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Pubblicato il: sab 25 Mag 2019
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La collezione dell’antiquario Armondi in asta da Wannenes. Dal Maestro della tela jeans a Ettore Tito

Ettore Tito

Wannenes torna a Genova dopo l’inaugurazione della nuova sede meneghina del 15 maggio e la prima tornata di incanti sotto la Madonnina nel cinquecentesco Palazzo Recalcati (via Amedei 8). Il 28 e il 29 maggio saranno dispersi dipinti antichi e del XIX secolo e la collezione dell’antiquario bresciano Luigi Armondi.

Palazzo del Melograno (Piazza Campetto 2, Genova) apre le sue porte per l’esposizione dei lotti oggi, 25 maggio. Con l’asta del  28 si parte con il catalogo dedicato ai dipinti e agli oggetti provenienti dalle collezioni dell’antiquario e collezionista Luigi Armondi, recentemente scomparso, che nella sua lunga carriera ha dimostrato un gusto colto e appassionato, che si coglie nelle due raffinate tele barocche del veneto Giulio Carpioni che ritraggono Il regno di Hypnos con l’arrivo di Iride, messaggera degli dei e il Il sacrificio di Polissena (lotto 13, stima 2.000 – 3.000 euro), così come in  La Parca Làches di Pietro Belotti, dove la maniera dell’artista è riconoscibile nei dettagli, quali il fazzoletto fiorato sopra la testa e la naturalistica descrizione del volto. Quest’ultimo aspetto denota una presa dal vero della figura, indagata con verace realismo e che evidentemente riscosse uno straordinario successo collezionistico (lotto 13, stima 3.000 – 5.000 euro).

Giulio Carpioni

Giulio Carpioni

Pietro Belotti

Pietro Belotti

La rara tela con una Figura femminile con bambino che mangia del Maestro della tela jeans, un artista attivo alla fine del Seicento in Italia settentrionale, che un importante naturalista dell’arte europea (lotto 14) stima 15.000 – 25.000 euro e la Natura morta di Giacomo Ceruti (detto il Pitocchetto), dove il carattere pauperistico della ritrattistica si contrae per un esercizio di rara intensità pittorica, che quota 8.000 – 12.000 euro (lotto 46). Il Paesaggio arcadico con rovine di templi classici di Antonio Zucchi (lotto 56, stima 5.000 – 8.000 euro) ci introduce, infine, nel rococò veneziano, dove evidente è l’influenza di Francesco Guardi nella composizione scenografica della tela.

Ceruti

Giacomo Ceruti

Antonio Zucchi

Antonio Zucchi

Per quanto riguarda gli arredi appartenuti all’antiquario bresciano sono da segnalare una coppia di grandi cornici in legno intagliato, scolpito e dorato realizzate da un intagliatore emiliano del XVII-XVIII secolo che decorano Il Sacrificio di Isacco e Il Bagno di Betsabea del pittore parmense Giovanni Bolla (lotto 115, stima 20.000 – 30.000 euro), e un’arcadica figura in marmo del XIX secolo raffigurante Apollo (lotto 197, stima 2.000 – 3.000 euro).

intagliatore emiliano del XVII-XVIII secolo

intagliatore emiliano del XVII-XVIII secolo

figura in marmo del XIX secolo raffigurante Apollo

figura in marmo del XIX secolo raffigurante Apollo

Il 29 maggio verrà esitato il catalogo dei “Dipinti Antichi e del XIX secolo” dove spiccano la coppia di tele di Paolo Pagani che ritraggono Ercole, Deianira e il centauro Nesso e Ercole e Onfale dove le pose articolate e complesse, la luminosità sensualmente pastosa, l’inserimento di scorci di paesaggio e personaggi in secondo piano, che danno maggiore drammaticità e movimento alla scena, rendono queste due tele una testimonianza esemplare dell’arte di un protagonista della pittura tardo barocca (lotto 486, stima 30.000 – 50.000 euro).

Tre disegni di rara bellezza, ci introducono ad un genere abbastanza raro sul mercato antiquariale, ma fondamentale per la genesi per processo artistico. Ne L’omaggio a Niobe di Prospero Fontana (lotto 475, stima 5.000 – 8.000 euro), una seppia e matita su carta, l’artista bolognese cita con raffinato gusto archeologico il fregio di identico soggetto a Palazzo Milesi a Roma dipinto da Polidoro da Caravaggio, uno degli allievi di Raffaello nelle Logge vaticane del 1519.

Prospero Fontana

Prospero Fontana

Nella Predica di San Barnaba di Pier Francesco Mola (lotto 477, stima 5.000 – 8.000 euro), a penna, bistro e carboncino su carta, l’eclettica esuberanza barocca del ticinese unisce con dinamico sincretismo modernità impressionistica, solennità classica, sensibilità tenebrose tra Guercino, Mattia Preti e Salvator Rosa, trovando una sintesi tra influenze venete, rigoglio cromatico di Pietro da Cortona – che fece somma la grande decorazione barocca romana – e il tenebrismo meridionale. L’importanza del foglio che sarà esitato, è nell’attenzione progettuale che l’artista dedicò a una delle sue più importanti commissioni, ossia la pala ora collocata nella prima cappella a sinistra della basilica romana dedicata ai Santi Ambrogio e Carlo al Corso e realizzata alla fine del sesto decennio.

Nello Studio di decorazione ad affresco di Giuseppe Cades (lotto 476, stima 5.000 – 8.000 euro), oltre a cogliere un gusto decorativo eccelso di un maestro del ‘700 romano, nella penna, matita e acquarello su carta, si coglie una sorta di intellettuale ironia ammantata da una grazia tecnica straordinaria e capace di interpretare al meglio la sensibilità cinquecentesca.

Giuseppe Cades

Giuseppe Cades

Tra le opere in catalogo si segnalano inoltre un delicato e arcadico Paesaggio campestre con ponte della maturità del torinese Vittorio Amedeo Cignaroli, (lotto 472, stima 5.000 – 8.000 euro), un vigoroso Studio di figura del periodo veneziano di Bernardo Strozzi, dove l’artista genovese guarda agli esempi rinascimentali di Tiziano, Veronese e Tintoretto, ma costruisce la figura di vecchio con una macchia rapida e sommaria tipica del suo stile rubensiano (lotto 500, stima 10.000 – 15.000 euro), e una magica Adorazione dei Magi di Isidoro Bianchi realizzata su tavola di radica, un unicum nell’ambito della pittura, dove l’artista guarda ancora a Pier Francesco Mazzucchelli (lotto 501, stima 20.000 – 30.000 euro). Spiccano, infine, una versione de Madonna con il Bambino e San Giovannino di Francesco Francia e il figlio Giacomo (lotto 502, stima 10.000 – 15.000 euro) e una del leonardesco Giovan Pietro Rizzoli detto il Giampietrino (lotto 503, stima 40.000 – 60.000 euro).

Vittorio Amedeo Cignaroli

Vittorio Amedeo Cignaroli

Per quanto riguarda la sezione dedicata ai dipinti del XIX secolo emerge per vigore pittorico un grande olio su tela di Ettore Tito intitolato Le ondine, il mare – esposta alla terza biennale di Venezia del 1899 – dove marcata è l’influenza dal simbolismo francese fin de siécle di Gustav Moreau e Pierre Puvis de Chavannes, ma ciò che contraddistingue la sua maniera è una luce morbida e vibrante, che trasporta il soggetto mitologico in un felice limbo tra realtà e sogno, dove le figure fluttuano in uno spazio fantastico che trascende la percezione sensibile per farsi materia viva di soave grazia (lotto 639, stima 20.000 – 24.000 euro). Esotica e brulicante di figure la scena algerina raffigurata da un pittore del XIX secolo con scena di mercato (lotto 628, stima 12.000 – 15.000 euro), cosi vivace e felicemente vero nella sua normalità il Ritratto di fanciulla di Vincenzo Irolli (lotto 614, stima 5.000 – 7.000 euro): infine, enigmatico il pastello su carta di Antonio Mancini con una Figura femminile a mezzo busto (lotto 662, stima 2.000 – 3.000 euro).

Vincenzo Irolli

Antonio Mancini

Antonio Mancini

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