meeting art istituzionale
Pubblicato il: gio 23 Mag 2019
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Jeff Koons tra gli highlight della Contemporary Week di Dorotheum

Cavalcando l’onda del recente record mondiale di Jeff Koons, la casa d’aste austriaca Dorotheum punta i riflettori su due lotti dell’artista che andranno all’incanto durante la Contemporary Week primaverile viennese (4-7 giugno).

La Ballerina seduta del 2015 sarà offerta a una stima di  €60,000-70,000 mentre gli animali – palloncino   “Collector’s Set” del  2017 a  €50,000 – 60,000). In particolare questi due lavori andranno sotto il martello dell’auctioneer il 6 giugno, durante l’asta di “Arte contemporanea – Parte II”.

Tra gli altri lotti imperdibili una serie di riproduzioni di fotografie di Andy Warhol che idolatrava i divi, ed era un divo egli stesso. Consigliava di fermarsi alla superficie delle sue opere, sostenendo che al di là di essa non vi fosse nulla. La metafisica la lasciava agli spettatori. Eppure la sua scelta di soggetti come gli incidenti stradali e le sedie elettriche forniva in qualche modo un commento, così come la tragica diva Marilyn, maschera eternamente sorridente delle sue riproduzioni di massa. L’opera dell’artista Pop che andrà all’asta il 5 giugno a Dorotheum contiene una serie di riproduzioni di fotografie raffiguranti Judy Garland e Liza Minelli, come disposte su una bacheca. Le 13 foto sono tutte ben studiate ed orchestrate. Madre e figlia furono entrambe bambine prodigio e raggiunsero presto una fama mondiale – compresi i suoi indesiderati effetti collaterali. La composizione di Warhol risale al 1978, epoca in cui egli frequentava in compagnia dell’amica Liza Minelli il leggendario Studio 54 a New York.


Di quest’opera, che sarà messa all’asta con un valore stimato tra i 280.000 e i 420.000 euro, esistono complessivamente tre varianti di colori differenti. La Marilyn di Warhol fece di un’icona del Novecento un’icona dell’arte. Nel 1981, Franz West inserì in una sua amorfa cornice d’artista, modellata in gesso, due warholiane cartoline di Marilyn assieme a una foto rielaborata delle galleriste viennesi Heike Curtze, Ursula Krinzinger e Grita Insam, e intitolò l’opera Suchtgiftabhängiger (Tossicodipendente) (€ 25.000 – 45.000). Nella sua Visuelle Analyse del 1974 egli giustappone invece a foto di prodotti di massa le immagini di alcune tra le protagoniste della vita culturale viennese. Come osserva Eva Badura-Triska, West tematizza il ruolo sociale dei professionisti della cultura e il loro status di stelle o emarginati nella società. Il prezzo previsto per il collage è tra i 25.000 e i 45.000 euro.

Preistoriche pitture rupestri, graffiti, disegni infantili o composizioni di alienati mentali – tutti questi elementi ammaliarono Jean Dubuffet, confluendo nella cifra stilistica delle sue opere. La sua arte si configura come una sorta di archeologia dell’anima umana. Del cosiddetto padre dell’influente corrente artistica dell’“Art Brut”, un’arte potentemente grezza, diretta e “primeva”, l’asta di Dorotheum offre tre opere. Le figure stilizzate di Paysage avec personnage (Paesaggio con figura) sono inscritte nel paesaggio, unendo la terra e i suoi abitanti (€ 300.000 – 400.000). Tête (Testa) è ridotta all’essenziale ed è nel contempo universale, mentre Buisson au papillon, con i suoi frammenti di foglie e altro materiale organico, rientra nella serie delle “matériologies” di Dubuffet.

I quadri dai colori reticolari di Piero Dorazio ricordano invece raggi cromatici e cristalli. L’opera intitolata Turris eburnea, una “torre d’avorio” del 1957, accentua la struttura verticale ed orizzontale della composizione, creando un reticolo in grado di reinventare lo spazio. Come recita la descrizione nel catalogo d’asta, “la torre d’avorio simboleggia l’isolamento quale condizione fondamentale dell’atto creativo” (€ 180.000 – 260.000).
E’ dalla forma della rosa del deserto che trae ispirazione la circolare scultura bronzea di Arnaldo Pomodoro. Come egli stesso ebbe a dichiarare, il bronzo da 60 cm di diametro si propone la creazione di un “processo dialettico tra infinita spazialità e struttura organica” (€ 200.000 – 300.000).

Il protagonista dell’Informale, Hans Hartung, pone l’atto del dipingere al centro della propria opera, focalizzata sull’essenziale. A brillare tra gli artisti del Gruppo ZERO sono ancora una volta le opere di Otto Piene, una “Reihung” di Günther Uecker severamente geometrica risalente al 1970 (€ 400.000 – 600.000) e Heinz Mack.

Tra gli altri artisti figurano Hermann Nitsch, Arnulf Rainer, Heimo Zobernig, Ilya Kabakov, Alex Katz, Jonas Burgert, Fabio Mauri, Carla Accardi, Berlinde de Bruyckere e molti altri ancora.

Arte contemporanea parte I 5 giugno 2019, ore 17
Arte contemporanea parte II 6 giugno 2019, ore16
Dorotheum
Dorotheergasse 17
1010 Vienna

www.dorotheum.com

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