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Pubblicato il: gio 23 Mag 2019
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Banksy a Venezia: il vero colpo da maestro è la sequenza finale del video!

Bancarella di Banksy a Venezia

Courtesy Image Banksy
http://banksy.co.uk/

Alcune riflessioni sul teatrino veneziano montato da Banksy a Piazza San Marco: la denuncia delle grandi navi da crociera che invadono Venezia è solo uno dei suoi messaggi. La scena finale del video -più che l’installazione di quadri- è il  vero colpo da maestro che ci fa capire il reale  bersaglio della sua esilarante narrazione.

All’indomani dell’incursione veneziana di Banksy – la seconda ‘ufficiale’ nel nostro Paese se consideriamo la ‘Madonna con la pistola’ di Napoli- fioccano le interpretazioni sui doppi sensi del video postati dallo street artist sul suo account Instagram. L’installazione a piazza San Marco infatti, rappresenta solo una parte della sua performance. La vera opera, dal punto di vista concettuale, è proprio il video. Attraverso un sapiente montaggio infatti, il filmato dà il via a una seconda lettura dell’opera dove non mancano le sue solite, geniali provocazioni.

La chiave di lettura la serve su un piatto d’argento lo stesso artista nel suo commento a corredo del video postato sul suo account Instagram: ‘Sto preparando il mio stand per la Biennale di Venezia. Nonostante si tratti del più grande e prestigioso evento d’arte al mondo, per qualche ragione io non sono mai stato invitato”.  E’ chiaro dunque che ogni fotogramma del video va filtrato attraverso la ‘polemica’ ironica dell’artista.

Il vero bersaglio non è l’ingombrante nave da crociera ma appunto, la Biennale di Venezia. Il sistema che gira intorno al mondo dell’arte contemporanea. Lontana come un miraggio a volte incomprensibile, autoreferenziale, in grado di aggrovigliare il cervello ma spesso incapace di emozionare. E poi ci sono le leggi del mercato a dettare quelle regole che Banksy combatte fin dal suo primo murale. Eppure il  cosiddetto sistema prova in continuazione a fagocitare il suo figliolo ribelle, attraverso mostre non autorizzate e aste milionarie ma, seppur a fatica, Banksy ne è sempre uscito indenne attraverso la sua geniale ironia: la ‘Ragazza con palloncino’ autodistrutta nell’asta milionaria di Sotheby’s dello scorso anno ne è una chiara dimostrazione.

‘Siamo stati banksyzzati’. Così ironizzò, con un sorriso nervoso, Alex Branczik, senior director di Sotheby’s. Ecco, oggi possiamo dire lo stesso.  La nostra Biennale è stata banksyzzata, paragonata evidentemente all’ingombrante colosso della nave da crociera. Il messaggio ambientalista va di pari passo con quello artistico ma il secondo sembra essere quello più sottile e subliminale. Basti pensare a una delle ultime scene del video: l’ambulante mandato via dai vigili della municipale, se ne va con il suo carretto e la sua arte dalla parte opposta della nave da crociera, autorizzata invece dal sistema a trovarsi a Venezia, alla Biennale di Venezia. Probabilmente il taglio concettuale più interessante dell’intero teatrino ideato da Banksy. E se avete qualche dubbio su questa interpretazione vi basterà ascoltare il commento di due signore davanti l’installazione montata a Piazza San Marco. ‘E’ perfino più bello di quello che abbiamo visto alla Biennale‘ affermano ignare di apparire in un video che sta facendo il giro del mondo. Ovviamente anche i vigili urbani sono  altri attori inconsapevoli della narrazione veneziana dello street artist: rappresentano la censura, il controllo delle regole sul genio creativo e indomabile degli artisti.

Fermo immagine del video di Banksy

Fermo immagine del video di Banksy- sequenza finale

Banksy non lascia mai nulla al caso. Ogni particolare è sempre denso di significato. Tuttavia, non si tratta mai di una seconda lettura astratta e tormentata. Artista visivo e concettuale allo stesso tempo, punta sempre a temi molto concreti, che riguardano la vita vissuta  e non fumosi concetti astratti e filosofici. Al di là della sua ricerca di un’arte il più possibile ‘democratica’ e alla portata di tutti, lo street artist denuncia fatti di stretta attualità come il conflitto arabo-israeliano, l’inquinamento, l’arresto di prigionieri politici e cosi via.  Più che i suoi murales che dona gratuitamente alla collettività di un determinato luogo, il vero aspetto democratico delle sue opere è proprio la semplicità (seppur apparente) dei suoi messaggi, alla portata di tutti, che avvicinano l’arte alla  nostra vita quotidiana.

Fermo immagine del video di Banksy

Fermo immagine del video di Banksy

Per questo motivo molti utenti dei vari social si sono divertiti a cercare ulteriori significati al video condiviso da Banksy. Primo fra tutti il cartello con scritto ‘Venice in oil‘ che si riferisce evidentemente al problema dell’inquinamento delle navi da crociera sul Canal Grande. La foto postata sul sito dall’artista, con una giovane e un anziano che osservano il dipinto e che camminano in direzioni opposte, proprio come la scena finale del venditore e la nave da crociera. Qualcuno ha visto un significato perfino nel gatto randagio europeo che  osserva curioso l’installazione: secondo alcuni utenti rappresenterebbe l’artista. Atri invece interpretano la sua presenza in chiave ben più ironica:   il gatto sembra essere l’unico ad aver riconosciuto l’arte geniale di Banksy!

 

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