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Pubblicato il: gio 23 Mag 2019
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Danze cromatiche in atmosfera medievale: Jean François Migno in mostra a Bologna

Jean François Migno, Grand rouge

Jean François Migno, Grand rouge

Il Museo Civico Medievale di Bologna si apre al dialogo con la pittura contemporanea presentando fino all’8 settembre 2019 La forza del colore, prima mostra personale in Italia dell’artista francese Jean François Migno, a cura di Graziano Campanini e Riccardo Betti.

Se della sostanza si fa rifiuto, di certo alla materia non si può fare a meno. Per questa ragione Jean François Migno sperimenta nella sua carriera diversi mezzi e materiali al fine di assottigliare sempre più il legame con la sostanza e volgersi all’astrazione. Un’astrazione che rimane però ponderata, dall’aspetto figurativo e dal processo creativo quasi fisico nell’approccio corporale.

«Il cammino di Migno rinvia alle origini dell’arte. In effetti, dall’alba dei tempi l’artista si è sempre sforzato di impregnare la materia del suo desiderio, e questa resterà sempre la sua preoccupazione principale. L’abbandono e la ragione giocano un ruolo una volta per uno. In Migno le possibilità plastiche e pittoriche della tela sono instancabilmente scoperte, inventate, meditate, rigettate, rispettate, calpestate e onorate»

Thomas Michael Gunther, Critico d’arte

Le 40 opere esposte al Museo Civico Medievale di Bologna testimoniano un confronto totalizzante con la tela, un corpo a corpo frontale – fisico, emotivo, intellettuale – in cui il gesto esplora nuove possibilità formali ed espressive di materie e incontri coloristici in convulse partiture spaziali cadenzate da spazi bianchi. Nei lavori di Migno si ritrova inoltre l’eco delle esperienze figurative più intense del Novecento: l’Informale, l’Espressionismo Astratto d’oltreoceano e la poetica di Henri Matisse.

Ma il confronto con la storia dell’arte non si ferma qui: La forza del colore è infatti parte di un dialogo tra antico e nuovo, tra reperti di epoca medievale – conservati a Palazzo Ghisilardi, sede del Museo – e le creazione cromatiche dell’artista francese. La sala del Lapidario, la statua di Bonifacio VIII, le arche monumentali dedicate ai Dottori dello Studio bolognese sono solo alcuni degli elementi storici che vivranno a stretto contatto, fino all’8 settembre, con le danze di colore invocate dalle serie Palissades (anni Novanta) e Passages (anni Duemila) dell’artista transalpino.

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