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Pubblicato il: ven 24 Mag 2019
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Le medaglie di Napoleone. Nell'”Asta straodinaria” di Nac-Varesi

E’ davvero impressionante il numero delle medaglie – lo testimonia il bel catalogo dell’ ”asta straodinaria” Nac-Varesi del 28 e 29 maggio all’Hotel Principe e Savoia di Milano – alle quali Napoleone affidò il compito di narrare in immagini, comprensibili da tutti, la sua straordinaria avventura politica, storia e umana.

Accanto a quelle volute dall’imperatore, non ne mancano altre, altrettanto copiose, attraverso le quali autorità e istituzioni varie resero omaggio al sovrano, cercando di ingraziarselo. A cinquemila, ma potrebbero essere di più, assommano le medaglie che genericamente vanno sotto il nome di “napoleoniche”, il cui soggetto si riferisce ad aspetti, eventi e personalità dell’epoca.
Un migliaio e più di queste medaglie, provenienti dalla collezione ANPB, formata tra il 1980 e del 2010 da quello che Arturo Rossi e Alberto Varesi, titolari rispettivamente della casa d’aste Nac e Varesi, non esitano a definire “il più grande conoscitore di numismatica e medaglistica napoleonica”, il quale in trent’anni di ricerche e acquisti, è riuscito a “mettere insieme una raccolta di circa 2.000 medaglie del periodo storico che va dagli albori della rivoluzione francese sino al ritorno delle ceneri di Napoleone II Grande a Parigi, prestando particolare attenzione a medaglie legate anche a particolari eventi storici accaduti in Italia”.

Alcuni dei quali trasformati in medaglia dalla maestria di Luigi Manfredini (Bologna 1771- Milano 1870), che nel 1798 iniziò ad operare all’interno della zecca di Milano, con un salario iniziale di 1.200 lire. Qui formò i coni  “di quasi tutte le medaglie ordinate a celebrare l’epoche de’ prodigi, e delle glorie operate da Napoleone il Massimo”, come si legge in un Rapporto stilato nel 1811 da parte del direttore della Pubblica istruzione diretto dal principe Eugenio, secondo il quale direttore generale l’artista godeva “molta reputazione in quest’arte come nel disgeno”.

Uno svarione – Natoleone, anziché Napoleone-, sulla lira milanese d’argento del 1810 pare sia costato all’incisore l’allontanamento. Sulla vicenda, non sembra pensata per scopi satirici, le supposizioni continuano ad avere la meglio sulle fonti storiche. Quello che è certo è che Luigi Manfredrini tornò ben presto ai suoi bulini, dai quali prese forma la medaglia del 1814 per il “Ritorno a Modena di Francesco IV”, quella del 1815 per l’ ”Ingresso di Francesco I a Milano”.

Tra le medaglie dell’incanto Nac-Varesi (www.arsclassica.com) non manca quella che l’incisore bolognese di nascita e milanese di attività, realizzò per la costituzione, il 29 giugno 1797, della Repubblica Cisalpina, uno Stato di oltre tre milioni di abitati in quanto comprendeva la Lombardia con la Valtellina e Mantova, la provincia di Verona e Rovigo, il ducato di Modena, i principati di Massa e Carrara, la legazione di Bologna, Ferrara e Romagna. In tondello propone al diritto un severo ritratto di Napoleone e al rovescio la raffigurazione della Repubblica Cisalpina affidata ad una donna seduta a sinistra che tiene con una mano il fascio e con l’altra la picca (la lunga asta con punta metallica di lunghezza variabile), sormontata dal berretto frigio. Dietro lo scudo con pugnale, corazza e aratro. E’ proposta nella versione in argento (€ 3.000) e in bronzo (due esemplari, rispettivamente proposti a 350 e 400 euro).

Lotto 1124. 29 giugno 1797: nasce la Repubblica Cisalpina.

Lotto 1124. 29 giugno 1797: nasce la Repubblica Cisalpina.

Molto bella, e nella versione oro preziosa (stima e 15.000, in argento € 600), la medaglia che inneggia alla vittoria contro i prussiani, nel 1806, a Jena. Al solito Napoleone domina dal diritto, col capo laureato e con la corona ferrea, mentre il rovescio Giove, comodamente seduto sull’aquila imperiale che tra gli artigli tiene due grandi dardi, mostra i fulmini pronto a lanciarli contro i nemici. Alla stessa battaglia si riferisce altresì la splendida medaglia di Andrieu e Galle, in questo caso battuta solamente con il bronzo (partenza da 300 euro). Qui Napoleone è protagonista sia del diritto, come vuole la tradizione, che del rovescio dove è rappresentato nei panni di Giove portato dall’aquila che sorvola le rocce e lancia fulmini sui giganti atterrati.

 L’attentato a Napoleone in una stampa d’epoca.

L’attentato a Napoleone in una stampa d’epoca.

Di Manfredini, in associazione con Appiani, è anche una delle medaglie dell’asta che presentano la più elevata valutazione: 35.000 euro. Per la versione prodotta col biondo metallo, s’intende, mentre sia la versione in argento (€ 1.000) che quella in bronzo (€ 150) risultano decisamente più abbordabili. Il tondello si richiama al “miracolo della notte di Natale”. Ovvero all’attentato a Napoleone, che se fosse andato a segno avrebbe cambiato la storia del mondo per i secoli a venire. Merito, del tutto involontario, del cocchiere Germain, detto Cèsar, il quale, temendo di giungere in ritardo all’Opéra per la prima de “la Creazione” di Haydin, frustò i cavalli per farli correre. Evitando, così, le conseguenze nefaste (22 morti e 56 feriti) derivanti dallo scoppio di un calesse – la “macchina infernale”, come venne definita- all’interno del quale era stato piazzato un barile di polvere nera e chiodi, parcheggiato davanti al Café Apollon, tra il cappellaio Ometz e il parrucchiere Vitry. Centotrenta i Giacobini vennero deportati senza processo mentre Giuseppe Ceracchi (passato dall’amore sviscerato all’odio nei confronti di Napoleone), Arena, Topino-Lebrun e Demerville furono giustiziati. Ritratto del giovane Bonaparte al diritto, tre parche (le figlie di Giove e Temi) nelle cui mani era il destino dell’uomo, e il Destino, con le sembianze di un anziano che tiene tra le mani un vaso.

lotto 1251. Il miracolo della Notte di Natale: Napoleone scampa all’attentato.

lotto 1251. Il miracolo della Notte di Natale: Napoleone scampa all’attentato.

 lotto 1213. Per la battaglia di Marengo.

lotto 1213. Per la battaglia di Marengo.

Trentamila euro la somma attribuita alla medaglia d’oro rievocativa, naturalmente non è la sola, della battaglia di Marengo; 35.000 quelli assegnati per quella coniata a ricordo della Colonna nazionale in Piazza Vendôme. Più alla portata di tutti i portafogli una medaglia lombarda che ricorda la presa del Broletto di Brescia. Era il 17 marzo 1797, quando i bresciani, per sottrarsi al dominio veneto, presero d’assalto il palazzo del Broletto, sede del potere comunale, costituendo un governo provvisorio. “In nome del popolo sovrano”. Di grande bellezza il diritto “racconta” la presa del palazzo simbolo del potere politico e amministrativo della città. Fin troppo spoglio il rovescio col berretto frigio e pugnate rivolto verso l’alto. Sotto la data: 18 marzo 1797 inizio, come sottolinea la scritta, dell’ ”Epoca della libertà bresciana”. Come in altri casi la medaglia è proposta in argento (€ 2.000) ed in bronzo (due esemplari, rispettivamente stimati 200 e 300 euro).

 

lotto 1101. Il 18 marzo 1797 i bresciani assaltarono il Palazzo del Broletto ponendo fine alla dominazione veneziana.

lotto 1101. Il 18 marzo 1797 i bresciani assaltarono il Palazzo del Broletto ponendo fine alla dominazione veneziana.

Michele De Guio

 

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