Todi e il mondo” nel Palazzo del Popolo di Todi. Nel 2019 ha pubblicato il libro “Margherita Sarfatti. Più”, presso Manfredi Edizioni.


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