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Pubblicato il: mar 21 Mag 2019
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Sensazionale Domus Grimani. La magia del Classico torna a splendere a “casa”

Venezia, Museo di Palazzo Grimani. Tribuna. Su concessione del Ministero per i beni le attività culturali – Polo museale del Veneto. Ph. Matteo De Fina

Sensazionale. Dopo oltre quattro secoli la collezione di statuaria classica torna “a casa”. Domus Grimani, il ritorno a Palazzo Grimani (in Santa Maria Formosa) in gran spolvero della collezione appartenuta al Patriarca di Aquileia Giovanni Grimani. Conservata nel palazzo di famiglia fino alla fine del 1500, fu poi donata alla Serenissima Repubblica di Venezia proprio per volontà di Giovanni dopo la sua morte.

Il fulcro di DOMUS GRIMANI 1594 – 2019 è la ricostruzione di uno dei più significativi episodi della museologia europea – la Tribuna del patriarca Giovanni, ancora integra nella sua struttura architettonica – accompagnata dall’esposizione di arredi e opere nelle sale antecedenti, con l’intento di ricreare la decorazione di una dimora aristocratica del XVI secolo e di restituire così ai visitatori l’atmosfera di un luogo che, grazie a questo progetto, torna protagonista dell’offerta culturale veneziana attraverso un allestimento ispirato all’estetica della “casa-museo”.

DOMUS GRIMANI

DOMUS GRIMANI

Venezia, Museo di Palazzo Grimani. Tribuna. Su concessione del Ministero per i beni le attività culturali - Polo museale del Veneto. Ph. Matteo De Fina

Venezia, Museo di Palazzo Grimani. Tribuna. Su concessione del Ministero per i beni le attività culturali – Polo museale del Veneto. Ph. Matteo De Fina

Il percorso espositivo si sviluppa nell’infilata di sale che conducono al camerino delle antichità, accessibile solo attraverso il suo unico ingresso originale dal quale il patriarca Giovanni soleva accogliere gli ospiti più illustri.

La Tribuna, infatti, subì nei secoli alcune trasformazioni, come l’apertura di una grande finestra e della seconda porta che immette nella così detta sala Neoclassica, adibita a camera da letto durante la seconda metà del Settecento. Attraverso l’istallazione delle due nicchie architettoniche temporanee, ricostruite per l’occasione a imitazione di quelle già esistenti, è stato ricreato l’aspetto originale dello spazio. La collezione statuaria lasciò il Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa nel 1594 dopo la morte di Giovanni, il quale aveva donato la sua preziosa raccolta alla Serenissima Repubblica di Venezia. llora i marmi furono trasferiti nell’antisala della Biblioteca Marciana, in seguito denominata Statuario della Repubblica, il cui vestibolo sarà oggetto per i prossimi due anni di un importante intervento di restauro che ha reso necessaria la rimozione di tutte le sculture. Di qui l’occasione di poter organizzare DOMUS GRIMANI 1594 – 2019, una mostra dedicata alla Collezione Grimani presso la sua sede originaria.

DOMUS GRIMANI

DOMUS GRIMANI

Lo stesso Palazzo Grimani è una preziosa rarità per via della sua conformazione architettonica che richiama la domus romana e i modelli rinascimentali della città papale. Mèta culturale frequentata da eruditi, letterati, artisti, sovrani e personaggi di rilievo in visita a Venezia, deve il suo aspetto agli interventi realizzati da Vittore Grimani e suo fratello Giovanni durante il XVI secolo e può vantare decorazioni di impronta manierista tosco-romana, con affreschi e stucchi di Francesco Salviati, Federico Zuccari e Giovanni da Udine, allievo di Raffaello. Figlio minore di Girolamo Grimani, a sua volta figlio del doge Antonio, Giovanni fu creato Patriarca di Aquileia nel 1545 e in quegli anni decise di ampliare il palazzo e realizzare la Tribuna, che insieme alle stanze che la precedono e altri ambienti della dimora, raccoglieva la sua preziosa collezione di antichità.

Manifattura romana, Tavolo Grimani. Pietre dure e preziose, 6×165×116,5 cm. Collezione privata, Zurigo

Manifattura romana, Tavolo Grimani. Pietre dure e preziose, 6×165×116,5 cm. Collezione privata, Zurigo

Per questo, oltre alla ricostituzione della Tribuna, l’allestimento coinvolge anche le stanze immediatamente antecedenti in cui ammirare arredi d’epoca, arazzi, quadri e oggetti evocativi di un’epoca e di uno stile di vita unici nel loro genere. Nella Sala dei Fogliami, così denominata per l’affresco a soffitto che ritrae una selva lussureggiante, viene eccezionalmente esposto uno dei due preziosissimi tavoli tardo rinascimentali marmorei – con piano in marmi antichi e lapislazzuli, di manifattura romana della fine del XVI secolo – che fino al 1829 si trovavano a palazzo. Nel 1829 il tavolo fu venduto da Michele Grimani, ultimo erede del ramo di Santa Maria Formosa, a Henry Greville, III Conte di Warwick, per il castello di Warwick in Inghilterra. Nel 2015 il tavolo fu messo all’incanto dalla casa d’aste Sotheby’s e attualmente è di proprietà di un collezionista privato.

L’esposizione (visitabile fino al 30 maggio 2021, prodotta da Civita Tre Venezie e possibile grazie al sostegno di Venetian Heritage) è curata da Daniele Ferrara, direttore del Polo museale del Veneto e Toto Bergamo Rossi, ed è accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio che, oltre ad approfondire la storia della collezione Grimani, ne rivela la sua straordinaria bellezza grazie a una importante campagna fotografica realizzata per l’occasione.

Venezia, Museo di Palazzo Grimani. Tribuna. Su concessione del Ministero per i beni le attività culturali - Polo museale del Veneto. Ph. Matteo De Fina

Venezia, Museo di Palazzo Grimani. Tribuna. Su concessione del Ministero per i beni le attività culturali – Polo museale del Veneto. Ph. Matteo De Fina

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- Classe 78. Laureato in Scienze dei Beni Culturali all'Università degli Studi di Milano


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