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Pubblicato il: mar 21 Mag 2019
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Natura realistica, natura geometrica: l’evoluzione del paesaggio nella pittura di Mario Tozzi

Mario Tozzi

Mario Tozzi

Mario Tozzi è a Verbania con 40 opere appartenenti al locale Museo del Paesaggio. Dal 25 maggio al 29 settembre la mostra tratteggia la vita e l’evoluzione artistica di un pittore ancora non del tutto conosciuto dal pubblico.

Un esordio legato alla pittura dell’Ottocento, la crescita nella Parigi delle avanguardie, un ritorno in Italia dove la riflessione prese il sopravvento sull’attività artistica. Riassunto sintetico a tappe della vita e della carriera di Mario Tozzi, la cui opera pittorica è al centro dell’esposizione del Museo del Paesaggio di Verbania MARIO TOZZI 1979-2019. Dal 25 maggio al 29 settembre la mostra espone 40 opere del pittore marchigiano negli spazi di Palazzo Viani Dugnani.

Mario Tozzi

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Il Museo propone l’intera sua collezione dell’artista, accanto a due recenti depositi ricevuti dal museo (La preghiera e Compianto) e una serie di schizzi e disegni, alcuni inediti, così come la piccola e rara porzione di affresco che raffigura la testa di una Madonna in prestito dalla Galleria Lanza. Le prime indagini pittoriche degli anni Dieci si soffermano, come detto, sul secondo Ottocento e in particolare sul Naturalismo lombardo: ne sono un esempio Ritratto della madre e Notturno, due opere che rivelano l’aderenza realistica di Tozzi, indirizzata alla descrizione del contesto familiare e del paesaggio.

La svolta tematica e artistica arriva a Parigi negli anni Venti, dove al ricordo ancora vivo di Cézanne e dei Fauves si affianca la condivisione quotidiana e lo scambio proficuo di idee e suggestione con pittori come De Chirico e Savinio. Qui Tozzi si apre alle teorie dei Valori Plastici e della Metafisica, introducendo nella propria tecnica una prorompente volumetria che si prende gli spazi e domina la scena (Serenità, Donna seduta di schiena, La toeletta del mattino).

Mario Tozzi

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Il suo linguaggio muta ancora, e ben più drasticamente, a partire dalla fine degli anni Cinquanta: la pittura si fa via via più geometrica, con figure sempre più bidimensionali e un ricorso maggiore a elementi astratti (La grande Piazza 1962, Testina 1970).

L’esposizione sarà completata da un incontro con Elena Pontiggia, il 15 Giugno alle ore 17.30 presso il cortile di Palazzo Viani Dugnani e da una mappa che permetterà al pubblico di andare alla scoperta delle opere che l’artista ha lasciato nel territorio, specialmente a Suna.

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