meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 23 Mag 2019
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DA VENEZIA. La raffinata ricerca minimalista di Yun Hyong-Keun nelle magiche scenografie di Palazzo Fortuny

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Yun Hyong-Keun. Una retrospettiva è la prima mostra internazionale dedicata all’artista coreano dopo la sua morte. Attraverso l’esposizione di 55 opere, oltre che di documenti d’archivio privato e raccolte fotografiche, ne sono ripercorse la vita e la carriera in una prospettiva finora inedita. A cura di Kim Inhye, dall’11 maggio al 24 novembre 2019, la rassegna rientra nell’ambito della IV edizione di MUVE Contemporaneo.

In linea con il sentimento orientalista che pervade il suggestivo teatro d’arte di Palazzo Fortuny, è ospitata dall’11 maggio al 24 novembre 2019 nell’ambito della IV edizione di MUVE Contemporaneo, la retrospettiva dedicata al maestro Yun Hyong-Keun (1928 – 2007), uno dei più importanti artisti coreani del secondo dopoguerra. L’esposizione, curata da Kim Inhye dell’MMCA -National Museum of Modern and Contemporary Art della Corea-, presenta una selezione di 55 opere che riassumono la vita e la carriera dell’artista in una prospettiva finora del tutto inedita. A causa dell’isolamento che subì il proprio paese durante la guerra, la dominazione giapponese poi e infine la dittatura post-bellica, la poetica di Yun Hyong-Keun rimase estranea ai fermenti internazionali del tempo tanto che, negli anni Sessanta, insieme a lui un gruppo di artisti, accomunati dall’interesse per le proprietà fisiche della pittura, si raccolse attorno al movimento Dansaekhwa per elaborare regole e strutture proprie in riferimento all’astrazione. L’intenzione della retrospettiva mette in risalto come, in un confronto con la storia dell’arte mondiale, l’opera di Hyong-Keun, nonostante l’impossibilità di scambio e contaminazione con le altre correnti pittoriche, si caratterizza per una moderna e raffinata ricercatezza che accoglie allo stesso modo la tradizione della cultura coreana e un personalissimo sentire individuale.

Grazia e semplicità si mescolano, attraverso pennellate dense e decise, alla brutalità degli eventi che segnarono profondamente la sua arte: in particolare le tele struggenti dipinte in seguito al massacro di Gwanju (maggio 1980) si contraddistinguono per strati scuri di colore che fuoriescono dalle forme solide. Una stanza speciale, all’ultimo piano del palazzo, ricrea inoltre l’atelier di Yun Hyong-Keun con le opere di altri artisti che furono realmente presenti nello studio originario, come Kim Whanki, Jeon Roe-Jin e Choi Jongtae, insieme a disegni giovanili, raccolte fotografiche e pagine dai suoi diari privati.

Yun Hyong-Keun. Una retrospettiva © Marcello Venturini

Yun Hyong-Keun. Una retrospettiva © Marcello Venturini

Ogni cosa della terra è destinata a ritornare alla terra, è solo questione di tempo. Quando penso che questo principio vale anche per me e per i miei quadri, tutto mi sembra futile. Ma per ogni giorno che vivrò, nel lento consumarsi della vita, lascerò un segno indelebile del mio passaggio, ed è così che avrò la spinta per restare vivo“.

Yun Hyong-keun, 1990

Yun Hyong-Keun

Informazioni utili

Yun Hyong-Keun. Una retrospettiva
dall’11 maggio al 24 novembre 2019

Palazzo Fortuny
San Marco 3958,
30124, Venezia

[*Yun Hyong-Keun, Burnt umber-ultramarine, 1990]

 

 

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